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Autore

Cristina Tarabella

in archivio dal 12 mag 2006

24 marzo 1965, Lucca

segni particolari:
Tralcio di foglie tatuato su braccio e mano destra.

mi descrivo così:
Una che lavora molto. Oltre a gestire la mia cartolibreria insegno latino, greco, italiano, etc. Leggo molto e studio molto.

12 maggio 2006

Per Gemma

Un’ansia ineffabile mi smorza il cammino e allora ti cerco,

Madre,

Amica,

Compagna  del mio viaggio e di mille altri analoghi al mio…

Ognuno ti ha avuta al suo fianco,

così come ti voleva e tu ci sei sempre, per tutti…

Tu che così bene conosci la Morte e ne contrasti la Falce impura,

mi ascolti nel mio delirio di follia, nel mio terrifico urlo di puro terrore…

Mi ascolti e accogli nel tuo cuore, con un sorriso, la mia presenza,

che così spesso ti impongo…

La mia strada è stata interrotta dalla voragine del cancro,

ma c’eri tu ad aspettarmi sul ciglio dell’abisso.

Hai teso la mano e tacitamente hai detto,

“Vieni.

Andiamo insieme.

Non sarà facile, ma camminiamo a fianco;

io sono qui.”

Ho perso mia madre secoli e secoli fa,

in un’altra vita,

in un’altra dimensione…

E il cancro che ha fermato l’incedere di lei,

ha condotto me ad incrociare il mio cammino con il tuo…

Strana e beffarda è la vita!

Tu sei diventata la madre che non ho mai avuto,

perché so che sei un sicuro rifugio al mio terrore e lo accogli,

ma senza inganni…

Non mi hai mai mentito;

potrei ancora morire…

Ma, Gemma!, morire da soli è troppo immondo!

Invece, con te accanto, almeno si ha il tuo amore,

perché io lo sento forte il tuo amore per me, Gemma…

So che alla mia morte piangerai lacrime amare…

Come per tanti altri di noi…

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