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Autore

Stefano Di Lorito

in archivio dal 23 giu 2008

31 dicembre 1963, Genova

30 gennaio 2012 alle ore 21:27

Rinaldo in campo

Il racconto

Ebbene sì, Rinaldo, 50 anni, italiano, etero, distrutto nel corpo e nella mente in pari misura, da oggi è disoccupato.

Ma Rinaldo non è tipo da smarrirsi così facilmente.
Memore del gran gesto del Magnifico Premier, in tempi ben più che sospetti, ha deciso: scende in campo.

Non per darsi alla politica ovviamente, ma per trovarsi un altro straccio di lavoro.

Sua moglie Brad-amante, come al solito è appiccicata fin dall’alba alla tv, a guardare e riguardare tutti i film con l’international sex symbol.

Rinaldo non è propriamente un animale da letto, o meglio lo è ma di tutt’altra specie, più simile alla marmotta che al leone.

Ecco dunque il nostro eroe prost-moderno (qualche problema di minzione non lo scoraggia di certo) avviarsi lesto e propositivo all’ufficio collocamento, pardòn, Agenzia per l’impiego.

Giunto alla soglia della benevola istituzione, la custode lo accoglie con un largo sorriso, gli apre la porta e lo invita ad accomodarsi nel salottino.
Rinaldo si siede, con aria dignitosa e fiduciosa.
Dopo due minuti, un’altra inserviente, assai giovane e carina, gli porta un delizioso caffè e alcuni pasticcini, per allietare l’attesa del candidato.

Mentre la musica, diffusa da un grandioso impianto Bank-Hollofsen, spande nell’aria note di ottimismo, Rinaldo conversa amabilmente con gli altri ospiti della prestigiosa istituzione.

Preso dalla lieve ansia che tutti ci accompagna, di fronte alle sfide della vita, e forse anche dallo stimolo del caffè, l’intestino del nostro buon Rinaldo manda inequivocabili segnali di incipiente evacuazione.
Un’altra signorina, molto professionale, accompagna il cittadino Rinaldo alle toilettes.
Grandiose, i marmi splendenti e le rubinetterie di marca invitano le trepidanti chiappe ad accomodarsi e rilassarsi sulla tavoletta ergonomica. Il bidè rinfresca l’orifizio, abituato a ben altri trattamenti; la carta di prima qualità lo accarezza e lo deterge.

Tornato nel salottino, una premurosa psicologa lo prende per mano e gli domanda se va tutto bene. Rinaldo è perfino imbarazzato da tanta attenzione, frutto del “new deal italiano” dettato con amore paterno dal Magnifico Premier.

É il suo momento, viene introdotto nell’Ufficio Valorizzazione Umana.
Nella grande sala, arredata con modernissimo design, viene fatto accomodare su una poltrona dirigenziale in vera pelle. Di fronte a lui, in amichevole atteggiamento, sono schierati quattro professionisti delle risorse umane.
Vengono distribuiti flute di champagne e tartine, per rompere il ghiaccio e creare l’atmosfera più adatta.

Uno dei consulenti sfoglia, o meglio ricompone, lo spiegazzato Curriculum di Rinaldo. Poche righe scritte a macchina, con molti errori e sbianchettature.

“Carissimo Rinaldo” – esordisce con voce entusiasta
“ Un curriculum di tutto rispetto, il suo. Vedo che è stato per ben 25 anni usciere della Bartoletto e Cazzabubbole inc., niente male davvero!”
Lo sguardo quasi ammirato dei consulenti e gli ammiccamenti che si scambiano, riempono Rinaldo di orgoglio e ottimismo.

“ E prima ancora, negli anni giovanili, addirittura venditore di libri porta a porta, e perfino una stagione come animatore a Scem-al-shake. Lei è una persona veramente dotata e versatile. Di più, direi eclettica”

Per alcuni minuti i quattro maghi del lavoro si consultano, scambiandosi fogli, pareri e proposte.
Infine il team leader, depone davanti al candidato un foglio, fresco di stampante, con le opzioni possibili al momento.

Rinaldo lo porta davanti al viso, inforca i suoi occhialini e legge.

Vice-direttore del marketing....bla bla bla
Consulente Senior...bla bla bla
Capo settore...bla bla bla
Docente materie tecniche...bla bla bla

Il viso gli si fa tutto rosso, nel tentativo di capire le mansioni specifiche degli impieghi proposti.
I consulenti, notando la sua empasse, arrossiscono a loro volta e domandano, in un moto generale di eccitazione, se le proposte che gli hanno presentato lo hanno forse offeso nella sua dignità professionale; specificando che si tratta soltanto delle prime opzioni, una bozza di lavoro.

Rinaldo, dopo essersi ripreso un pochino e aver tracannato ancora un flute di champagne, riesce ad aprire bocca e a dichiarare, con mirabile modestia, di non essere qualificato e non sapere assolutamente nulla delle posizioni lavorative che gli stanno proponendo.

Alle sue parole, gli esperti scoppiano in una risata liberatoria.

“Ma caro Rinaldo, adesso è tutto diverso. L’Italia è diventata tutto un altro paese. Agli italiani soltanto lavori di alto livello. Si punta tutto sulla valorizzazione della capacità e della creatività dei nostri concittadini. Basta lavori di merda, quelli li lasciamo tutti agli extracomunitari, che devono farsi le ossa e meritarsi l’inserimento nella nostra magnifica e rinascente nazione”

Il nostro eroe esce dall’Agenzia per l’impiego, con in mano un fascio di contratti, da portare a casa e valutare con calma. Si sente leggero e pieno di energia. Perfino l’idolo sessuale della moglie gli appare sbiadito e ridimensionato. Stasera festa, Rinaldo è sceso in campo!

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