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Autore

Raffaele di Ianni

in archivio dal 03 mag 2011

02 maggio 1983, Gaeta (LT)

mi descrivo così:
...o poesia o la corda di violino appena sfiorata dall'animo che fugge...

11 giugno 2020 alle ore 13:36

Verde bosco

Il respiro unito, meditativo
a quello d'una foglia che mi scruta
che m'apre il passo
corona verde e benvenuto.

Si fonde il cielo vuoto pastello
con i canti sereni d'anime volanti
l'invidia è morta in questo bosco
anche io so fluttuare.

Verde Madre, che m'abbracci e mi sussurri
calpesto le tue fresche vene, primavera tua
e lascio gli aromi raccontare, violentare
sorridendo, i sensi e la pelle tutta.

E non c'e ragione d'esser concentrazione
ne vagabondo di pensieri 
piuttosto un'amaca tessuta e calma
tra un tuo braccio e l'altro.

Bruciasse vergogna del mio ego
sarei in ginocchio nei tuoi prati, mani giunte
primule tra i capelli e pioggia, tanta
"Grazie dell'essenza e dei piccoli rumori".

Prem Kranti Vartan Raffaele di Ianni

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