Quando smetto di scrivere, impazzisco o quasi. Ho la sensazione che le mie dita continuano a digitare parole immaginarie nel vuoto di una tastiera invisibile che esce dal nulla e ritorna nel nulla.
Io parlo con mio micio e non solo, ma pure con un albero che è piantato sul marciapiede davanti a casa mia. Che tu ci creda o no, entrambi mi ascoltano e mi rispondono.