Vent’anni “Esagerata”
Mi chiamo Tiziana. Per 20 anni ho avuto un nome sbagliato: “esagerata”.
Mi piegavo in due sui banchi di scuola, in ufficio, di notte sul pavimento del bagno. E mi dicevano “è normale, Tiziana. Tutte soffrono”.
Normale un cazzo.
Per 20 anni ho creduto di essere rotta. Di non reggere il dolore come le altre. Di essere debole, drammatica, difficile.
A 40 anni, dopo una risonanza, un’ecografia, e mille “non hai niente”, ho scoperto che il nemico aveva un nome: endometriosi.
Stadio IV. Profonda. Infiltrante.
E io, all’improvviso, ne avevo un altro: sopravvissuta.
L’endometriosi mi ha rubato l’adolescenza, le relazioni, il lavoro, la serenità. Mi ha insegnato a sorridere con i crampi, a pianificare la vita tra un ciclo e l’altro, a diventare invisibile.
Oggi ho piantato un girasole davanti casa.
Non per bellezza. Non per decorazione.
L’ho piantato perché avevo bisogno di vedere qualcosa che si ostina a cercare la luce, anche con le radici nella terra dura.
L’ho piantato per ricordarmi che anche dopo l’inverno più nero, anche con il corpo pieno di cicatrici, si può ancora decidere di girarsi verso il sole.