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Autore

Raffaele di Ianni

in archivio dal 03 mag 2011

02 maggio 1983, Gaeta (LT)

mi descrivo così:
...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

15 ottobre 2013 alle ore 15:34

Stupa

Resta a questo tempo,
non solo la tua lontana voce
o la mano a sfiorare la terra
ma la gioiosa ed inattesa voglia
di parlare di strade nuove al mondo
senza negare vita o felicità
esaltando l’intima essenza
i nobili colori di un uomo
ed i suoi riflessi sui tre mondi.
 
Resta a questo tempo, la tua parola semplice
mai di saccente velata
ma nuda come l’animo genitore
eppur capace di scuotere foreste
o circondarsi di novelle curiosità
di chi stanco a seguire inumane perfezioni
sogna di ritrovare la via
che da se stesso porta a se stesso.
 
Nel silenzio della mente vive la tua bellezza
rovinata da falso oro ai tuoi piedi
protetta da chi conserva in grembo
l’emozione nata dal sapere
che il corpo ha finalmente navigato
tra passato, presente e futuro
concependo l’estremo desio
di non essere immortale esempio
ma di svelare al comune udito
che il suono del risveglio
pulsa nell’Io.

Raffaele di Ianni.
 

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