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Racconti di Silvano Recchia

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  • 03 settembre 2011 alle ore 12:00
    TRATTO DAL LIBRO "su quella panchina"

    Come comincia: << Il destino ha sempre più fantasia di noi>> Questo mi disse Vittorio la prima volta che le nostre vite s'incontrarono ed ancora oggi quando passeggio per il parco e mi fermo su quella panchina, mi si stringe il cuore e mi sembra di averlo ancora al mio fianco. Sono stato fortunato, non c'è dubbio, lui mi ha indicato la via ed io ho fatto il resto.
    Mi chiamo Luca ho quarantuno anni, e finalmente posso dire di essere un uomo felice. Mi ritengo una persona felice perchè porto nel cuore, il bambino che sono stato, perchè ho ancora la capacità di sorprendermi ed emozionarmi ancora. Per la neve che cade, per un fiore colorato che testardamente cresce sul cemento, il profumo dell'erba appena tagliata, una goccia di rugiada che bagna la foglia, il canto del merlo al mattino, il fischio del vento fra gli alberi, l'odore della pioggia sull'asfalto, il profumo del caffè, due risate in compagnia. Ma soprattutto, sono felice perchè riesco ogni giorno a ringraziare questa magnifica vita che mi è stata regalata.
    Adoro svegliarmi quando il sole non è ancora sorto, quando l'aria sa di buono, appena prima dell'alba, e respirando profondamente mi entra nei polmoni. Ecco è in quell'istante, in cui mi sento così felice e in pace con me stesso che non vorrei fare a cambio con niente e con nessuno, è in quel preciso momento, in cui provo un'immensa pace nel cuore. Oggi vivo serenamente accettando i miei limiti, i miei pregi e i miei difetti, il mattino mi alzo prestissimo, la mia sveglia personale è il verso della tortora che tuba, lo trovo meraviglioso quel suo tubare mattutino.
    Vivo in un piccolo appartamento in riva al lago, adoro vivere quì, mi piace il profumo del lago, lo starnazzare delle anatre fra i canneti. Il rumore delle onde sugli scogli mi dà pace, mi piace la solitudine, amo meditare, amo prendermi cura di me stesso da quando ho capito di essere unico ed irripetibile, allo stesso tempo, amo anche circondarmi di amici e chiacchierare con loro sul portico di casa, ammirando ed ascoltando le onde.
    Attimi di felicità, vivo momenti di felicità eterna, sono sceso dalla giostra impazzita della società moderna, ora vedo le cose con più calma e mi perdo nel dolce chiacchierio della sera, godo attimi di serenità semplicemente ascoltandomi ed accontentandomi di respirare la vita, tutto il resto è solo perdita di tempo.
    Una delle cose che adoro fare quando mi alzo è uscire con la barchetta, ne ho acquistata una di seconda mano da un pescatore del posto, mi sono fatto insegnare qualche trucco del mestiere (non senza alcune pessime figure) e ora mi diverto a pescarmi qualche per cena, o semplicemente mi rilasso a remare nel silenzio del mattino, così tranquillamente, semplicemente remando ed ascoltando il mio respiro.
    Scivolare lentamente sull'acqua con la barca mi piace, mi rilassa, mi fa sentire in pace con il mondo e mi dà modo di pensare a me stesso, alla mia vita precedente, perchè è così che mi rivedo se ripenso, al mio passato, ero sordo e non sentivo, ero cieco e non vedevo, facevo le cose senza pensare, sempre di corsa sempre con frenesia. Quando oggi ripenso alla mia vita precedente, trovo tutto così assurdo e senza senso da sorriderci sopra.
    Una volta lessi in un libro che la vita di un essere umano non si conta in anni ma in respiri, quindi imparando a respirare con più calma si prolungherebbe l'esistenza di una persona, non so esattamente dove lessi questa cosa e se abbia qualche fondamento di verità. Però oggi capisco che tutto quello di cui un essere umano ha bisogno è già dentro di lui, e non serve a nulla dannarsi tanto, arricchirsi, correre come pazzi dalla mattina alla sera (trascurando così le amicizie e i legami affettivi) per permettersi l'auto più grossa, la casa più grande, i vestiti firmati, il telefonino all'ultima moda, se poi siamo sempre più soli, tristi e depressi, e non ci fermiamo mai a parlare neanche un minuto con quel bambino che portiamo da sempre nel cuore.
    Come disse un grande maestro di vita: "L'unica rivoluzione possibile è quella dentro di noi" e finchè non capiranno questo, le persone vivranno continuamente correndo da una parte all'altra, come delle palline in un flipper impazzito.
    Oggi mentre osservo le persone, ho come l'impressione che nessuno sia mai a proprio agio nella propria pelle, mi sembra che nessuno sia contento di essere chi è, soddisfatto di quello che fa. Mi sembra che nessuno sia più felice di essere dovè.
    Oggi ho imparato a considerare valore ogni forma di vita. Dove abito ci sono molti insetti, ogni tanto vedo qualche ragno, mi limito ad osservarlo, non lo caccio, nè tanto meno lo schiaccio come invece avrei fatto qualche anno prima.
    Anche le zanzare, l'altro giorno se n'è appoggiata una sul mio braccio, l'ho lasciata nutrirsi, non l'ho schiacciata come molti farebbero. Mi sono semplicemente limitato a pensare che anche lei deve pur nutrirsi, e se ha deciso di farlo con il mio braccio, a me sta bene. Che diritto abbiamo noi, di schiacciare e sterminare qualunque cosa sia diversa da noi? Se arrivasse un gigante ed iniziasse a schiacciarci tutti, non penso che ne saremmo tanto contenti. E un controsenso? Può darsi, però per me controsenso significa, bere l'acqua in bottiglia con solo lo 0,0001% di sodio, oppure l'acqua che "mi depura" per poi accendermi una sigaretta, o ancora andare in palestra per rimanere bello e sano, e poi andare a mangiare al fast food.
    Controsenso? Mettere il dolcificante nel caffè e mangiarci assieme bel cornetto alla crema, ecco per me, questi sono controsensi, ma andiamo con ordine.
    Questa è la mia storia, la storia di come un'incontro inaspettato, ha cambiato la mia esistenza, la storia di come il destino sia capace di divertirsi, giocando a dadi con la nostra vita.
    Questa è la storia di come un bambino impaurito e solo, possa trasformarsi in un uomo forte, leale e coraggioso