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Poesie di Alessandro Moschini

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  • 23 luglio alle ore 12:55
    Liberazione incatenata

    Col cuore nascosto 
    tra la clessidra 
    e il mazzo di chiavi
    conto i capelli all’inverno. 
    Schiavaccio
    senza riposo
    nel tentativo scomposto
    di aprire il lucchetto. 
    Mi hai lasciato 
    presenze scomode, 
    guardiani cattivi
    a cui sparo e si sdoppiano 
    e una gabbia aperta
    da cui non so scapare. 
    Però conosco l’essenza del tempo
    e sono poche le chiavi rimaste.

  • 24 giugno alle ore 22:30
    Il sogno infranto

    Belle 
    le tue ali di velluto.
    Le ho sfiorate
    solo per un attimo
    quel tanto che bastava
    a percepire la magia 
    invadermi le ossa. 
    È andata male. 
    Pace. 
    Però ti ho visto in faccia
    e già mi basta. 
    Nessun rimpianto 
    ora!

  • 08 aprile alle ore 13:33
    Universo imploso

    Non c'è niente
    tra le righe sconnesse
    di un subliminale silenzio.
    Raccolgo petali e chiodi
    percorrendo a ritroso
    la via rugginosa del tempo.
    E ritrovo
    errori non fatti,
    ragioni ammainate, 
    encefalogramma piatto. 
    Io e non io.
    Non c'è niente.

  • 01 aprile alle ore 13:22
    La deriva

    Distanti
    dalla percezione del tempo
    e dello spazio
    siamo navi dal timone rotto
    sui ghiacci dell'anima,
    giorni persi 
    nelle inguidabili acque
    della deriva.

  • 28 marzo alle ore 9:55
    Ne so qualcosa

    Conosco bene
    questa tua smania, 
    bramosia rovente 
    che ti divora il cuore 
    e gli occhi
    tutte le volte che alzi il tiro,
    che alzi l’asticella
    della posta in gioco.
    Mi fai da specchio 
    sull’alba dei miei anni
    quando spaccare il mondo
    lo percepivo
    come semplice pressione
    sulle aste dello schiaccianoci. 
    Gli occhi negli occhi alla paura,
    la voglia di sentirsi vivo,
    malattia e cura.
    A suo tempo
    ti resterà il ricordo
    della sua rotondità spinosa. 
    Ne so qualcosa.

  • 28 febbraio alle ore 7:48
    Il colore dei suoni

    Il battito d’ali di una croma
    si posa lievemente
    sul letto adamantino 
    della notte

    Ogni fuga
    si apre a ventaglio 
    colorando il tetto scuro
    a ruota di pavone

    È musica
    questo girotondo cosmico
    che prende i sensi per la mano
    e dolcemente li conduce
    sull’arpeggio che sale

  • 20 ottobre 2018 alle ore 11:35
    Déjà-vu

    Sono già stato
    in queste stanze
    ma era un altro sogno,
    altri inquilini
    altre storie.
    Conosco a memoria
    la planimetria
    della mia mente,
    il suo arredamento 
    di ricordi 
    che non ho vissuto,
    di facce criptate
    che non ho veduto.
    Ma il posto è questo,
    l’ho riconosciuto.
    Con la mente in affitto
    e mai abitata
    son qui che aspetto
    con la penna in mano
    ed un bicchier di vino
    l’arrivo
    del prossimo inquilino. 
    Welcome!

  • 18 ottobre 2018 alle ore 16:18
    L'autunno alle porte

    Siamo foglie
    incagliate nel tempo
    liberate dal vento nuovo. 
    Sanno di naftalina
    queste paure stantie
    che da troppo teniamo
    chiuse in testa. 
    E’ ora di aprire il baule 
    e lasciarlo respirare 
    di gioia e fiducia. 
    La cosa importante
    è non lasciare cadere la rosa.

  • 26 luglio 2018 alle ore 21:11
    Angeles

    Arrivarono
    ed avevano doppia pelle
    Lupo fuori
    e coniglio dentro.
    Arrivarono 
    ed avevano nomi
    scritti su fogli d'ombra
    e che nell'ombra svanirono.
    Portarono via con se 
    figli e pianti di madri
    e strinsero il loro bavaglio 
    intriso di sangue
    attorno ad un volo oceanico
    presagio di morte.
    E tutti confusero tutto.
    Garage Olimpo e Coppa del Mondo.
    Ma restò un grido di libertà 
    infranto contro il tempo.

    - Tu grito de libertad 
    es un dulce sonido,
    hermano desaparecido.

  • 13 maggio 2018 alle ore 8:11
    L'orecchino nero

    Mi son vestito d'ombra
    a far risaltare 
    la luce che volevo. 
    Sono a mio agio
    nel rimirare
    il piccolo universo 
    racchiuso intorno al lobo. 
    E parlo di maree silenti
    che neanche coscevo
    con la mia figura
    nello specchio. 
    Libertà e rivalsa.
    Ego e diniego.

  • 12 maggio 2018 alle ore 1:06
    I giorni del sole nero

    Ho avuto freddo
    nei giorni in cui 
    splendeva il sole nero
    che irradiava il tempo
    con raggi di pece. 
    Non ero io quell'io
    ma il sangue mio
    era caldo 
    quando scioglieva
    avvolgendole
    come boa costrittore
    le lame di ghiaccio
    che mi straziavano 
    la carne.
    Si fecero acqua
    a lenire cicatrici 
    e lavare via 
    calcificazioni d'odio. 
    Ad occhi chiusi
    respirai
    e respirai
    e respirai.

  • 30 ottobre 2017 alle ore 18:22
    Mutazione (Muta Azione)

    Negli anni ribelli
    di ritorno dal tuo oblio
    silente scavi.
    Trivella di tenacia
    mutasti la tua rabbia
    in determinazione
    e adesso hai il sole
    e l'obiettivo in faccia.

    (Il target da centrare
    è il te stesso che tu vuoi)

    Non hai bisogno
    di grandi palcoscenici.
    Il mutamento urla silenzioso
    e solo tu udirai quella liberazione
    che cede il passo all'evidenza.

    Decidi!

  • 05 settembre 2017 alle ore 8:53
    Notte di vento

    Parlami
    con voce di fronda
    che sussurra la notte
    all'orecchio
    di persiane chiuse. 
    Si chiudono gli occhi
    sul bacio sfuggente
    di una folata.

  • 05 giugno 2017 alle ore 13:08
    Rottami

    Seduto
    sopra un ceppo di rottami,
    osservo l'onda
    che si rompe sugli indugi,
    deflagrazione di sorrisi
    ad annientare odio 
    e antiche rabbie. 
    E sperpero 
    gli ultimi spiccioli di bile
    in inutili cazzate,
    sgoccioli scampati
    al reato contro un patrimonio
    non più mio.

  • 24 maggio 2017 alle ore 13:24
    L'amore toroidale

    Tutto è vortice
    nelle corrispondenze
    che si nutrono
    di intesa e comprensione.
    Gira su se stesso il sentimento
    tornando dal vertice alla base
    e ricomincia il giro,
    si rinnova
    nell'unica logica evidente
    che tutto l'amore che dai
    indietro ti ritorna.

  • 27 aprile 2017 alle ore 1:05
    Acqua di zenzero

    Leggimi Maga
    nel fondo delle acque
    e dimmi cosa vedi.
    Perso 
    negli influssi degli infusi 
    che profuman di limone,
    naufrago,
    stordito dal narcotico passato,
    anestetizzato.
    Eppure so che tu puoi Maga,
    drenare la mia rabbia
    col tuo antidoto 
    di pizzicore e miele
    cancellando di un botto
    l'antico negativo auspicio...
    Maleficio.

  • 12 aprile 2017 alle ore 17:36
    Che forma hai?

    Vorrei abbracciarti
    ma non ti riconosco,
    non riesco più
    a trovare le tue forme.
    Eppure ti ricordo,
    vestita in nero
    quando mi rubavi il cuore
    e lo nascondevi 
    tra i tuoi solchi,
    prima di mutare
    la tua veste in argento.
    Era il preludio 
    al tuo dissolverti nel nulla.
    Sento ancora la tua voce
    ma ciò che mi rimane 
    è un misero contatto
    sui motori di ricerca.
    Eppure ti amo ancora.

  • 30 gennaio 2017 alle ore 23:23
    Il cubo di Metatron

    Tredici mani di luce
    inventano colori e suoni,
    acquarelli d'anima 
    rotanti 
    nel pentagramma conico.
    Squarciano il buio 
    arpeggiando 
    l'incedere del tempo,
    coprendo la brace dell'odio
    con cenere d'angelo.
    Dal nulla all'equilibrio.

  • 15 gennaio 2017 alle ore 19:59
    Forma e consistenza

    Mi avvolgo
    del calore amoroso
    del tuo tatto,
    contatto innamorato
    tra le mie mani
    e la tua pelle.
    Come un bambino
    che scopre la materia
    travasando l'acqua
    dai bicchieri,
    ti sento in mezzo ai denti
    che dolci stringono
    i tuoi fianchi
    e accarezzandoti,
    allungo le mie mani
    verso i piedi
    strizzando piano i tuoi
    gommini delle dita.

  • 09 novembre 2016 alle ore 22:26
    Disordine d'amore

    Le stanze degli artisti
    hanno occhi 
    per vedere l'invisibile.
    Come fantasmi buoni,
    sono spettri di città
    dominate da montagne
    di libri accatastati 
    e copertine di dischi,
    attraversate da un vento 
    di parole e note
    che muove fogli svolazzanti,
    spartiti finiti ed incompleti. 
    Negli angoli dominati
    da chitarre 
    e pagine di cinema,
    è legato il cielo 
    coi fiocchi delle corde
    fissato a picchetti 
    di bottiglie di birra. 
    Questo disordine d'amore
    ti entra nella pelle 
    e piega i pori al suo volere
    col potere del suo fascino.
    Ti ammala le ossa di passione
    come ascoltare un profumo
    ed annusare un suono.

  • 21 agosto 2016 alle ore 13:35
    Breve immagine

    L'immagine che ho fermato
    è quella del tuo sorriso
    ai bimbi che giocano.
    L'immagine che hai fermato
    è quella del mio sorriso
    mentre ti guardavo.

  • 09 agosto 2016 alle ore 17:28
    Frinire

    Il frinire del sogno
    ti desta,
    t'acquieta,
    fa festa,
    t'inquieta,
    l'orecchio t'allieta,
    ti molesta.

  • 29 luglio 2016 alle ore 8:41
    Una rosa

    Una rosa
    per ammazzare l’orco.
    Non basta certo
    a renderti la luce dentro gli occhi.
    Ma questa, e non l’orrore,
    è l’immagine che avrei voluto per te
    prima di addormentarti.

    Una rosa
    per ripulire l’erba.
    Non basta certo a cancellare tutto
    e a riportarti il sangue nelle vene.
    Ma è la carezza che avrei voluto per te
    prima di addormentarti.

    Una rosa per un dolore in meno.
    Una rosa per ridonarti il seno. 

  • 10 giugno 2016 alle ore 4:34
    Specchiati in me

    Specchiati in me
    quando vedi il tuo male
    e solo porte chiuse.
    Sei luce
    direttamente proporzionale
    al buio che senti.
    Specchiati in me
    quando ti credi sbagliata.
    Ti vedrai nei miei occhi
    perché quello che ho dentro
    è il riflesso di te.

  • 24 aprile 2016 alle ore 9:26
    L'acquaio

    Con le mani immerse
    in acque oniriche
    ti ho sentita smanacciare
    insieme a me
    litigandosi i piatti da lavare.
    Era da tempo
    che nella notte
    non passavi a farmi visita.
    Mi mancavi.
    A mani nude
    ho sbattuto nel coccio di un ricordo
    e la ferita ha ripreso a sanguinare.
    Quando ho tolto il tappo
    il sogno è defluito
    ed ha lasciato il posto
    ad una lacrima.