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Autore

Emilia Filocamo

in archivio dal 18 feb 2011

13 febbraio 1977, Pompei

segni particolari:
Ars longa, vita brevis.

mi descrivo così:
Scrivere è tutta la mia vita. Wolfskin, in uscita nel 2014, è il film tratto dalla mia fantasy novel. Diretto da un giovane regista americano di horror e thriller, è ambientato fra l'Abruzzo e Spoleto ed è il  primo capitolo di una saga di streghe e licantropi. 

31 maggio 2013 alle ore 14:28

Cinque Cento Cinquantaquattro

So già cosa ti diranno storcendo il
naso e portando gli occhi negli angoli
più consoni. Ti diranno che a sud
si pescano raggiri, ad ingegno o
a strascico non importa, ciò che è
certo è che la rete viene sempre su
inverminata. Che il sud è necessaire
di cicale ed afa, che le merlature delle
coste bacano il cervello e che proprio
quella tarlatura è gelida complice di
naufragi dal netto sentire. Ti diranno
che in fondo era prevedibile essendo
io sporca del mio zolfo da vulcano,
che il mio arrossire è stato lesto e
ladruncolo nell'infilare la mano nella
tua tenerezza. Ti diranno che  fremevo
come un tentatore a sonagli sentendoti
arrivare per poi morderti  col mio gusto
scialacquatore, che di questa terra
ho il battesimo, la coda e l'impalcatura
tutta squame, sirena senza emergenza
di cui è fin troppo noto il modus operandi:
chiamo, favorisco l'abboccare fingendo
bisogno o forse sete di asciutta libertà.
Ti diranno che stavo aspettando proprio
te sull'unico ginocchio del mare steso
al sole e sentendoti veleggiare da nord,
ho cominciato a frinire esponendo il mio
amo scintillante.Ma quando ti prenderanno
 dopo il tuo trascorrermi dentro,
ti apriranno piano piano cercando  il
proiettile rimasto conficcato:
scatola nera che registrò il maleficio,
le date e gli  avanzamenti sull'acquisto
della tua carne, incantevole incanto.
Poi ti riaggiusteranno: due mani, forse
quattro. Una colata di buon cementino
di sutura  da un lato all'altro dello
squarcio, falla al contrario da cui
verranno fuori saliva e aceto, ti daranno
una pacca sulla spalla, una frase e la
circostanza per riutilizzarla.
Rimontato il tuo splendido sistema,
butteranno via l'estratto, un budellame
tutto fatto del mio nome : tintinnerà nel
piattino come il dente non abile a rizzare
il capo, sobbollirà violaceo, come l'appendice
infiammata e spenta in tempo.
E ti diranno salvo, in corsia per la riabilitazione,
una convalescenza che saprà più di resurrezione
dalla mia croce intermittente, un faro che,  a capolino
fra le onde della notte, ogni tanto emette voce,
poi silenzio,  e così sbanda il rientro
a chi gli si è  affidato
come al panneggio della Vergine seduta.

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