LA LUCE DOPO IL BUIO

Scrivo per me in primis, e quindi sono la prima a dover essere convinta della trama. Sono molto severa con me stessa, in questo. In un certo senso devo riuscire a sorprendermi. Naturalmente non è una cosa semplice, ma quando accade la sensazione è bellissima, e so di aver scritto qualcosa di buono. Bisogna mettersi degli standard alti sempre, e non mollare mai finché non ci si arriva. Come si svolge la mia pazza giornata, che bella domanda! In effetti sono molto presa dalla mia quotidianità. Ogni mattina la sveglia e da quel momento non ho più scampo. Caffettiera sul fuoco, grembiuli e zainetti, divisa da indossare. Accompagno le mie piccole vandale all’asilo, per poi andare a prenderle quando esco dal lavoro nel pomeriggio che imbrunisce. Da quel momento in poi mi smisto in modalità mamma/moglie. Per fortuna mio marito mi offre tantissima collaborazione, non nei lavori domestici! Mi protegge da ogni preoccupazione che non sia quella di regina del focolare.  Anche così, chiaramente, il tempo che ho è piuttosto risicato e alla letteratura riesco a dedicare meno di quanto vorrei. Scrivo nei ritagli di tempo, e quando a sera ci mettiamo a letto e tutto tace, un lumino solitario si accende in casa: sono io che leggo, prima di crollare, irrimediabilmente! Mio marito torna regolarmente a casa presto nel pomeriggio, quindi accende il computer, il computer rimane sempre più acceso! E’ colpa di Facebook? I Social Network hanno rivoluzionato la nostra vita sociale, ma non solo. Hanno rivoluzionato anche il nostro modo di relazionarci con gli altri, amici, colleghi, partner. L’immediatezza del contatto facilita la conoscenza, ma può diventare un’arma a doppio taglio. E succede, purtroppo, che la nostra vita di coppia non sia più felice. Facebook, funziona come grande amplificatore di emozioni, di tutte le emozioni. La colpa dell’utilizzo della rete è nostra: siamo noi ad usarla, anche con tutto il nostro mondo interiore! Per ingannare il tempo sono andata su Facebook, ma non mi sono accorta che non era il mio profilo, ma quello di mio marito. Ho trovato uno scambio epistolare e vari messaggi in cui lui faceva il cretino con le sue colleghe. Ho sofferto molto, mi sono sentita derisa, tradita e presa in giro; ho cercato di capire cosa era successo veramente, e mi sono sentita in colpa con me stessa. Mio marito, uomo brillante e socievole, ha sempre negato. Vendicarmi e rendergli pan per focaccia? Ho aperto un profilo falso maschile, ho aggiunto gente a raffica prima di chiedere l'amicizia a mio marito e alle sue colleghe che hanno accettato pur non conoscendomi. Una sua collega ha cominciato a chattare con me,  ha cercato più volte di conoscermi. Mi ha fatto paura, sinceramente preoccupata dai suoi scritti,  ho intuito quanto sia doloroso esserne colpiti e ho avvertito compassione per i suoi pensieri e i suoi propositi. Era giunto il momento di chiudere il falso profilo presentandomi con il mio nome vero. Gli amici sono stati comprensivi e discreti, dalla collega di mio marito ho ricevuto un messaggio con tante ingiurie, bestemmie e maledizioni. In risposta le ho scritto: “Che il Signore ti benedica e ti protegga da ogni tuo male!“ Con la forza di volontà si può ottenere tutto quello che si vuole, basta crederci! Il dolore, la sofferenza e gli errori mi hanno aiutata a migliorare e a rendermi più forte e più combattiva. La delusione l’ho trasformata nella migliore opportunità della mia vita per cominciare un’esistenza bellissima, ricca ed emozionante. Ho aperto me stessa e il mio cuore al mondo, abbracciando tutte le creature viventi e tutta la natura nella sua bellezza!
Olimpia Improta