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in archivio dal 01 nov 2017

Corrado “HALO” Credentino

25 marzo 1980, Napoli - Italia
Segni particolari: Occhiali da sole perenni in testa.
Mi descrivo così: Odio il gossip, preferisco siano gli altri a descrivermi, nel bene o nel male.
Mi trovi anche su:

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  • 06 novembre alle ore 8:34
    T9

    E restai lì

    A fissare 

    Lo scherno 

    Si, avete capito bene

    Lo scherno
    Stranamente
    Stavolta 
    Non è un errore
    Del completamento
    Automatico

     
  • 05 novembre alle ore 10:06
    Panorama

    Sicuramente 

    è qualcosa

    Che ci fa sentire 

    piccoli piccoli

    che spesso

    Non entra tutto

    Nell’obiettivo

    Per quanto 

    La tua Canon

    Sia costosa

    Figuriamoci 

    In un IPhone

    Gli occhi invece

    Riescono a restituire

    Parte del tutto

    Anni di evoluzione

    E complessi meccanismi 

    Per farti ritrovare 

    A godere del niente 

    Come un ebete

    Perché in fondo 

    Cos’è il panorama?

    È un niente 

    Che si lega a tutto

    Essendo noi parte

    Del tutto

    Ecco perché forse

    Di fronte a un

    Panorama

    Soprattutto quello 

    della propria città

    Una certa Napoli

    Si resta immobili

    Ci si annulla

    E’ omeostasi

    Non puoi fare e dire niente

    È lo zero dell’anima

    È il Windows che si blocca

    Il tasto reset 

    “Ctrl, alt e canc”

    È la soluzione 

    In fondo all’enigmistica

    È la modalità “aereo”

    Il telefono è acceso

    Funziona tutto 

    Ma non funziona

    E’ il punto

    Alla fine del periodo

    E’ come quando finisce 

    Il ragù nel piatto

    ma hai ancora 

    Un pezzetto di pane

    In mano

    E’ come accendere 

    La luce quando è 

    Andata via la corrente

    È come il profumo 

    Quando sei raffreddato

    E poi vai via

    e torni alla vita

    tra microcosmi 

    metri quadri

    e pareti varie

    e speri 

    di tornare

    al più presto 

    a incepparti 

    in uno dei tanti

    punti panoramici 

    Almeno fino a quando

    I tuoi occhi

    Non si posano 

    Su lei

     

     
  • 03 novembre alle ore 21:43
    Palloncini

    Palloncini

    Stimo i palloncini 
    perché sono vuoti 
    Ma restano integri 
    Se riuscissi a mettere 
    la mano dentro 
    Senza che si sgonfiassero 
    Realizzeresti che l'interno 
    E' vuoto 
    Uno spazio protetto da una 
    impercettibile membrana 
    Un fragile guscio 
    Leggermente più resistente 
    Dell'uovo 
    Ma solo perché elastico 
    Assorbe leggere pressioni 
    Facendole spazio dentro di se' 
    Nel vuoto 
    Muta la forma se soggetto 
    A pressioni costanti 
    Che non superino 
    Le resistenze di membrana 
    Bisogna annodarlo alla base 
    Per catturare il vuoto 
    E quando ormai è stremato 
    Di bambine gioie 
    Di spintoni 
    E costanti balzi d'umore 
    Scoppia 
    Seminando il panico 
    Nella festa 
    Quando dentro si è vuoti 
    Quando manca qualcosa all'interno 
    Si può scoppiare
    Spostatevi

    #dentrismi #gliaforismidiHalo
    #palloncino #writing #pensieri #parole

     
  • 03 novembre alle ore 14:47
    Presenza

    La sua presenza
    è più presente 
    di quando all'appello 
    il bimbo
    Con la mano alzata 
    E il ditino 
    che punta il soffitto
    Palesa la sua presenza

    È presente 
    più del modo indicativo 
    Che attesta gli attimi 
    Nei quali le cose accadono 
    anche se 
    nel momento in cui stai proferendo 
    quel momento stesso 
    è già passato

    È presente 
    Nel tempo stesso 
    Che viene scandito 
    Dalle lancette
    E ad ogni secondo 
    Lo spostamento d'aria
    Ha il suo profumo
    Ogni attimo è permeato 
    dalla sua presenza
    Il suo umore è presente
    Come tra gemelli omozigoti
    Percepisci il suo stato d'animo

    Nella mia testa 
    il presente 
    è un continuo 
    e inarrestabile confronto
    Con la sua presenza

    Lotto
    Con la sua presenza
    Eludo
    La sua presenza
    Ignoro
    La sua presenza 
    Ingoio
    La Sua presenza
    Soffro 
    La sua presenza
    Bramo
    La sua presenza
    E tutta questa presenza
    Persiste
    Nell'assenza.

     
  • 02 novembre alle ore 15:35
    All’asta

    Tra tra la bellezza e le rughe
    scelgo te
    che sei come l’arte
    in genere
    Col tempo acquisti valore
    Inestimabile
    il prezzo di partenza?
    turbativa d’asta 
     

     
  • 02 novembre alle ore 15:23
    Il plastico e la plastica

    Io PVC tu POLIURETANO
    Differenziamoci nell’amplesso
    ubriachi di vinile
    maceriamo insieme
    senza etichetta

     
  • 01 novembre alle ore 11:55
    Pensi... Eroso

    Drammatica
    Natura 
    Della parola
    Che unisce 
    Due concetti
    inscindibili
    Sulla via 
    Del ricordo
    Il conflitto
    Porta via
    Con le sue 
    Esplosioni
    Pezzi di mura
    Solide
    Fatte
    Di materiali 
    Pregiati
    Non dovrebbero
    Disgregarsi
    Ma la potenza
    Delle immagini
    Irrompe
    E distrugge
    Sgretola
    L’interno 
    Organico
    Sbriciola 
    Il parenchima
    E questo strano 
    Composto
    Scherzo
    Della grammatica
    Diventa 
    Analisi logica
    Della tua 
    Esistenza

    #dentrismi #gliaforismidiHalo ®

     
  • 01 novembre alle ore 11:48
    Sessanta secondi

    Ancora 
    Una volta
    Le cinque 
    Del mattino
    Senza sveglia
    Il bioritmo
    Gestisce 
    Le palpebre
    E apre
    L’attività 
    Qualcosa 
    Mi turba
    Mi alzo 
    E sul divano
    Di fronte a me
    Guardo 
    Le lancette
    ... Uno... due... tre...
    E penso 
    ... Quattro... cinque...
    Mentre Il tempo 
    Scorre
    Cerco di fare
    A gara per finire
    Il concetto
    ... Nove... dieci...
    Mi restano solo
    Cinquanta 
    Secondi 
    Ma il solo
    pensarlo
    Già li dimezza
    ... Venti... ventuno...
    E perdo ancora
    Il tempo 
    Che non si può 
    Fermare
    ... Ventotto... ventinove...
    Anche se fino
    Ad oggi
    In un certo senso
    Un po’ l’ho fermato
    Un po’ l’ho gettato
    Pensando che
    Ce ne fosse
    Abbastanza
    ... Quarantuno... quarantadue...
    Adesso comprendo
    Guardando quel
    Movimento
    Quanto 
    Ho perso
    Tempo
    Non posso 
    Controllarlo 
    Sta per scadere
    Ancora una volta
    ... Cinquantacinque...
    Ma stavolta
    ... Cinquantasei...
    Ce la farò 
    ... Cinquantasette...
    Muoviti
    ... Cinquantotto...
    Ci sei quasi
    ... Cinquantanove...
    Allunga la mano
    ... Sessanta...
    Per poco 
    Purtroppo 
    Ho perso 
    Al fotofinish
    Ma intanto 
    Le lancette 
    Girano ancora
    Passa un altro 
    Minuto 
    Forse è un segno
    L’inconscio
    Che mi ha destato
    Manda segnali
    Ed io ho sempre 
    Girato di proposito
    Le antenne
    Ma oggi 
    Guardando 
    Le lancette 
    Comprendo
    Che fin quando 
    Girano
    Non è mai troppo
    Tardi
    O no?

     
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  • 01 novembre alle ore 12:13
    Tramorgia

    Come comincia: Ciao! Come stai? 
    È un periodo un po’ particolare, sto ai pensieri forzati!
    Ma forse volevi dire ai lavori forzati?
    No! Volevo solo dire quel che ho detto: Sono ai pensieri forzati!
    Beh! Spiega meglio, se vuoi ti ascolto!
    Allora amico, sai cos’è una tramorgia? 
    Più o meno!
    Ecco! Allora pensa alla mia testa come a un contenitore. Ho appena riversato all’interno di essa anni di pensieri già di per se’ incontenibili, immagina come fosse aperta sopra, mentre un frullatore sversa il preparato mentale. Lo vedi adesso che nella sua discesa perde parti di capelli, di risate, di occhi, di stanze, di profumi, di mare, di sangue, di me? Vedi come sia già difficile il solo impastare e versare nella tramorgia?
    Si! Capisco!
    Ora a questo aggiungi il fatto che questo denso impasto debba scendere giù per questo indegno contenitore, immagina che questa bellezza già di per se esuberante stia traboccando un po’ ovunque, sprecandosi.
    Ho messo nell’impasto tanta di quella roba che ora deve scendere giù, come in una tramorgia, insinuandosi per caduta in quello stretto orifizio che porta allo stomaco, passando per il cuore. Estrudere l’impasto. Il bello è che non so in cosa si trasformerà e se si trasformerà.
    Comprendo.
    Dovrà percorrere i canali, che si stringono a imbuto come i gironi infernali. Deve trasformarsi, essere digerito e poi eliminato anche se sai che non potrà essere eliminato del tutto. Mai! 
    Amico mio ascoltami, nulla si crea e nulla si distrugge, ricorda che nulla è perso per sempre e se saprai concimare ed alimentare la bellezza con gli scarti ritroverai nuova sostanza.
    Forse hai ragione amico, grazie. Intanto per adesso, torno a estrudere.
    Di niente.

    #dentrismi #gliaforismidiHalo