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Poesie di Dott. Giuseppe Drago

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  • 15 giugno 2012 alle ore 21:15
    CREPUSCOLO

    A rilento l‘imbrunire
    adombra le case e gli spigoli intensi
    proiettano solchi d’ombre
    alla luce già incupita
    dal volto arcano della notte.
    Nel braccio di cielo s’addensano
    lanose nubi ovattate di brezza
    e paiono convulse
    dall’ultimo splendore.
    Come un palco è l’orizzonte,
    ove le ultime ansie vi si giostrano
    e la materia e lo spirito
    scivolano nel versante
    di mare e di terra
    per incontrare l’arcano futuro.
    Qui il tumulto riposa
    nell’archivio del mondo
    e la mia speranza cessa d’arguire
    prospettive di gioia.

     giuseppe drago

  • 06 gennaio 2006
    Animato sguardo

    Mentre si frange

    il sol tra i tuoi capelli,

    il mio sguardo

    s’immerge

    tra il modular

    di alture e di riseghe,

    e al profumato tuo sorriso,

    s'arresta.

    …poi quando, il tuo amore

    l’inonda,

    il mio naufragar

    s’articola beante,

    mentre tra le tue braccia

    pubescente

    rugge.

     

    Catania 04/01/2006

  • 03 gennaio 2006
    Perché sono

    Non è forse l’ansia

    che tremolar fa il cuore,

    al lieto gioir dei giorni,

    all’inatteso sogno

    o al tramontar del sole;

    avverso i pensieri

    che cristallizzano

    la veduta

    dell’acerba dimensione.

    Non è forse la notte,

    che mi ripugna;

    la sola

    ad essermi compagna

    a condurmi

    nei luoghi sgraditi

    alla mia fantasia.

    Non è forse la natura

    che m’affascina e mi tradisce,

    nella  metamorfosi

    del mio avvento involuto

    nell’irreparabile

    fermar del tempo?

  • 23 dicembre 2005
    Vagheggio

    Scivolar sento l’ore

    come una cascata;

    rupe, son io

    ch’agevolo il pendio

    soggiogato dal tempo

    e dal levigar dell’acqua.

    Privo, l’esule mio cuor

    cerca il vagar

    della vita

    sotto la coltre dell’immenso

    sogno d’una stella,

    tal  che l’evolversi

    non m’è strano

    ed il sentir l’evento

    m’è attesa che consuma.

    Il gorgoglio delle sfere

    mi lavano

    e mi preparano per l’oblio

    e ad aprir lo sguardo

    nell’arco dell’eterno.

    Catania 5/11/05