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Autore

Franco Luceri

in archivio dal 04 lug 2011

16 agosto 1941, Galatina (LE) - Italia

segni particolari:
ex agente di commercio, pensionato, e con tre passioni incurabili: invenzioni da sempre, e giornalismo e aforismi dal 1985.

mi descrivo così:
Non ho mai combattuto nessuno in vita mia, non mi sono mai schierato, ma non lascio ad un solo problema il diritto di sbarrarmi la via.

04 aprile 2012 alle ore 9:08

Il potere non sarà mai più di chi consuma

Intro: Se nelle singole famiglie è giusto che sia colui che produce reddito a stabilire l'entità della spesa settimanale o mensile possibile, come mai a livello di popolo è giusto lasciare agli sperperatori della politica l'insindacabile arbitrio di decidere l'entità della spesa, indebitare lo Stato e ridurre al fallimento milioni di imprenditori? 

Il racconto

Per migliaia di anni il padre padrone è stato colui che ha strappato persino le prede dalla bocca dei leoni per nutrire i suoi figli e la sua famiglia. Ma nel secolo scorso, una cultura femminista che ne evidenziava solo gli aspetti violenti e criminali, occultando quelli positivi del padre padrone, sembrò capace di strappargli il potere. Ma il fuoco ha continuato a covare sotto la cenere.
Nel nuovo ordine mondiale, il potere che si pensava definitivamente acquisito da chi sa spendere ricchezza a danno di chi la produce, (ma solo perchè faceva comodo a politici e burocrati di grande appetito), sta tornando a chi sa produrre, a chi sa strappare prede dalla bocca dei predatori.
Non sarà mai tutto oro quello che luccica, ma al governo del mondo, attraverso il mercato globalizzato, ci stanno pensando gli imprenditori e i banchieri con gli attributi da produttori, mica i politici capaci solo di sperperare. Anche quelli che in Italia urlavano di avercelo duro, ora devono fare i conti con le imprese del nord che falliscono, se la politica non frena la sua invadenza burocratico-tributaria.
I politici hanno smesso di pedalare nel sistema economico, quando hanno tolto agli Stati liberali la funzione (tanto cara ai paesi comunisti) di datori di lavoro e produttori di ricchezza in proprio, ed hanno assunto quella di "caporali": i politici assumono, ma poi sono gli imprenditori a pagare i loro furti e sprechi a piè di lista.
Ed è come se si fossero seduti sul sellino posteriore del potere politico,  lasciando manubrio e pedali agli imprenditori, ma ancora si illudono di essere la "casta" dei potenti.
Nella storia dell’umanità, i politici attuali entreranno come i primi trombati, falliti e disoccupati del potere, perché a questo mondo non si può smettere la funzione pilastro dell’ordine e pace sociale, che è quella di produrre ricchezza per tutti, e poi pretendere di conservare il potere di consumare e sperperare, dando ordini e dichiarando fallito e parassita chi sa produrre, ma non si rassegna a rubare quanto basta per non soccombere alla rapina tributaria, e continuare a finanziare i furti e gli sprechi crescenti del potere pubblico.
Insomma, per quanto la politica possa desiderare di rimanere padre padrone del massimo potere, dando ordini e scudisciate legislative e tributarie a chi sputa il sangue per produrre ricchezza; non avendo più la funzione diretta di assicurare posti di lavoro e reddito a milioni di cittadini, ha praticamente perduto il potere reale.
Cioè il potere politico di ingravidare di profitti la Signora Economia, garantendo la piena occupazione. Oggi gli imprenditori e le imprenditrici che assumono e pagano salari e producono ricchezza per 20 milioni di famiglie, in Italia sono il vero potere e il vero Stato di diritto , e dovrebbero essere loro ad imporre tributi alla politica.
Ecco perché Berlusconi s’è stancato di farsi comandare dal partito trasversale della spesa pubblica, dopo aver comandato e prodotto ricchezza da imprenditore per migliaia di famiglie e per mezzo secolo. Così ha passato la palla ad un governo di tecnici iperconsumatori ed è uscito da Palazzo Chigi.
E se proprio ci tiene a riguadagnarsi tutto il suo vecchio prestigio e potere reale, ritorni imprenditore ad Arcore, perchè per la scienza delle chiacchere della politica italiana, gli imprenditori sono sprecati.

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