Il vuoto non è il niente.
È una stanza stipata di aria pesante,
dove il passato continua a muoversi
con movimenti lentissimi di spettro.
Se ci entro, sento il respiro del mondo
cominciato millenni prima di me.
L’attesa è questa sostanza pigra
che si deposita nelle giunture
come polvere che brilla.
Modifica la chimica del polmone,
rallenta il battito,
fa spazio al sacro.
21 maggio 2026
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Loro si salvano scordando, io mi condanno ricordando: preferisco l'inferno della mia memoria al paradiso della loro ignoranza.