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Autore

Danilo Mar

in archivio dal 11 set 2008

08 luglio 1951, Vedroli

24 dicembre 2008

Epilogo

Guardando
nel vuoto dove il tutto è il nulla
affacciato alla finestra della solitudine
vedo il dramma di questa mia vita
da troppi anni ormai prigoniera
del mio male che non mi da tregua
con le mie ossa sempre più fragili
i miei ricordi sempre più labili
coi vuoti di memoria che mi colgono
lasciadomi senza brandelli del passato
con un presente inquieto e impreparato
un futuro che non sarà più realizzato
e sempre più precario ostaggio di chi
beffe si fa di me e gioca con la mia vita
da quel dannato giovedì

stramaledetto
se anche straziandomi ti prenderai
tutto il mio corpo poco me ne cale
ma se capirò che la mia testa vorrai
e con essa poi il mio cervello
quindi la mia intelligenza
privandomi della sola mia richezza
allora butterò questa mia vita e tu
mi seguirai all’inferno e brucerai
con me e riderò io riderò forte
e se cercherai di fuggire al mortale
abbraccio deciderò io della tua sorte
stretto ti terrò con l’ultime mie forze
e creperemo insieme io e te
così capirai quanto grande fu l’errore
di sfidare me

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