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Autore

Raffaele di Ianni

in archivio dal 03 mag 2011

02 maggio 1983, Gaeta (LT)

mi descrivo così:
...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

17 gennaio alle ore 9:25

Barbabietole

Poi s'infrange di notte
l'onda lunga dell'assenza
ed il corpo dolorante teme
i cento anni e la linea rossa.

Giungono feste ed idoli sacri
vecchi altari rimbombanti
scivola la bianca tunica
per rivelare violini e mantra.

Come ubriaco dalla noia
tra le penne senza senso
tutto l'antico popolo osservo
Madre Terra, sollevami fortemente!

Basta alle mani ed alle idee
voglio solo essere un maestro
tra silenzi e occhi scaltri
che son vecchio più del mio tempo.

 

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