Ci sono presenze senza scheletro
che occupano i metri quadri del pensiero.
Una voce troncata a metà del nome,
una luce che non finisce di morire.
Non sono spettri: sono materia non risolta.
Porto geografie di case nel sangue.
Alcune illuminate a giorno, altre crollate.
Ognuna ha una porta rimasta socchiusa.
Ogni volta che amo,
una stanza trasloca dentro me.
Senza chiedere il permesso.
Senza fare rumore.
21 maggio 2026
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Certe valli di parole non meritano nemmeno l'eco. Mi siedo dal lato del torto e lascio che sia il tempo a fare il lavoro sporco.