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Autore

Alessandra Lamboglia

in archivio dal 07 mar 2006

05 agosto 1968, Roma

30 marzo 2006

Onda

Innalzati, onda, nello sconquasso della tempesta,
turbinosa e pugnace nel mare aperto,
e mi resterai sconosciuta.
Adagiati, onda, schiaffeggiando risacche
arrendendoti al più facile approdo
e non conoscerai i miei segreti.
Dirigiti, onda, verso la riva
lottando con le correnti contrarie
ed io ti attenderò su una spiaggia solitaria
Lambiscimi, onda, fiaccata dal lungo viaggio
senza soffermarti ad esplorarmi
e non potrai comprendermi.
Investimi, onda, schiumosa e violenta
irrompendo con forza disperata
e accoglierò il tuo pianto dirotto.
Sommergimi, onda, esausta dal tanto vagare
penetrando e confondendoti con la mia pena
e troverai il riposo e la pace.
Ritraiti, onda, trascinata dal tuo destino
senza lasciarti afferrare e trattenere un istante
e ti avrò perso per sempre.
E tu me.

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