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Poesie di Claudio Valerio Gaetani

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  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:27
    Verbo

    Ho lasciato ogni ricordo
    in un silenzio inerte
    seppellendo ogni momento
    con una lagrima
    rubata al vento.

    Ho abdicato ad ogni carezza
    nascosta tra le dita
    sentendo la stanchezza
    destata dal freddo
    che ferisce nel più intimo.

    Vorrei non portarti
    adesso nella pelle
    e non chiudere
    mai gli occhi
    per non sognarti dopo,

    e dopo…
    vorrei ancora,
    liberare le mie labbra
    dai lacci stretti
    della tua dolcezza.

    Per non avverti
    in mente… consiglierò
    al cuore ardente
    di rimanere assente,

    e alle parole…

    Dimenticare il verbo
    che in ogni etereo
    spazio si trasforma
    e assomiglia al tuo nome.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:25
    Parole

    Siamo due sorgenti pure
    di cristalline acque
    che per il tempo assente
    corrono serene,
    due sorgenti unite
    in un solo sentiero,
    tra il pianto e il bacio
    di un amore perso,
    due labbra colme di sogni
    che nascondono l’umido
    calice della vita,
    due anime perse
    per le sue storie,
    sogni nell’aria,
    sogni di nebbia.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:25
    Ode

    Le parole giungono
    passeggere di fatui ricordi
    descrivono mestizia,
    rotte senza sentiero
    che portano all’oblio,
    forgiano illusioni
    tracciando il destino,
    ed in un piccolo istante
    si trasformano in ode.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:24
    Notturno

    Svegliami da questo sogno eterno…
    il nirvana non è dentro di me,
    perché non c’è un me,
    il tempo per ora non esiste,
    perché non esisto.
    Non voglio chiudere le palpebre,
    perché non so rimanere sveglio.
    Alza le mani, sfiora le mie labbra,
    che non sono,
    chiudi gli occhi e sognami,
    perché solo sono
    il sogno che tu sogni...

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:24
    Sogno…

    Dovrei avere l’anima nelle mani
    per conservarla sul tuo seno,
    convertendo questa angoscia
    che opprime il mio petto;
    in un influsso di morfemi
    che formino un vocabolo
    e gridare il tuo nome
    con tutte le mie forze.

    Magari così,
    sorprenderebbe
    il silenzio circondante.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:23
    Solitudine

    Non andartene amore
    dalla mia presenza,
    che le labbra sono rimaste mute
    aspettando le tue parole,
    e nei tuoi occhi cristallini ho visto
    riflettersi il mio sguardo;
    perché sento nel mio petto
    il calore delle tue nostalgie
    e nell’anima
    l’amore delle carezze occulte.

    Non andartene amore
    dalla mia speranza,
    che nei sogni ti ho visto
    sfiorare con le mani la mia figura
    e ho sentito il tocco delle tue dita
    posarsi all’equinozio della mia essenza.

    Ti sei messo a tessere le mattinate
    con aghi fatti da baci segreti,
    ed hai modellato l’argilla grigia
    della mia esistenza
    con sguardi tenui e discreti.

    Non andartene amore
    dalla mia nostalgia,
    ho vincolato la luce del tuo sguardo
    per illuminare la mia oscurità,
    e ho bevuto in sogno
    dal nettare delle tue labbra
    per placare la sete della distanza;
    il freddo della assenza trafigge
    la mia pelle ogni mattina
    e cerco nella memoria il calore
    del tuo ricordo.

    Non andartene amore…
    per la tua assenza
    sorgerà dall’iride una lacrima
    e correrà serena sul mio viso per
    rendere tributo al tuo rimpianto.
    Ascolterai il vento
    mormorare il tuo nome,
    e sentirai nell’anima la tristezza
    della mia voce che ti reclama.…

    Non andartene amore
    dalla mia solitudine.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:22
    Amore mio...

    Non sarò mai in grado di descrivere cosa sento,
    ancor di meno di sottrarmi al suo dominio,
    la vita nella sua valanga mi trascina,
    sì, mi trascina come quel piccolo fiore d’azalea,
    e l’universo intero sembra scomparire lentamente,
    attraversando le mie voglie di sottili istanti,
    trascina e strappa le radici della mia stessa esistenza ed io combatto,
    combatto arduamente,
    inutilmente,
    profondamente presente,
    mi dimeno e mordo i lacci
    che ad ogni morso diventano più grandi,
    incomprensibilmente grandi,
    e sento il vento,
    e la notte sfuggire al mio dominio,
    la vita trasformarsi e crescere,
    l’odio sottomesso e assente,
    presente solo il tempo degli adii
    e dei ricordi lontani,
    ancora strisciano le mie parole,
    fuggono,
    scappano e dicono quel che non ho mai più detto,
    che ho nascosto,
    quello per cui credevo la mia esistenza fosse mai comparsa,
    giustificazione inutile,
    mordace illusione di monello in panne,
    audace trovata.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:18
    Non lo sapevo...

    Non lo sapevo...
    che i miei versi avessero un destino...
    Ho creduto a lungo che fossero soltanto
    frutto di una nostalgia profonda...
    ed ora...
    ti ritrovo in ogni singola parola,
    in ogni singolo sospiro...
    Fino a questo istante non lo sapevo...
    Non sapevo...
    che tutto questo amore avesse proprietario,
    ed ora...
    sento qual si fossi da sempre stata qui.
    Non lo sapevo...
    che ogni lacrima versata fosse tua
    e ora...
    so’ di certo che era frutto
    del dolore intenso dell’attesa.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:15
    Ovunque...

    Ovunque...
    io sia, in questo universo...
    Ci sarà la mia solitudine ad aspetare il tuo...
    Infinito desiderio di amarmi...
    Ovunque
    io vada, in questo universo...
    ti porterò nel cuore,
    così vedrò la vita con lo sguardo fiero.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:14
    Se non mi sogni...

    Se non mi sogni...
    l’universo intero sarà la mia casa,
    ed ogni singola cosa ti ricorderà il mio volto,
    ed ogni carezza stranea ti sembrerà
    tristeza piena di desta solitudine.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:13
    Se non ti sento...

    Se non ti sento...
    riempirò il mio cuore del tuo silenzio,
    e lo sopporterò,
    pazientemente ad occhi chiusi,
    resterò in attesa nella stellata notte,
    e pregherò perché il mattino venga,
    per aprire i miei occhi
    e schiarire la mia mente
    con i raggi dorati della tua voce,
    così, che le tue parole si trasformino in canzoni,
    e le tue melodie riempiano di suoni
    le mie foreste oscure.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 20:12
    Quel giorno…

    Era il giorno in cui non ero pronto a riceverti,
    un giorno in cui senza preamboli,
    irrompesti nel mio cuore torpido.

    Era il giorno in cui lasciasti un segno profondo
    sulla mia corazza di ricordi, stupidità e cinismo,
    corrompendo l’anima e scoprendo il cuore.

    Era il giorno in cui non sognavo di sognarti,
    non credevo ci fosse mai esistita la mia musa,
    tantomeno ancor che fosse dolce.

    Era il giorno in cui non vedevo di vederti
    tanto che là stesso... ho chiuso gli occhi...
    e disegnai nella mia fronte la tua sembianza.

    Era il giorno in cui la mia vita meno valeva,
    così poco che non sappi trattenere l’emozione
    di trovarmi di fronte... te, là in carne ed ossa.

    Ed era il giorno in cui avevo deciso di mollare
    di andar via, di nascondermi nel blu profondo,
    non sapevo fosse, il fondo dei tuoi occhi.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 19:57
    Senza parole

    Non è vero... ci sono troppe parole...
    E’ semplicemente strano scoprir di amarti...
    E’ dolcemente amaro questo sapore in bocca...
    Il amore etereo nel profumo del tuo corpo...
    e lo sfiorar nel cuore del tuo sguardo intenso...

    E’ una sorpresa il sogno della tua presenza...
    e sentirmi solo nella tua assenza...
    vorrei andare indietro di qualche eterno istante,
    e fermare il tempo nel nostro primo incontro.

    Vorrei saperti mia fino al mio ultimo respiro...
    vorrei sentirmi tuo fino a che la morte,
    ingelosita marcia, dalla mia gioia eterna,
    non mi porti via dalle tue braccia dolci.

    Non saprei come amarti in un’altra forma,
    mi sembra di farlo così da tutta la vita
    con il cuore oppresso dai miei sogni in veglia
    e le lacrime a fior d’occhio nella tua presenza.

    Vorrei tenerti sempre stretta, stretta,
    e sentire il tuo sguardo scrutare il mio volto,
    e assaporare a lungo, il gusto del tuo amore,
    lo sai? Non saprei amarti in altra forma.

  • 09 febbraio 2011 alle ore 19:55
    Senza titolo

    E quando il tempo cambiera
    il tuo sguardo, ricorda...
    quanto ti amo... perché
    ci saranno di mezzo
    distanze eterne...
    e nostalgie lunge...