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Poesie di Raffaele di Ianni

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  • 18 novembre 2013 alle ore 14:40
    Quattro balzi

    Quei tuoi balzi d’estasi giovane
    sconfinando le quattro punte dei venti
    che s’alternano al tuo essere racchiuso
    abile ad accogliere l’oro d’una minuzia
     
    La dote che in te sublimata rende capaci
    di veder tornado in un refolo di vento
    accarezzar l’odore del tempo in pioggia
    e percepir l’essenza nella risacca e tra la rena.
     
    Perché gli occhi conoscono l’illusione
    che un tempo consueto e solito dona
    a chi lascia morire l’intento nel reale
    e dimentico resta dell’impermanenza regina
     
    Tu invece sfogli ridendo pagine gialle
    ed hai avvicinato il suono del tuo corpo.
    Tu che caparbia doni perle
    di sorrisi e di sollievi
    in fitta trama intessuto il mio respiro
    al tuo
    cercando la perfetta sincronia
    con il moto dell’universo.
     

  • 15 ottobre 2013 alle ore 15:34
    Stupa

    Resta a questo tempo,
    non solo la tua lontana voce
    o la mano a sfiorare la terra
    ma la gioiosa ed inattesa voglia
    di parlare di strade nuove al mondo
    senza negare vita o felicità
    esaltando l’intima essenza
    i nobili colori di un uomo
    ed i suoi riflessi sui tre mondi.
     
    Resta a questo tempo, la tua parola semplice
    mai di saccente velata
    ma nuda come l’animo genitore
    eppur capace di scuotere foreste
    o circondarsi di novelle curiosità
    di chi stanco a seguire inumane perfezioni
    sogna di ritrovare la via
    che da se stesso porta a se stesso.
     
    Nel silenzio della mente vive la tua bellezza
    rovinata da falso oro ai tuoi piedi
    protetta da chi conserva in grembo
    l’emozione nata dal sapere
    che il corpo ha finalmente navigato
    tra passato, presente e futuro
    concependo l’estremo desio
    di non essere immortale esempio
    ma di svelare al comune udito
    che il suono del risveglio
    pulsa nell’Io.

    Raffaele di Ianni.
     

  • 19 settembre 2013 alle ore 12:38
    Nobile canzone

    Abile sei, dolce presenza, a scorgere
    scartando fitte spirali di fumo
    il sorriso troppo celato
    ed il mio corpo di morbido pietrisco.
     
    Tu esalti silenziosa le mie segrete
    vestita di panni incandescenti e solidi
    senza il timore di apparir dispersa
    senza il timore di spalancare le mani.
     
    Cosi io, brancolante ricerca della tua natura
    lascio cadere fortezze e scrivo
    ogni strofa delle nobili canzoni
    che soltanto i tuo sguardi,
    come germogli dorati, sanno partorire.
     

  • 02 agosto 2013 alle ore 10:47
    Non dualità

    Attirano queste lacrime veloci
    l’abbraccio di un albero stanco
    e la forma consolidata delle orme
    a giacere dove pioggia non invade
    ma riflette in ogni perla caduta
    la trama che tesse il Karma
    come onde morte affogate
    su arenili e riposi del mio ego
    oppure nubi all’orizzonte
    che selvagge parlano ai platani
    di un ritorno carico di meraviglie.
     
    E tutto si modifica attorno il vento
    che sospira il ritmo vitale
    filo e catena alle nostre condizioni
    evidenza della nostra capacità di volare
    e di saper modificare con destrezza
    i pentagrammi di questo ambiente.

  • 04 luglio 2013 alle ore 15:32
    Big Eyes.

    Goccia dopo goccia libare i momenti
    vissuti tra le braccia e gli aneliti
    quando morta la sera s’affaccia
    sull’ardente bisogno mal celato.

    Ed ho visto d’affanno emozionato
    pregni, i tuoi occhi divenire specchi
    di perle adornati e brillanti
    immensi abissi di quiete passionale.

    In segreti ho conservato i sussulti
    delle ore calde e buie passate
    navigando tra i sensi e le nostre idee
    falotiche, svelate prima del tramonto.

    Stretta cosi la tua ricerca riposata
    al mio desio da tempo praticato
    nel luogo dove ritrovata e vincente
    la mente bacia il corpo
    sublimando la gioia palesata
    nella nostra Via di mezzo.

    Raffaele di Ianni.

  • 03 giugno 2013 alle ore 16:28
    Come prima dell'estate

    Lunga appar la via per il sereno 
    dal grigio cielo ironico che avvolge
    un tempo che non gli appartiene.

    Cosi la voce che in sogno desta
    musiche e di speranza rantoli
    sembra oltre l’orizzonte invisibile.

    Nascosta estate giace nell’attesa
    e la mano che disegno nella mia
    la rondine sta ad imitar dispersa
    oramai poco adatta al ritorno.

    Delle stagioni il gioco, come i colori
    che veleggiano lunghi e soffiati
    sui vestiti che animo indossa
    mentre ansioso s’aggroviglia all’attesa.

    Che non è vital bisogno ma gioia
    pronta ad invadere furiosa
    ridendo, la pelle mia di brividi
    e di balsami soffici la sua figura.

  • 04 maggio 2013 alle ore 19:47
    Dono di nelumbo

    S'affaccia tra le mani protettrici
    quel sapore dimenticato nel mare
    quando gli animi erano leggeri
    e gli intenti all'universo proiettati.

    S'affaccia e dona la sorpresa
    che scuote l'istinto delle lacrime
    capaci più tardi come rugiada
    a solcare veloci i novelli petali.

    Cosi incido il seme e i vostri nomi
    nella sacralità di questa vita
    aggrappata tra terra ed acqua
    che racchiude causa ed effetto.

    Non s'arresta questa via nuova.

    Non s'arresta questa linfa.

    E' via. E' linfa.

    Raffaele di Ianni.

  • 04 aprile 2013 alle ore 16:01
    Grigio silente

    Nei fuochi di questo giorno
    silenziose le mura grigie
    stanno, circondato lo sguardo
    che si arrampica nelle solitudini
    di una strada, di una placida ora.

    E fugge libera certezza
    di catene ai coraggiosi intenti
    più alti dei monti di Vorrei
    abissale dove l’atto non si consuma.

    Attoniti cosi, dalla voce moderna
    cessata e stanca, che sottolinea
    argomenti d’inferno e pungenti
    ed esalta sopite sensazioni
    di essere una virgola
    tra una vita e l’altra.

  • 25 marzo 2013 alle ore 17:44
    La solita storia

    Come riflessi di conferme
    questi occhi impiantati
    che fuggono ancora dai progetti
    ma non tacciono l'anima.

    Nel loro verde immaturo
    dove leggi le tue follie
    di voli insensati
    ma non scorgi le increspature

    Ma come l'onda muta e decisa
    alle parole tocca rivelare
    dove salda è l'attesa
    perchè s'arresta il battito

    E magari ansia è voce
    di una visione ancora lunga
    incapace a consumare il tempo
    ingannevole più del cuore.

    Raffaele di Ianni

  • 21 febbraio 2013 alle ore 15:56
    BE

    Del fioco bagliore di una luce fuggita
    dalle tenaci porte tue socchiuse
    nutrirmi meravigliandomi dei colori suoi
    già prima che di essa lo splendore
    diventi accecante.

    Imparando a camminare su soffici manti
    di silenzi fatti, interrotti da musiche ridenti
    ove il sospiro della mia condizione
    trova le giuste corde intonate a cantare
    il tuo nome a memoria.

    Nell’immagine ultima di un prato timido
    su cui stendere dei propositi le radici
    confrontando il sogno con la condivisione
    che sai cullare con la dolcezza intima
    di chi tenace, protegge un sogno.

    Raffaele di Ianni.

  • 16 gennaio 2013 alle ore 18:18
    La stanza dei quadri

    Scende l’alito fatato delle nuvole di ieri,
    oramai inutile alla mia curiosità
    sepolta di ardite certezze
    e scoperte insaporite di bellezza,
    che tenta l’assalto ultimo alle trincee
    maturate su questa pelle novella.

    Ed i suoni della meravigliosa luna
    claudicante, affannata e dispersa
    soffici si smarriscono negli echi
    distanti la lunghezza dei nostri sguardi
    dove evanescenti le nostre frasi
    non più donate all’intento
    ma semplici restano incorniciate
    nella stanza dei quadri remoti
    dove deporre le armi d’orgoglio
    e lasciar crescere una magnolia stellata.

    Raffaele di Ianni

  • 18 novembre 2012 alle ore 19:23
    Il finto saggio

    Essere la mano che raccoglie
    le cascate di pianto
    nell’ora morbida
    e provare a cullarti
    soffiando soluzioni.
    Se fossi un saggio
    avrebbero un peso d’oro.
    Ma io,
    similitudine appassita
    di loto
    ho soltanto il consiglio
    dal peso di piuma
    e contorni di cuore.

    Raffaele di Ianni

  • 20 ottobre 2012 alle ore 10:57
    Lungo strade

    Percorsa l’arida strada e scalzo
    mentre il palmo custodiva attesa
    pronta a ricevere, fiore generoso
    il respiro delle tue api laboriose.

    Ma impara il sole a violentare
    l’asfalto ed i piedi di cicatrici
    spegne il buio quel tiepido sorriso
    partorito sui petali annoiati.

    Dimora del tempo non è
    il tempo, che sfugge e ripone
    dove più non arriva il desio
    il dipinto dell’epoca migliore.

    La mia bocca serrata di poesie
    incapace all’urlo ma dello stesso
    tono, conservato nei tuoi angoli
    prova a sciogliere legacci silenziosi.

    Prova, invitandoti a raccogliere gocce
    che piangono dalle vene di speranza
    prima che il vento già nato
    le asciughi in terra, sull’arida strada.

  • 01 ottobre 2012 alle ore 20:33
    Altri altari

    Vedete l’ombra ridente eclissarsi
    tra l’antico e involontario insegnamento
    ed il fiato di una macchia mai nata
    come fosse il bisogno unico di redenzione?

    Perdono, tu che di catene avvolgi lo spirito
    lasciandoti inseguire da altari ed intenzioni
    non appartieni a queste mani giovani
    sei meta disattesa delle mie meditazioni.

    Che si nasce anime vuote e curiose
    non prive di dolore ma feroci cacciatrici
    con su le spalle l’ansia di rosei tramonti
    e sconfinate valli incolore a plasmare panorami.

    Ignare di novelle e miracoli elencati
    bramano la stanchezza della corsa e del desio
    ed abbracciano la quiete solo per ascoltare
    la voce che sale dai silenzi del cuore.

    Raffaele di Ianni

  • 12 agosto 2012 alle ore 10:52
    Mi resta

    Lasciate che gli oboi delle ore vacanti
    attestino i contorni di un cuore senza gemello
    o che scivoli lentamente il sogno di rivoluzioni
    degli sguardi prima, delle emozioni poi.

    Perché privo di sostegni validi e tenaci
    anche la speranza di nuovi mondi cade
    proiettata a giacere inerte e arida
    dove il pensiero non dipinge colori conosciuti.

    Muore l’onirica essenza dell’essere e del esserci
    se le tue labbra deviano dalle mie
    io che seduto al tavolo delle giustificazioni
    trovo conforto in un mantra e nel suo futuro.

    Vestito ancora dai buoni consigli che sperpero
    mercante di sorrisi donati nell’occhio del ciclone
    soltanto uno strato di sublime compiacimento
    prima di concepire ancora l’opportunismo.

    Il tuo animo di capelli morbidi e diffidenze
    che mescola attrazioni sonore ai distacchi
    che anticipa il tuo bisogno di carezze quotidiane
    Ma raggela gli occhi con orizzonti lontani.

    Provando a sciogliere il seme dell’improbabile
    ritrovandosi complici della stessa passione
    dove le mani sanno partorire parole disperate
    conservo gli scrigni delle mie buone intenzioni.

    Ma non torna lo sconfitto abbraccio donato
    disperso tra pianure e montagne troppo nemiche
    mi resta un pensiero onirico dalle tue forme
    mi resta l’amore, da cullare come fosse oro.

    Raffaele di Ianni

  • 05 luglio 2012 alle ore 20:31
    Petali di rosa

    Mirano gli occhi a contare le stelle
    cercando armonie del tuo sapore
    e risposte portate dal vecchio desio
    di sfiorarti i pensieri con lo stupore.

    Ancor vivace il trapassato cantare
    di favole disperse eppur vivaci
    nelle levigate atmosfere dei ricordi
    senza cedere il passo alla distrazione.

    Si nutre l'animo dell'esigenza forte
    ferendo il presente di abbracci e condizionali
    perchè muore in un attimo il confronto
    a te tornando si volta e ride.

    E queste mani saprebbero disegnare
    le geometrie dei tuoi sorrisi incerti
    saprebbero spargere petali di rosa
    e convincerti a volare conservandoli.

    Raffaele di Ianni

  • 26 aprile 2012 alle ore 22:38
    Di Notte

    Tutto nell'assenza di suoni
    febbrili i moti di ragione
    disorientati tra penna e canzoni
    non vogliono scivolare, fuggono.

    Avesse protezione questo lato
    lanciando braccia possessive
    strigendosi cura e protezione
    ignare del sole rinato.

    Insieme dove la notte siede
    con occhi smarriti tra le pieghe
    sui nostri animi legati a caso
    Invidia scalerebbe le stelle!

    Ma nell'assenza sogno elemosina
    non di corpi ma di attimi
    per confondere felice il buio
    per dare al silenzio il tuo nome.

    Raffaele di Ianni

  • 27 febbraio 2012 alle ore 23:47
    Il Contrario

    Fosse di luce, io sarei nascosto, tacito
    e fuggirei l’invasione del raggio
    solo per ritrovarmi timido e vero
    nell’angolo buio e spigoloso del consueto.

    Sapesse ascoltarmi, io smarrirei gli argomenti
    e custodirei le intuizioni tra cenni scontati 
    nel bianco candore di un sorriso,
    o in una smorfia, per chi sappia leggerla.

    Mi arrenderei anche a parole invernali
    lasciando che illusione conservi delusione
    tu non gettarti, anima, in foreste di sensi indiscreti
    ma lasciati amare da chi non sa spiegarsi.

    Raffaele di Ianni

  • 22 gennaio 2012 alle ore 17:45
    Promesse

    Diviene essenziale smarrirsi e pensare
    che come pioggia s'infrange violenta sui vetri
    cosi il desio di frammenti vivo
    muore sparso su orgogli innescati.

    Come specchi capaci solo di riflettersi
    o coprirsi di un manto rosso porpora
    a celare le crepe nate che strisciano
    quando gli occhi incontrano gli occhi.

    Perchè il vortice di passione non sa del fragile
    ma spazza il consueto cosi vivido e perenne
    dipinge parole nuove sulle immagini troppo note
    ma solo abbandono è la chiave di lettura.

    Resta pure dormiente nel silenzio quotidiano
    con in braccio le gioie della falsa semplicità
    io racconterò favole leggero come il soffio
    che divide le pagine di un libro dimenticato.

    Raffaele di Ianni

  • 13 ottobre 2011 alle ore 22:44
    Svanire

    Nel tormento di un’anelata attesa
    se mai si pensi di essere solo linfa
    ho incontrato la scintilla del secondo
    ed ho fermato attimi su vuoti quotidiani.

    Per te, traversare carne e passioni frenate
    scorgere la rugiada posata su foglie antiche
    di abitudine si brucia come paglia
    ed al pensiero rimane il trascorso.

    Svanisci, e il disio condiviso grida
    fiumi di vissuto il nostro boato
    ancestrali i voleri, su mondi corrotti e diversi
    svanisco, lascio che il febbrile perda voce.

    Essenza di ideale  e paragone ultimo
    resti trionfo e il più duro deserto
    saprei scorgere acqua e traguardo
    a te saprei dare ogni forma delle mie ombre.

    Raffaele di Ianni

  • 05 settembre 2011 alle ore 21:01
    Attesa

    Come potrei ritrovare sospiri, respiri
    appesi, non troppo lontani, derisi
    e di consapevole vestirmi prima di parlarle,

    Oppure attendere che schiuda le parole, gli intenti
    e se di tetre atmosfere dovrò ridipingermi
    che sia veloce l'attimo, il desio, consumato, dimenticato.

    Portami dove culli i tuoi sogni
    per mano, presentami intimità e silenzi
    che non si agita oceano se non di vento
    che non respira vita, se non di passione.

    Giullare ogni mia previsione intatta
    come fossi un cieco a spasso sull'incerto
    lasciami incauto,
    o finalmente, vieni a svegliarmi.

    Raffaele di Ianni

  • 03 maggio 2011 alle ore 0:33
    Nel vagare

    Lasciare che di nuvole si riempia l’iride
    anche se solo corrispondi uno sguardo
    sussurrano echi di ogni immagine tua
    a lasciarmi sperare di bellezza e semplicità.

    Ombra sottile eppur colma di serenità
    ed accarezzi lieve ogni pagina di memoria
    come fanno le dita del sole stanco
    sulle curve dell’azzurro che lo ammira dal basso.

    Potrei liberare i miei propositi fatti di te
    far divenire poesia ogni parola donata
    apparire attori protagonisti a sfiorarsi muti
    nella favola inventata su di un timido palco.

    Versi a parlarti del mio soffice veleggiare
    quando ti posi sul momento e sull’improvviso
    abbandonare anche il passo,
    perché inciampa l’anima e di te si incanta.

    Raffaele di Ianni