username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Raffaele di Ianni

in archivio dal 03 mag 2011

02 maggio 1983, Gaeta (LT)

mi descrivo così:
...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

12 agosto 2012 alle ore 10:52

Mi resta

Lasciate che gli oboi delle ore vacanti
attestino i contorni di un cuore senza gemello
o che scivoli lentamente il sogno di rivoluzioni
degli sguardi prima, delle emozioni poi.

Perché privo di sostegni validi e tenaci
anche la speranza di nuovi mondi cade
proiettata a giacere inerte e arida
dove il pensiero non dipinge colori conosciuti.

Muore l’onirica essenza dell’essere e del esserci
se le tue labbra deviano dalle mie
io che seduto al tavolo delle giustificazioni
trovo conforto in un mantra e nel suo futuro.

Vestito ancora dai buoni consigli che sperpero
mercante di sorrisi donati nell’occhio del ciclone
soltanto uno strato di sublime compiacimento
prima di concepire ancora l’opportunismo.

Il tuo animo di capelli morbidi e diffidenze
che mescola attrazioni sonore ai distacchi
che anticipa il tuo bisogno di carezze quotidiane
Ma raggela gli occhi con orizzonti lontani.

Provando a sciogliere il seme dell’improbabile
ritrovandosi complici della stessa passione
dove le mani sanno partorire parole disperate
conservo gli scrigni delle mie buone intenzioni.

Ma non torna lo sconfitto abbraccio donato
disperso tra pianure e montagne troppo nemiche
mi resta un pensiero onirico dalle tue forme
mi resta l’amore, da cullare come fosse oro.

Raffaele di Ianni

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento