Poesia
Mi sento a casa
in quest’angolo di cuore
a respirare la frontiera.
La pagina è un cumulo di macerie
che la piegano e la vomitano
sulle mie ali di cera.
Servirebbero parole nuove
e non questo inutile rincorrersi
sotto la luna nera.
D’altronde non so che cosa sia una poesia
se assomigli ad un tramestio di foglie
che si consuma in riva al mare
o percorra le strade del mondo
strisciando tra le pietre.
Non so a chi appartengano le sue rime
di che colore abbia gli occhi,
per quale motivo non si faccia da parte.
Ne sento parlare come di una lanterna
andata in pezzi
acconciata e poi venduta
ad un vecchio rigattiere di passaggio
perché non c’è più bisogno di guardare in alto
se la speranza dimentica le grammatiche del cielo
e non serve più ascoltare il vento
se le nuvole domani
torneranno a prenderci sul serio