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Poesie di Stefano Di Lorito

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  • 23 giugno 2008
    Non più bambini

    Era strano una volta
    il dolore dei grandi
    inspiegabile tarlo
    che li rendeva stranieri


    Il nostro era voglia
    desiderio di avere
    il loro era eccesso
    di fatica e pudore


    Non v'era motivo
    quando la rabbia scoppiava
    solo stupore impaurito
    di non saperla spiegare


    E adesso che siamo
    coscienti di allora
    siamo stranieri anche noi
    ed il passato è fuggito

  • 23 giugno 2008
    Eroi

    Gli eroi son bambini
    che si veston del mondo
    ma non sanno badare
    ai capricci suoi finti


    Lo attraversano senza
    lasciarsi attirare
    nei suoi spenti rimpianti
    ne respirano il vento
    del futuro immanente


    Il dolore e la gioia
    sono i frutti incostanti
    delle vite impazienti
    che non sanno aspettare
    di esser raggiunte
    dagli eventi imminenti


    Ma nel mondo arrogante
    della lor verità
    cosa può sopravvivere
    senza prima morire?

  • 23 giugno 2008
    I^ resurrezione

    La villetta dell'infanzia
    buia torna alla memoria
    nel suo pianto vegetale
    di lacrime ammuffite


    E ritorno ad una grotta
    ricolma di segreti
    a un volo d'acqua artificiale
    che rombava sotto i piedi


    Alla terrazza superiore
    a quel bagliore di emozione
    di forme distinte
    e di giochi inventati


    Là è sepolta verità
    in quella triste salita
    di mattoni sconnessi
    e cancelli sprangati


    Si dibatte là dentro
    in quel passato incosciente
    di voci senza sesso
    e interminabili fughe


    Fughe senza paura
    e passaggi segreti
    in bilico sui sensi
    rabbrividiti di luce

  • 23 giugno 2008
    Compagna

    Tu
    lucida quiete
    che ritorni inattesa
    per sentieri sconosciuti
    ti ritrovo al mio fianco
    senz'averti cercata
    come per un incanto


    Silenziosa donzella
    scompari e riappari
    senza spiegare i tuoi gesti
    con un nuovo sorriso
    ed un'arcana magia
    misteriosa
    ma bella

  • 23 giugno 2008
    Aquiloni

    Così distanti dai corpi
    le nostre anime
    volano alte nel cielo
    Aquiloni indifferenti
    bandiere solitarie
    di vite limbiche
    silenti


    Lunghi fili di ricordi
    e di fatiche intrecciate
    ancora uniscono un mondo
    di perfetta iniquità
    a cupa antigravità


    C'è un vento di fuga
    che sostiene lo spirito
    in verticale distacco
    librato in tensione
    su uno zenit di altera
    muta consolazione


    E' il giorno degli aquiloni
    delle sognanti bandiere
    dai colori impalliditi
    giorno di voli solitari
    senza smania di successo
    senza mire di possesso

  • 23 giugno 2008
    Oltre la vita

    Un dì giungeremo
    dolce fiore impaurito
    ad una limpida terra
    e berremo la quiete
    da sorgenti incorporee


    Riluceremo anche noi
    della santa chiarezza
    ch'è sepolta nel cuore
    e di aver perso la strada
    non vi sarà più timore


    Sarà lì, fiore incredulo
    che apriremo lo scrigno
    dell'anima affranta
    per liberare purezza
    e immortale certezza

  • 23 giugno 2008
    A certi silenzi

    A certi silenzi
    conduce la vita
    innervati d'amore
    pullulanti di idee
    Ci sono solitudini
    più rumorose e complesse
    delle notti ruggenti
    degli amori decadenti

  • 23 giugno 2008
    Allevamento

    Io non son cieco
    a questi uomini di terra
    alla guerra celata
    simile al vulcano


    Dove piantano vigne
    e case di speranza
    sordi al tuonare
    profondo del cratere


    Illudono nei gesti
    nei frutti del lavoro
    i loro figli distratti
    nuova carne da macello

  • 23 giugno 2008
    Come fogli di plastica

    Il tempo scolora la paura
    sovrappone una sull'altra
    sottili consolazioni
    e illusioni semiopache


    Una sull'altra
    finché l'amaro ricordo
    diventa forma indistinta
    che si può anche ignorare


    E uno dopo l'altro
    questi specchi segreti
    diventano muro, tetto, casa,
    e nebulosa identità


    Una casa d'ombre consolate
    da una liscia, tranquilla,
    rassicurante miopia
    d'anestetica follia

  • 23 giugno 2008
    Eco

    Il nome giusto
    la giusta parola


    dove cercare


    l'esatta corrispondenza
    di realtà contrastanti?


    Il luogo giusto
    la giusta persona


    quando parlare


    di mondi interiori
    di verità superiori?


    La dura esperienza
    si fa scoglio insidioso
    nell'acqua agitata
    di lacrime ingombranti


    A quest'uomo distante
    dalla sete di potere
    si annunciano giorni
    di solitaria follia


    Il nome giusto
    la giusta parola


    Il luogo giusto
    la giusta persona...

  • 23 giugno 2008
    Gli inconsolabili

    Noi che abbiamo atteso
    silenziosi
    nella notte ruggente


    Noi che non partimmo
    oziosi
    verso paesi lontani


    Noi che abbiamo trovato
    nervosi
    la verità dell'amore


    Noi che siamo rimasti
    neghittosi
    a cullarci un dolore


    Da noi la vita si fugge
    come da inverno primavera
    e una sapienza ci strugge
    troppo presto sarà sera

  • 23 giugno 2008
    La grande nuvola

    La grande nuvola
    conturbava
    il profilo del mare


    Uomini giocavano
    a salti
    con le tragiche onde


    Il mondo tramontava
    serenamente
    tenendoci per mano

  • 23 giugno 2008
    Matta

    Matta
    come la gioia degli amanti
    svincolata dal mondo


    Matta la mia parola
    naufraga per scelta
    al largo dei consensi


    Matta la luce del mattino
    che non mi sveglia
    mi assopisce d'incanto


    Nel sonno degli amanti
    primi ed unici
    a liberarsi del mondo

  • 23 giugno 2008
    Quando scenderai?

    Quando scenderai
    dalla tua falsa montagna
    tutta d’oro e di giocattoli
    Uomo-Bambino?

     

    Quando salirai
    alla montagna dell’amore
    tutta gioia e verità
    Uomo-Bambino?

  • 23 giugno 2008
    Strappo

    Le private strategie
    sfilacciano inconsapevoli
    la trama della vita


    Il volto della città
    s'è velato di torpore
    nella luce imbarazzata
    di miti appena nati
    e antiquate paure


    Dove corrono le menti
    di questa gente avvizzita?


    Cercano la madre sconosciuta
    che li culli con un sogno
    Cercano il figlio del mistero
    che li accompagni oltre la morte
    nei loro deserti volumi
    di volontaria cecità


    Trovano giorni sospesi
    tra mito e realtà
    strappati cadendo
    da un'idea di beltà

  • 23 giugno 2008
    Tempo che fu

    Una luce poserò sulla tua tomba
    per indicare a chi è lontano
    il dolce riposo di un Dio pagano
    là dove ancor la terra romba

     

    Nel cuor sepolto di un vulcano
    l'irresponsabile fanciullo alato
    lascia il mondo ormai segnato
    dal tempo dell'orologio umano