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Poesie di Raffaele di Ianni

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  • 15 febbraio alle ore 11:31
    Futuri

    Ed avrai i mirtilli
    stesi all'ombra delle mie mani
    e letti ricamati d'essenze
    nate da timidi amori.

    Avrai i miei profumi
    ed il balsamo del mare vecchio
    i miei occhi scivolare
    sui tuoi ribelli silenzi.

    Sarai dono e respiro
    d'un tempo che ha da venire
    passo passo con piedi di gomma
    e soffici luci riscoperte.

    Avrai il cammino ed ogni colore
    il rumore della pioggia privata
    ed un guerriero mercenario tornato
    dopo la guerra ed il deserto.

    Raffaele di Ianni

  • 19 settembre 2017 alle ore 15:23
    Chit prem

    Lande infinite e calme
    i tuoi occhi
    la mia salvezza
    e riposo di futili anelare.

    M'aggrappo ai tuoi profili
    s'annebbia il mondo
    e solo rumore di neve
    nei tuoi occhi.

    Quanta meraviglia
    dentro l'attimo
    maturato e onirico
    come statua o morte
    costringe fermo il corpo.

    Perché cessa il fremito
    e placata ansia
    quando amore è grande
    più d'uno spasmo
    più di sangue e nervi.

    Fermo e t'amo, 
    e non so muover l'anima
    perchè attonita e d'estasi ebbra
    resta
    nei tuoi occhi.

  • 26 giugno 2017 alle ore 16:56
    La Muda

    Fermi i tuoi passi di viaggio e scoperta
    dove l’occhio s’inebria di verde e di rose
    circolo di cuori e puri sorrisi
    suoni di cinbali.
     
    Il profumo sereno di incenso e rosmarino
    il saluto fiero del girasole giovane
    lasciar correre l’infante curioso
    tra il Buddha che dorme e la quercia che veglia
     
    Poi a piedi nudi  sul legno e nel silenzio
    Dove sorride e saluta l’amato maestro
    mentre saggia e materna,  la voce di donna
    che ferma e tenace guida e indaga
    culla d’infinito calmo amore.
     
    Danza sicuro il tamburo e il suo padrone
    l’esperienza diventa fuoco e capanna
    sudore sconosciuto e Kundalini
    lento il respiro e la meditazione.
     
    Forse scoperta o forse ricerca
    ma certa la consapevolezza
    che non solo d’acqua e sole si nutrono
    le rose di Talasi  
     
    ma d’ogni dolce battito dei cuori
    scossi e tenuti stretti
    tra mani giunte e lacrime nobili
    tra contorni di sorrisi rinati.

    Prem Kranti Vartan (Raffaele di Ianni)

  • 19 aprile 2017 alle ore 16:00
    Piccoli lampi

    Immaginato il mare tra le orbite
    come stelle distorte oramai stanche
    di planare su grigi silenzi.
     
    Un piede alla volta
    nel mare di acqua e ricordi
    tra gli sguardi della mia fonte.
     
    Corri bambino solitario
    da amici troppo grandi
    e giochi quasi incivili
     
    sporco di sangue e terriccio
    nella vasca di riposo e di casa
    tra il sapore di pesce bollito
     
    sale e ancora sale dopo la corsa
    il salto beffardo all’onda
    la fatica tantissima
     
    linea sottile che mi teneva
    alla spiaggia e alla poesia
    non c’era amore, fuochi fatui
     
    e musica come comete
    bambino solitario alla radio
    contorno d’anima antica
     
    ho vissuto leggende intere
    in ogni respiro donato
    dalla mia timida voce
    al vasto mondo arcobaleno
     
    e ho protetto feroce
    il cuore e le mie spade
    ma l’animo morbido
    sorride, vecchio
    e mi culla ancora.

    Raffaele di Ianni

  • 08 febbraio 2017 alle ore 15:34
    Esercizio II (scogli)

    Se questo respiro fluisse lineare
    tra atomi e spazi aperti
    io avrei la scelta.
     
    Statua immobile di un’epoca
    dove l’opposto litiga
    con l’incolore battito d’orologio.
     
    Tra il silenzio artificiale
    e i treni quotidiani
    rumorosamente il pugile si ripara.
     
    E le navi che solcano mari inquieti
    sono fragili foglie venate e svuotate
    danze tribali tra le onde.
     
    Il viso di casa e il bacio
    non altro
    non questo tumultuoso desio.

    Raffaele di Ianni

  • 29 novembre 2016 alle ore 14:20
    Volo indeciso

    Potessi essere aria mobile
    abbracciata alla cenere e dopo alla roccia.
     
    Districandomi tra rovi di consueto classico
    come musica di violini
    sorseggiando sapori antichi
    e scritture medievali certe
    nobile arte del saggio e del consiglio
    il sapere e il letto comodo
    di amore e filosofia.
    Quieto.
     
    Oppure buttarsi nel cielo anonimo
    e guardare intorno l’aria
    guastarsi
    e le mille scintille nuove e partorite
    dal vibrante spasmo del corpo
    sfrattato da ogni stella
    cadere in meditazione ridente
    e i turbolenti salti del cuore.
    Agitato.
     
    Sapessi volare,
    sarei cenere nuova
    su solida roccia
    poggiata.

    Raffaele di Ianni

  • 21 settembre 2016 alle ore 17:14
    Respiro Primario

    Dopo che il cuore
    sazio di mani calde
    s’adagia su nuovi futuri
    e promesse di terra e sudore
     
    allora l’intento cavalca
    nella frenesia d’un bacio
    tra il giorno e il da fare
    si posa sul buio notte
    e abbracci rotondi.
     
    Va bene affidarsi ai tuoi silenzi
    contorno dell’arte ospitata
    ove giace la tua anima
    ed i sospiri di fatica studiata.
     
    Quando rinato, questo corpo
    di maree docili e bellissime
    soave s’incanta inconscio,
    piano tra i denti rilassati
    sospira il tuo nome,
     
    m’abbandono poi nel proposito partorito
    di terra verde o di sudore
    affido l’essenza ed il tutto
    ed avvolgo ogni mio primo respiro
    del sapore di te. 

    Raffaele di Ianni

  • 03 giugno 2016 alle ore 13:25
    All'ombra dell'alba

    Interminabili
    le desolate praterie d'intenti
    che nascono all'ombra dell'alba
    e calano liane di speranza
    sopra vasti abissi di sconforto...

    Silente
    l'animo che cerca quiete
    dimenandosi tra il continuo logaritmo
    e la totale assenza di mente
    precipitando infine in malsane maree...

    Scoperto
    il giaciglio dei desii nascosti miei
    resto pacato dova sospira la natura
    ed il fresco alito della presenza di lei
    diviene vivo spasmo del mio tedioso moto.

    Raffaele di Ianni

  • 18 marzo 2016 alle ore 12:46
    Esercizio (riflessioni)

    Dove depongo l'intento
    nuovo di zecca
    sapore amaro e scaduto
    che sostiene il filo.

    Cosi non cado nel vuoto
    che anche oggi ho scavato
    aspettando variazioni allegre
    sulla scia dell'intorno.

    Non sono che flebile volontà
    scudo e corazza d'essenza
    che scalpita dietro il giorno
    e di nuovo ritorna a cantare.

    Raffaele di Ianni.

  • 25 gennaio 2016 alle ore 15:53
    Come tutte le sere

    Il solito modo di poggiar pensieri
    dove il cuore e la mente smarriti
    cedono il posto all’origine della vita
    come da altri mondi lezione arriva.
     
    La nostra abitudine sottile e palese
    di cullarci il giorno sfinito e passato
    nella sublime cornice del cedere
    ove fiorisce la nostra passione.
     
    Forse che le nostre divine essenze
    parlano ed imparano, fanno all’amore
    e dove leggiadre energie si baciano
    mi accorgo di danze e tuoni di vita.

    Raffaele di Ianni

  • 23 settembre 2015 alle ore 13:51
    Koh Phangan

    La mente persa nel vuoto intorno
    nell’invito al rumoroso mare
    s’appella all’essenza più vera
    e la materna mano a salvarti.
     
    Equilibri di corpi danzanti
    atmosfere senza aria e senza sguardi
    correva conoscenza ed ansia
    vivace anelito a strappare veli.
     
    Cosi le mani incontravano le mani
    e gli occhi nuovi e bagnati
    spingevano fuori vecchie radici
    fino a smarrire ancore e porti.
     
    E ritrovare il sole era bello,
    la diversa voce dell’onda,
    un mondo intero che s’inchina,
    la notte e la sua orchestra
    finalmente l’animo capace
    di ascoltarla.

    Raffaele di Ianni.

  • 12 giugno 2015 alle ore 13:46
    Variazioni

    Si veste di festa l’aria
    che intorno ubriaca la mia mente
    e sconvolge, quasi, il credo maturato
    all’ombra di ardenti desideri fioriti.
    Soltanto conoscenza può dividere
    le acque che mi separano dalla meta
    fatta di fiori e di riposo
    dove lo studio non incute timore ne richiede
    riverenze,
    ma capace annuncia il rantolo stanco
    dell’eterno ricercatore che giace consolato
    sotto l’albero rivelatore.

    Raffaele di Ianni

  • 16 marzo 2015 alle ore 15:06
    Perle

    Sconosciuta la tua goccia
    di rugiada, giovane di mattino
    a rigare lesta l'animo delicato
    che sovente trema e s'abbraccia.

    Per essa le mie mani imparano
    il conforto, e la voce giace
    nei bui nascosti luoghi nostri
    dove forte regna l'intima volontà.

    Goccia di rugiada e scrigno
    dell'oro che regola il mio essere
    che sulle onde sonore dei tuoi sguardi
    apprende l'armonia e la passione.

    Lontane perle di trasparente sconforto!

    Che qui vive la vetta d'una comprensione
    che più d'un cuore in tempesta odiato
    sintonizza il suo sorriso all'amore.
     

  • 04 novembre 2014 alle ore 16:02
    Cornice

    Una docile barca senza confini
    beccheggia sulle onde lunghe
    che dallo sguardo arrivano
    allo sguardo
    prima che i fuochi si uniscano
     
    Tra le mani l’essenza
    e di capelli soffice contorno
    dove potrei smarrire ostacoli
    dove poggiare fatiche e ferite.
     
    Racchiudo in cornice rarissima
    ogni spasmo del tuo cuore
    su tele vetrate dipingo
    il suono dei tuoi passi nudi
     
    Cosi l’istante diverrà perenne
    angolo curvo del mio firmamento
    dove poter imparare a donarti
    tutti i miei nuovi
    significati.

    Raffaele di Ianni.
     

  • 06 agosto 2014 alle ore 10:55
    Mare

    Richiama silente l’onda pacata
    che poggia le reni dove infanzia visse
    tra colori frastornanti e pelle, e sabbia.
     
    Giunge tra queste nubi la melodia
    partorita da visioni adolescenti
    che mescolano corse e grida.
     
    L’animo allora si batte e fremente
    anela all’abisso d’un panorama
    che s’affaccia recondito tra gli angoli
    che compongono le musiche quotidiane
    e scavando senza graffiare e senza unghie
    rivela la natura timida e genuina
    d’un cuore appassito dalla realtà
     
    Ed appena focalizzato il desio e il ritorno
    spezza il torace grigio e si tuffa
    dove il finto saggio consueto
    incontra finalmente l’infante imbranato.

    Raffaele di Ianni

  • 14 luglio 2014 alle ore 11:54
    Celesti linee disgiunte

    Mistica appare la linea retta
    che il sole congiunge al buio
    e smarrito l’iride s’incanta
    per divenire ubriaco e dimentico.
     
    Il vuoto che annulla l’imbarazzo
    di recarsi spiazzati al bivio
    confonde il giusto e l’inferno
    e riposa finalmente il dovere.
     
    Il nulla partorito e volontario
    dal cantare celesti linee rette
    che lenisce il nodo ed il dubbio
    sicché risposta di conforto muore.
     
    Utile l’attimo cosi speso e dormiente
    perché troppo alta la voce del giorno
    capace di spegnere soli
    capace di collegare sogni.

    Raffaele di Ianni.

  • 18 giugno 2014 alle ore 13:07
    Di Noi

    La luna giovane ed oramai propensa
    ad avvicinare intenti e scorci di mani
    quando il tuo respirare era teso
    e solleticava i quesiti delle mie ricerche
     
    Cosi nel caldo e nell’improvviso
    passeggiammo accanto estati e vuoti urbani
    e dove l’angolo di caldo più feroce
    all’ombra si aggrappava saldo
     
    lì fermammo i nostri battiti
    nella certezza di un desio già avanzato
    che non muore nell’istinto e nella poesia
    ma vero resta sfondo genitore di lacrime
     
    Poi la festa di scoperte e rosei tremori
    con la mente già errante nei tuoi luoghi
    senza appigli ne salvezza era incognita
    ma la voce che saliva confortava la pelle
     
    Ed immergermi nel tuo cuore fu bacio.
    Furono gemme di perla negli occhi.
    Furono tutte le parole conservate .
    Fu l’intento di fermare il viaggio
    e cogliere finalmente tra le mani e sulle labbra
    il sapore del risveglio.

  • 30 aprile 2014 alle ore 15:51
    Camera buia.

    Questo feroce infrangersi
    del ritmo conosciuto
    sulle tiepide sponde
    del tuo mattino
    sopisce la pena
    del sapermi quotidiano.

    Raffaele di Ianni.
     

  • 01 aprile 2014 alle ore 13:08
    Incantesimo

    Adesso Marte caduto velenoso
    tra pensieri sospesi e retti
    nelle fitte trame d’uno sguardo
     
    Poi avvolgersi di malinconica brezza
    volando indietro sino all’alba
    con l’animo ebbro di calicanto
     
    Oh moti non scritti del pensare!
    lasciate a Passione le vicende
    d’amor pregne e di carezze
     
    Voi che siete giullari d’un secondo
    levate il nocivo ordigno
    innescato tra un dubbio ed il sogno
     
    che il bacio nel remoto donato
    non teme il picco e la caduta
    perché solido resta impresso
    nella mente sibillina del cuore.

  • 20 febbraio 2014 alle ore 10:13
    10 FEBBRAIO

    L'anima serena che oggi rinasce
    non pù lesa da fondamentale oscurità
    ma preziosa veste che conserva
    la gemma innata e misteriosa
    nascosta nella tasca logora
    dalle nobili mani di un Buddha.

    Raffaele di Ianni.
     

  • 04 febbraio 2014 alle ore 15:05
    Vuoti e Inchiostri

    Sincero il mio riflettere che m'appella
    "fratello d'una poesia troppo antica"
    a me rivela ancore appassite
    nei meandri d'una penna irrequieta.

    Ho imparato i primi versi affacciato
    sull'insicura via di un giovane orso
    ed ho accolto il primo moto di rima
    nel disordine dalla normalità imposto.

    Poi ho baciato le frasi del trapassato
    al tempo affidate sotto polvere gialla
    custodite con inchiostri sempre nobili
    eppure scherno di chi spostava la mia aria.

    Cosi ho amato la tana e l'incomprensione
    ed ho vestito di strani carnevali
    le strofe nate come da rantoli
    scritte con vuoto, enigma e inchiostro.

    Eppure oggi, quando ride l'incredulo
    e pone derisione su pagine nascoste
    o quando la metà di una vita
    calpesta l'intento dietro il tormento,

    io sorgo vecchio saccente e poeta
    beffando l'inutile secondo lanciato
    in sguardi vuoti dell'iride
    in vacue parole senza vocali.

    Intrepido nel coltivar lontananze
    dall'effimera lirica e universale
    capace di morire ad ogni alba
    nel torbido ascolto d'un udito pagato.

    Ancora poesia nelle mie stanze
    quella utile a sugellar inquietudine
    ancora poesia che chiude gli occhi
    del sonno dimentico ma per gustare
    il nettare d'un suono distorto
    covato dalla parola stramba e viva

    che prepara l'anima di dubbio
    prima di svelare l'effetto
    fatto di vuoto, enigma e inchiostro.

  • 23 gennaio 2014 alle ore 13:29
    Novelli spazi

    Cosi t’accoglie la nuova strada
    sognata quando tenue era la luce
    reca seco timori inesplorati
    e sobbalza l’animo impreparato.
     
    Eppur fresco l’orizzonte posseduto
    che si snoda dal tramonto al saluto
    valido a donare l’intera condivisione
    sugellata dalla perfezione mistica
     
    Qui il percorso diviene lesto
    a svelare l’abilità d’un sorriso
    o soltanto a tramutare in estasi
    la pelle nuda dei giovani mattini.

    Raffaele di Ianni.

  • 18 novembre 2013 alle ore 14:40
    Quattro balzi

    Quei tuoi balzi d’estasi giovane
    sconfinando le quattro punte dei venti
    che s’alternano al tuo essere racchiuso
    abile ad accogliere l’oro d’una minuzia
     
    La dote che in te sublimata rende capaci
    di veder tornado in un refolo di vento
    accarezzar l’odore del tempo in pioggia
    e percepir l’essenza nella risacca e tra la rena.
     
    Perché gli occhi conoscono l’illusione
    che un tempo consueto e solito dona
    a chi lascia morire l’intento nel reale
    e dimentico resta dell’impermanenza regina
     
    Tu invece sfogli ridendo pagine gialle
    ed hai avvicinato il suono del tuo corpo.
    Tu che caparbia doni perle
    di sorrisi e di sollievi
    in fitta trama intessuto il mio respiro
    al tuo
    cercando la perfetta sincronia
    con il moto dell’universo.
     

  • 15 ottobre 2013 alle ore 15:34
    Stupa

    Resta a questo tempo,
    non solo la tua lontana voce
    o la mano a sfiorare la terra
    ma la gioiosa ed inattesa voglia
    di parlare di strade nuove al mondo
    senza negare vita o felicità
    esaltando l’intima essenza
    i nobili colori di un uomo
    ed i suoi riflessi sui tre mondi.
     
    Resta a questo tempo, la tua parola semplice
    mai di saccente velata
    ma nuda come l’animo genitore
    eppur capace di scuotere foreste
    o circondarsi di novelle curiosità
    di chi stanco a seguire inumane perfezioni
    sogna di ritrovare la via
    che da se stesso porta a se stesso.
     
    Nel silenzio della mente vive la tua bellezza
    rovinata da falso oro ai tuoi piedi
    protetta da chi conserva in grembo
    l’emozione nata dal sapere
    che il corpo ha finalmente navigato
    tra passato, presente e futuro
    concependo l’estremo desio
    di non essere immortale esempio
    ma di svelare al comune udito
    che il suono del risveglio
    pulsa nell’Io.

    Raffaele di Ianni.
     

  • 19 settembre 2013 alle ore 12:38
    Nobile canzone

    Abile sei, dolce presenza, a scorgere
    scartando fitte spirali di fumo
    il sorriso troppo celato
    ed il mio corpo di morbido pietrisco.
     
    Tu esalti silenziosa le mie segrete
    vestita di panni incandescenti e solidi
    senza il timore di apparir dispersa
    senza il timore di spalancare le mani.
     
    Cosi io, brancolante ricerca della tua natura
    lascio cadere fortezze e scrivo
    ogni strofa delle nobili canzoni
    che soltanto i tuo sguardi,
    come germogli dorati, sanno partorire.