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in archivio dal 30 dic 2006

Samantha Manta

31 ottobre 1990, Nardò
Segni particolari: Credo che i "segni particolari" non esistano. Ci sono solo interpretazioni.
Mi descrivo così: Nel momento in cui ci si chiede il significato ed il vero valore della vita, si è malati. (Sigmund Freud)

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  • 10 maggio 2010
    Untitled 2

    Anela il mio cuore cercando il tuo.
    Ansimano i miei pensieri nell'affannosa ricerca dei tuoi.
    Scruto gli sguardi della gente per scorgere in essi almeno un pò della luce dei tuoi occhi.
    Cerco nella natura i tuoi colori.
    Ma niente sa raggiungere la tua grandezza.
    La tua profondità.
    La tua purezza.
    La tua vivacità.
    La tua spontaneità.
    Camminare con te dà all'anima una freschezza immane.
    Come respirare aria in un bosco di pini.

     
  • 22 febbraio 2010
    Tziganata

    Eva ballava sull'uomo la notte in cui nacque la vergogna.


    Non per amore, non per vendetta, vestita di stracci attira a sé le sue prede: tradita dall'amore infligge loro le sue stesse ferite.


    Dall'alto della sua piccolezza ha il mondo nelle mani. Lo afferra, lo usa e poi lo getta via, così come il Mondo, l'altro Mondo, ha fatto con lei.


    Ferite che ad ogni colpo perpetuano il dolore. Dolore che all'istante ha le vesti del piacere ma che alla fine di ogni atto si sveste, mostrando le sue nudità, proprio come Eva che, illudendosi di dimenticarti, vagabonda per selve selvagge, consapevole che ogni frutto, ad ogni morso, rivelerà il suo succo aspro et velenoso.

     
  • 22 febbraio 2010
    Teseo

    Cerco di scappare da questa stanza infame.

    Palpo i muri con le mani cercando una via d'uscita.

    Ma è buio e ho gli occhi offuscati.

    Cerco aiuto. Nessuno risponde.


    Solo avidi tentatori che vogliono la mia anima.

    E l'hanno.


    Perché non ho più respiro di cui vivere.


    E loro soffiano su di me,

    qualcosa di tossico

    che non capisco più cos'è.

     
  • 15 febbraio 2010
    Untitled

    15.02.10


    Fiumi di lacrime scorrono in questa stanza
    che mi ha vista felice, che ti ha sentito qui.
    Sovrumani silenzi che non tornano più,
    ebbro del tempo che fu.


    In ginocchio tendo le braccia verso il cielo,
    supplico, perché qualcuno ti porti da me.
    Ma ormai nessuno è rimasto più.
    Nessuno che ti porti da me,
    l'Entusiasmo
    l'Avventura
    la Passione 
    l'Amore
    sono scappati via.
    Dove sei piccolo mio? Dove sei?


    Rimbomba come eco la mia voce
    in questa stanza vuota.
    Ahimé rimane qui,
    le tue orecchie non hanno la forza x sentirla.
    Allora Tendo ancora le braccia verso il cielo.
    Come Adamo che impreca la pietà di dio.
    Eppure... Quale peccato mai ho commesso?quale?
    La peggior punizione, quella sì, L'ho avuta.
    E Sono i ricordi che non vanno più via.

     
  • 01 febbraio 2010
    Il mondo s'è fermato a te.

    L'orologio del tempo segna l'ora dell'ultimo addio.
    Quando il cielo imperante tuonò,
    facendo rabbrividire la terra.
    In un lampo le luci si spensero
    i colori si assopirono
    e fu come un velo polveroso
    caduto sulle città.


    Senza linfa vitale ti vado cercando.
    Mentre tu, Proteo, muti le tue forme per sfuggirmi.
    Dove sei ordunque?
    Dove ti nascondi umìle creatura?


    Riempi almeno un'ultima volta
    il mio cuore del tuo respiro,
    digli che sarà sempre tuo
    e che il tuo sarà sempre mio.
    In quel momento smetterà di battere
    ma avrà raggiunto la felicità.


    Poi, d'un tratto, la notte spazzerà via le luci
    e di vita nessuna traccia rimarrà più.

     
  • 01 febbraio 2010
    Luna

    Splendi sovrana fra tutte le stelle.
    Tu, che del nostro amore hai visto il cuore.
    Tu, che nelle notti di passione,
    gelosa del mio Endimione,
    quasi t'infiammavi d'invidia.


    Eppure ora..
    sono io che invidio te
    che da lassù puoi guardare i suoi occhi
    illuminarsi della tua luce quando lui,
    da solo,
    sullo scoglio che ci ha visti felici, insieme,
    osserva col pudore e la vergogna di un bimbo
    il tuo riflesso nell'acqua, quasi si sentisse
    colpevole d'averti abbandonata per me.


    Almeno Tu che puoi toccare il suo cuore,
    sii per lui consolazione dell'animo
    quando stanco della gente cercherà rifugio in te.
    Almeno Tu, sii per lui sapiente interlocutrice
    quando da te cercherà delle risposte.
    E poi...
    Sii per lui  dolce melodia
    anche quando, non curandosi di te,
    stringerà a sé un'altra Lei
    pensando d'avere il mondo fra le braccia.

     
  • 27 gennaio 2010
    Stracci

    Potessi mi farei strappare il cuore.


    Un giovane cor s'affretta a pulsare,
    ma il mio... s'è spento.
    Respira a fatica com'un anziano, ormai.
    Troppi affanni ha sopportato. E quanti
    ancora adesso. Non riesce a cancellarti. Non vuole sostituirti.
    E come mai potrebbe?
    TU, la mia vita, la mia speranza, la mia gioia.


    Tutto svanito in un "Arrivederci.."
    c'ha il suono di un addio.

     
  • 27 gennaio 2010
    Vuoto

    A chi confiderò i miei tormenti, le mie paure?
    Un tempo speravi a te. Poi m'hai
    avuta ma presto dimenticata.
    Io no. Non riesco a dimenticarti.


    Le tue paure erano le mie.
    Le tue manie erano le mie.
    E così le gioie, i dolori..


    La tua vita era la mia vita.


    Non è vero che il tutto è la somma
    delle parti. Perchè il tutto è più della
    somma delle parti.
    Questo eravamo noi. Insieme.
    Quanto di più grande si potesse costruire.
    Bastava guardarsi negli occhi per avere
    tutto senza avere niente.


    Bastavamo Noi
    per la nostra felicità.

     
  • 27 gennaio 2010
    Frammenti violati

    Il sole non spunta più nel mio mattino.
    Nessuna luce.
    Nessun colore.
    Nessuna emozione.


    Spenta.
    Atrofizzata.
    Ibernata nel giorno dell'ultimo addio.
    Con tutti i nostri ricordi,
    le nostre emozioni,
    i nostri colori.


    Che da allora non sono più tornati.


    A loro la damnatio memoriae.
    Peggio del più crudele dittatore.


    Eppur, ch'avea di sì crudele quel  puro mio amor?


    Ohimé.


    L'unica sua pecca fu 'l non esser corrisposto.

     
  • 27 gennaio 2010
    Tagliente eternità

    Cerco i tuoi occhi,
    le tue labbra,
    le tue parole.
    Le cerco in volti di uomini sconosciuti. Che
    muti non sanno parlare
    - o forse sono io a non volerli ascoltare -.
    Perché l'unica mia lingua
    è solo la tua. Effimera. Come tutto ormai.
    Ricordi. Emozioni. Parole dette.
    Vissute. E sentite. Svanite
    nel nulla di questi giorni.
    E sepolte nell'immensità di quelli passati.


    Erro in un labirinto come nel "campo" il pastore dell'Asia,
    cercando invano una via d'uscita.


    Tutto il percorso è serrato.
    Allora avvilita e sfinita mi abbandono in un cantone,
    annegando nel profondo di ciò che è stato.
    Per vivere, morendo, della sua inebriante essenza.

     
  • 12 maggio 2009
    Automatismo marino

    Ti sfiorano i miei pensieri.
    E poi si ritraggono, per non provar più dolore.
    Tu, come Medusa che mi strugge e mi lascia senza fiato,
    mi fa anelare,
    ora,
    come avessi dei chiodi su quei tentacoli che vogliono me.

    Ed è un piacere sublime,
    un dolore gaudioso che mi innalza al di sopra di ogni cosa.
    Ma io non posso non posso...
    Quanto male che mi fai!


    La spuma del mare ti porta sulla costa e tu,
    in balia delle onde ti trascini sempre verso di me.
    Mi stringi.
    Poi la spuma si ritrae: ti allontani.


     

    Per il tempo di quella ritrazione sembra che tutto perisca.


    Non si sente più nulla.


    E' il silenzio.


    Poi tutto riprende a vivere quando
    come ad uno schiocco di dita
    s'ode il piacere gaudioso della spuma che s'unisce alla sabbia
    e tu ritorni da me.


    Quanto male che porta quel ritorno!
    Invade la spiaggia su cui mi trovo,
    la inquina
    la sporca.
    Invade il suo spazio, il mio.


     

    Eppure mi piace.
    Occupi il mio mondo col colore che vorrei,
    stanca dei soliti colori marini,
    seppur i più belli.


     

    Ma tu... TU mi avvolgi mi travolgi e mi sconvolgi l'anima e il corpo.


    Eppure...
    ahimé,
    TU lo fai senza coscienza, vittima dell'automatismo marino.

     
  • 12 maggio 2009
    Sacred love

    Vestita io di un velo,
    sii il vento che mi fa danzare oscillare,
    sgravata da ogni peso,
    in alto... fra i corpi celesti.


    Soffia verso di me la tua essenza: sarà il mio unico nutrimento.
    Soffia su di me eccitami; mentre la tua scia,
    che lenta mi attraversa,
    risveglia in me ogni pulsione.


    Deliziami, come una rosa nel deserto.


    Ardi come il fuoco dentro di me:
    avvolgi la mia anima, la possiedi.


    A un tratto tutto, intorno, si anima, ti desidera.
    E assiste impotente. Vogliono averti, non possono...


    Ecco la pioggia. Vuole godere di te, sfiorandoti;
    ma subito svanisci.
    Ricompari in me.
    Ondeggi, come sentissi il suono dell'ud.
    E allora saliamo, saliamo sempre più in alto per poi finalmente,
    fonderci in un'unica fiamma al contato con l'atmosfera.


    Da lontano il suono dei riti Maya ci consacra, mentre pian piano si allontana,
    svegliandomi.

     
  • 12 dicembre 2008
    Always

    Eri uomo,
    ora cenere,
    domani sarai vita per una nuova vegetazione.
    Ma noi abbiamo
    conservato la tua essenza,
    la custodiamo.
    Essa cresce in noi,
    giorno per giorno,
    come dei rami che
    avviluppano i nostri organi, all'interno, 
    e che ruotano, ruotano, dentro di noi.
    Quando vanno
    ad urtare le pareti
    fanno male,
    si trasformano in ricordi, che
    al contempo diventano sublimi
    perché riguardano te.
    Ma, tranquillo, perché questi rami
    non ci abbandoneranno mai
    e fino a quando non ci saremo più
    scriveranno in noi 
    pensieri e parole di te, per te e con te.


    Grazie per tutto Antonio.

     
  • 13 luglio 2007
    Deserto di luce

    Voglio pensarti una notte ancora
    voglio sognare che ti rivedrò presto,
    ma tu, tienimi con te abbracciami forte stringimi,
    sotto il buio del deserto sabbioso.
    Non ci sono stelle, la luna è oscurata,
    ma il tuo sorriso è oppio per il buio
    che così gode della sua luce.
    Il tuo sorriso è ciò che
    riesce a ridurmi un semplice punto nell'universo.
    Il tuo sorriso mi fa sembrare
    un nulla davanti al tutto.
    E allora non potrò non star male,
    mi sentirò inadatta ,
    ma non saprò rinunciare a te,
    e così continuerò a guardarti
    e tu mi stringerai più forte
    perchè tra le tue braccia io mi sento sicura
    ed è tra le tue braccia
    che vorrei svegliarmi da questo sogno,
    quando sarà già mattina,
    ma tu ancora non ci sarai.

     
  • 12 febbraio 2007
    No son of mine

    Ehi Big Babe,
    tu sei per me i Genesis che suonano,
    una manciata di stelle
    spolverate su di un cielo blu cobalto,


    pura ascesi spirituale;


    la tua voce suona come una giornata di sole
    a dicembre, quando di solito piove a dirotto;


    sei il mio Burberry da cui
    non riesco a separarmi perché
    come una stupida,
    appena ho tra le mani
    un mio stesso maglione impregnato
    di quel profumo, il mio naso e quel maglione
    diventano due poli opposti
    di una calamita
    che inevitabilmente si attraggono...


    E poi sei anche, e soprattutto,
    simile alle onde, ma solo a quelle
    che incuranti del disappunto e
    della repulsione dei bagnanti,
    "sfilano"  infrangendosi,
    per poi ricomporsi, sul bagnasciuga,
    in una giornata di agosto.


    Sei tu, una delle poche eccezioni che esistono.

     
  • 03 gennaio 2007
    Fine: 30.12 ore 01.31

    (Sarà un caso ma ho le mani livide e muoio di freddo)

     

    Ho capito, Falco.
    Non posso essere la tua ombra
    e non posso permettere
    che la tua immagine
    mi tormenti ancora così.
    Non sono più io.
    Quel mio sorriso che un tempo adoravi
    ora è quasi sempre celato
    da un nuovo volto che
    non mi appartiene.
    Un volto che non ride,
    che è triste perché non
    può nemmeno vederti.
    Non è giusto.
    Questa non sono io.
    E non è neanche da me
    la deficienza più totale,
    la carenza;
    a tratti mi assento senza rendermene conto.
    Lo sai anche tu, amo stare
    sulle nuvole, ma solo per sognare,
    non per illudermi.
    Ho deciso.
    Cercherò di pensarti soltanto come
    uno dei miei amici.

     
  • 03 gennaio 2007
    Allo stremo

    Questi non sono ghiaccioli montaliani

    ma spine, aghi dolenti.

    (Eppure l'acqua è fredda.)


    Dolore, dolore è ciò che

    sento.

    Vetro affranto ciò che

    vedo.


    Il nulla.


    Niente fuorché te,

    il vetro e il nulla.

     

     
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  • 05 febbraio 2009
    Triste storia.

    Come comincia: A quella povera gente morta nei campi di concentramento hanno rubato la vita.  Gliel'hanno strappata via senza che qualcuno di loro potesse opporsi. Anche tu hai perso la vita.
    E il bello è che te l'ha tolta una moto, una tua scelta, non una costrizione esterna, a cui non si poteva rinunciare.
    A loro è stata una politica senza scrupoli ad impedire la vita.
    A te una stupida, impavida passione. 'Lei' avrebbe potuto  negarti la vita e tu lo sapevi maledizione, lo sapevi.
    ... Ma purtroppo, come spesso accade, solo messi davanti ai fatti ci si accorge che le crudeltà possono accadere anche a noi. E il non averlo capito prima te l'ha dimostrato.

     

     
  • 13 gennaio 2009
    Elucubrazioni

    Come comincia: E vengo qui a tormentarmi, ed ascolto Battisti pensando di trovar coscienza, la coscienza che non ci sei più. Ma non si può; e così piango, piangiamo, ce la prendiamo per un niente perché abbiamo dentro tanta rabbia, la rabbia di non averti visto l'ultima volta sapendo che fosse l'ultima, rabbia perché non doveva esser l'ultima.
    E così ti penso, ed anche quando non voglio pensare a tutto quello che è stato (..), ci sei tu che vieni a trovarmi, sei dietro ad ogni pensiero, l'ombra di ogni pensiero che passa per la mia mente. Ed anche se non voglio pensare tu vi entri indisturbato e con te entra tutto il dolore che trafigge tutto ciò che in essa incontra. Nessuno parla,  ma tutti siamo dilaniati. Abbiamo dentro la fine del mondo e non vediamo l'ora di esplodere.
    Eppure anche quando questo avverrà, non troveremo tregua.

     

     
  • 13 febbraio 2007
    Ti voglio bene Dave

    Come comincia: Lei non sa esattamente dove si trovi, non riconosce quel luogo talmente estraneo che deve essere molto lontana da casa sua. Eppure non le importa perché lì di fronte a sé ha Lui, quel ragazzo, già Uomo, che un giorno l' ha voluta afferrare con un braccio sul ventre e, tenendola attaccata a sé, l'ha fatta sporgere sul mondo ma anche su tanti bei giardini fioriti, aiutandola a tirar fuori quelle radici che da sola tentava già di far crescere.

     

    In un attimo però, un lampo preannunciante la tempesta la riporta alla realtà. E' nella sua camera, dritta, immobile e al contempo basita, difronte quello specchio che l'ha vista crescere.

    Continua a guardare quello specchio e lo vede, Lui è lì, quell' Uomo è lì, eppure lo vede solo nello specchio, perché voltandosi indietro, Lui non c' è. Non ha bisogno di pensare, sa bene perché è soltanto così.


    Lui è un' Idea, nel senso Platonico però, Lui è stato l' Unico a segnarle il corpo e l'anima con tante linee indelebili tracciate sia con pennarelli colorati sia con coltelli taglienti; i pennarelli li ha usati per imprimere tanti bei paesaggi (tutte opere sue eh!), i coltelli invece spesso non li ha usati per la voglia di farle del male, semplicemente perché il mondo è così.

    Lei ormai la pensa come Lui in alcune cose ma non è un atto di servilismo, soltanto consapevolezza.


    Non è mai stata molto legata alle cose materiali, ai vestiti però ci tiene e ne ha anche tanti, ovvio il motivo, provando e riprovando abiti deve andar sempre lì, di fronte a quello specchio...

    Eh sì, è proprio così, quando un fiore sboccia, può anche seccare, tanto è quello il suo destino, ma sicuramente non potrà mai ritornare un seme per lo stesso motivo per cui quell' Idea, quel Ragazzo, quell' Uomo, non potrà mai dissolversi dallo Specchio di quella Ragazza.

    Ti voglio bene Dave, e GRAZIE TANTE.

     
  • 05 gennaio 2007
    Invisible touch (lettera)

    Come comincia:

    Ti ringrazio sai? Anche se è finita come sappiamo, ti ringrazio.

     

    E' iniziata su quella spiaggia dove entrambi eravamo per caso. Ricordo le tue occhiate minatorie a quei tre che mi si erano avvicinati; era dalla mattina che mi guardavi, alle 3 non ti eri ancora presentato. Alle 3:05 eravamo in acqua a giocare e a ridere come bambini. Ricordi? Ero "il tuo angelo col bikini bianco", "la tua campionessa" anche se le sbagliavo tutte con quella racchetta...

     

    Ti avevo conquistato e senza volerlo anche tu avevi conquistato me. Te lo confesso, appena ti vidi sperai sarebbe stato un gioco estivo ma dopo quel pomeriggio sapevo che non sarebbe stato soltanto questo. E' stato tutto fantastico. Tu sei stato fantastico; condividevamo anche la musica: Pf, Liga e Vasco.

     

    Ricordi  le nostre canzoni? E quel messaggio indelebile "la cosa divertente è quando parlo con la gente però non capisco niente di quello che mi dicono perché contemporaneamente penso a te!" e poi gli altri messaggi, le canzoni dei Pink Floyd che mi dedicavi "Shine on you crazy diamond", "Wish you were here" - mi dicevi -, mentre eri con i tuoi amici che esaurivi parlando loro sempre di questa ragazza "bellissima ed incommensurabile". Alla fine ti ho dovuto lasciare e farlo è stato per me un trionfo personale; quello che mi rattrista è che tu ancora oggi non abbia capito perché me ne sia andata da casa tua in quel modo per poi non rientrarci più. Quella casa, quella camera... ricordi quanti colpi con i piedi, con la testa, a quell'armadietto? ... e quando, tirandomi verso di te, facemmo cadere le tue adorate moto in miniatura? 10 secondi e poi non te ne fregava più niente, eppure sono la tua passione.
    Ora però è finita. Tre mesi sono passati ma né io né te vogliamo evitarci. E' finita ma sappi che mi hai dato tanto e soprattutto per quel mese mi hai resa la ragazza più felice, Donato.
    Spero, anche se non credo, che ti capiterà di leggerla questa lettera. E' per te.


    Sam