Sezione Aurea dell’Anima

Nello stelo di un fiore
la terra scrive
il suo numero d'oro;
nello smeraldo di uno sguardo
il cielo riflette
il suo Verbo eterno.

Tra il fuoco del pensiero
e il silenzio dello spirito,
due anime
dismettono il loro duale
per diventare luce,
incorruttibile,
oltre ogni confine del tempo.

Non serve più il respiro
dove l’aria si fa canto,
né il nome pronunciato
tra le ombre della sera.
Siamo l’impronta del mare
sulla sabbia del tempo,
un riflesso che danza
sulla soglia del vero.

In questo abbraccio
di polvere e di stelle,
l’universo si riconosce
e, finalmente, tace.

Giovanni Mascellaro


Nota dell'autore

L’opera «Sezione Aurea dell’Anima» si configura come un itinerario metafisico, in cui la parola poetica si fa strumento di indagine sulle leggi segrete che governano l’universo e l’interiorità umana. Il titolo agisce come un portale semantico che congiunge la precisione matematica della sezione aurea – simbolo di una proporzione universale – con l’immaterialità dell’essenza umana. Questa scelta evidenzia che il legame descritto non è un evento accidentale, ma l’attuazione di una geometria sacra che attendeva di essere rivelata. Il componimento apre una corrispondenza perfetta tra microcosmo e macrocosmo: lo stelo di un fiore e lo smeraldo di uno sguardo diventano specchi del numero d’oro e del Verbo eterno.
Il climax della poesia trae origine da un potente processo di alchimia spirituale.
La tensione tra l’inquietudine del "fuoco del pensiero" e la stasi del "silenzio dello spirito" trova la sua risoluzione in un momento di rinascita in una nuova natura.
Qui, le anime dismettono il loro duale—un gesto di naturale e solenne spogliazione dell'io—per farsi "unica luce", trascendendo le barriere del tempo e dello spazio.
Le strofe finali evocano un senso di solenne riconciliazione con l'Origine.
L’immagine del mare che lascia la sua impronta sulla "sabbia del tempo" cattura magnificamente l’intersezione tra l’eterno e l’effimero.
Nell’abbraccio finale tra "polvere e stelle", la fragilità della materia e la nobiltà dell’infinito si riconciliano definitivamente.
L’universo, specchiandosi in questa unione, riconosce la propria struttura e approda al silenzio della comprensione totale.
La bellezza è diventata finalmente verità e la verità può rivelarsi nella sua luce più abbagliante.