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Autore

Ugo Mastrogiovanni

in archivio dal 26 ago 2006

12 marzo 1936, Orria (SA)

mi descrivo così:
Mi diletto a scrivere poesie da quando ero al liceo. Dopo la laurea, la mia vena poetica è stata bloccata dal lavoro. Ora che sono a riposo... spero nei lunghi periodi di riflessione e nipoti permettendo per recuperare i giorni perduti.

11 luglio 2012 alle ore 18:20

Freddo in montagna

La stanza rigida e l’alito che fuma.
Sibila il vento, ulula, infuria,
sbatte, s’adira.
Un noce nell’orto combatte;
scheletrito e bruno si curva,
scricchiola, si drizza, quasi s’abbatte;
si scuote, s’inchina, si torce.
Sull’erba in ginocchio,
atterrito e tremante, piagnucola il passero:
a stento saltella.
Belante un agnello prillando rincasa,
rincasa intirizzito un cane, un pastore ammantato s’affretta;
la vetta ondeggiante si copre di nebbia.
Qualche finestra s’assicura sbattendo;
continua il vento e il cielo s’abbuia.
Fumano i comignoli.
(1960)

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