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Autore

Stefano Di Lorito

in archivio dal 23 giu 2008

31 dicembre 1963, Genova

06 giugno 2009

Humus in fabula

Intro: Spiritosa versione di un mondo parallelo, dove tutto funziona perfettamente, ma attenzione… qui la materia prima è decisamente fuori dal comune. Eppure non è detto che la predominanza di tale materiale incida in maniera negativa nelle faccende di tutti i giorni, anzi…

Il racconto

“Hanno ucciso l’Uomo Ragno, Capitan America è molto malato, Iron Man è decisamente appesantito. Confidiamo nell’intervento di Miss Universo, l’Uomo Focaccetta e il Bambino Maggico.”
Con queste solenni parole, il presidente del Coniglio superiore intercontinentale, isole comprese, un organo saltellante e molto prolifico, concluse il suo intervento sulla situazione dei rapporti Europa-Africa-Medio Oriente.
Le telecamere scivolarono elegantemente su Buccia di banana, membro aggiunto, appena giunto per giunta dall’Africa, il quale, dopo essersi schiarito la voce e ravviato i lembi del vestito giallo, iniziò il suo autorevole e coraggioso intervento.
“Ringrazio il presidente e tutti i membri e le membra e le membrane di quest’assemblea. Dopo aver ascoltato le parole dette fin qui, ma anche prima e probabilmente altrove, sento il dovere di richiamare la vostra acuta e brillante attenzione su un problema di non poco conto. Il Mar Merditerraneo, come tutti sappiamo è ormai divenuto una splendida cloaca, una magnifica immensa piscina piena di ogni rifiuto possibile immaginabile, di ogni ben di Dio, aggiungo io!”
Le facce dei presenti ruotarono una verso le altre, in un graziosissimo gioco collettivo di ammiccamenti, ammaliamenti e ammonimenti. Un vago odore di fogna penetrò le narici e i cervelli, ma era soltanto il delegato dell’Ente Gas e Acquitrini che aveva detto la sua, a microfono spento, infido come al solito.
Buccia di banana riprese.
“Insomma, siamo divisi soltanto da questo laghetto merdoso, cari amici e colleghi e collegati, quindi io propongo di solidificare tutta questa distesa di eiezioni trans-continentali, trasformare questo giardino di humus, in fabula! Avremo così una fertile e rigogliosa nuova terra, su cui vivere, prosperare e tapparci le narici. Ci servirà per unire fisicamente le nostre merde. Allora io dico... ”
E qui la sua voce si fece stentorea e appassionata…
“Vive la merde! Fondiamo una nuova era di prosperità sulla merda!”
Gli applausi scrosciarono immediati e calorosi, le mani si sbucciavano, mentre Buccia di banana, al contrario si riabbottonava l’ampio vestito giallo, riprendeva fiato e recuperava aplomb.
Non si era aspettato una risposta così unanime ed entusiasta, ne era stupito lui stesso.
La solidificazione del Merditerraneo non fu difficile, essendo ormai già allo stadio di palude merdosa, bastò intensificare per un paio d’anni le emissioni da parte di tutti. Fu varato un piano apposito, l’“Ejection Act”, che prevedeva forti sgravi fiscali per chi si impegnasse a produrre più merda e spazzatura possibile.
Scoppiò la moda della “merde”, in francese, non per eufemismo, ma per autentico e orgoglioso spirito innovatore.
I lassativi divennero moneta sonante. In giro per il Merditerraneo si vedevano milioni di uomini e donne, accucciati e con le braghe calate. L’inno del corpo sciolto si stabilì saldamente in testa alle classifiche.
I problemi iniziarono a solidificazione avvenuta.
A quel punto, si dovevano ridisegnare i confini delle nazioni e i dissapori si fecero subito sentire.
Dal sud e dal nord le masse di cagoni si precipitarono verso il centro del grande bacino essiccato, deponendo i propri stronzi come fossero pietre miliari o cippi confinari.
I litigi sfociarono presto in scontri aperti a suon di secchiate di escrementi.
Fu istituita una commissione internazionale, la A.N.A.L. Agenzia Nuove Aree Latrinari, alla quale si contrappose immediatamente il M.E.R.D. Movimento Europeo Ridistribuzione Deiezioni, che rivendicava il diritto a maggiori territori, proprio in considerazione del fatto indiscutibile che era stata l’Europa e non l’Africa o il Medio Oriente, a contribuire per secoli in misura preponderante alla trasformazione del Merditerraneo.
Squadre di specialisti in coprologia mapparono tutta l’area, prelevando campioni di deiezioni in ogni angolo. Fu stabilito che, sì, l’Europa aveva dalla sua una maggiore quantità di merda, ma quella africana e mediorientale risultò essere di qualità superiore. Inoltre, finché il mare non fu definitivamente essiccato, stronzi e spazzatura avevano viaggiato liberamente e alacremente per tutto il territorio, dunque non era possibile fare una distinzione precisa.
La “Guerra della Merda” scoppiò in pochi mesi. La corsa al riarmo degli sfinteri fu combattuta a suon di mangiate pantagrueliche e quantità industriali di lassativi, che ormai costavano come la cocaina. Ogni popolazione elevò, nel mezzo del Merditerraneo i suoi baluardi di escrementi, vere e proprie fortezze e cattedrali adorne di tarzanelli e pinnacoli marrone.
Il sogno, la visione di Buccia di banana, rischiava di naufragare, di fallire per l’inguaribile egoismo dell’uomo. Le forze armate di ogni nazione occupavano e presidiavano porzioni del nuovo territorio. Gli scontri si facevano sempre più frequenti e cruenti.
La soluzione arrivò, inaspettatamente, da un cartello di multinazionali. Proposero di costituire tutto il bacino del Merditerraneo come territorio indipendente e autonomo, governato da una commissione di imprenditori e politici. I proventi sarebbero stati suddivisi equamente fra la popolazione ivi stanziata e i paesi contribuenti.
Non essendoci un progetto alternativo credibile, la mozione al Coniglio intercontinentale fu accolta.
Il nuovo territorio ebbe finalmente un nome, COPROMAR.
La straordinaria avventura del Merditerraneo era iniziata, finalmente era nata la prima democrazia fondata sulla merda.

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