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in archivio dal 02 mag 2015

Giovanni Limoli

07 maggio 1948, Catania - Italia
Segni particolari: Ho scritto oltre 350 poesie e "Lacrime dal Cielo" è il mio primo libro: una raccolta di 238 poesie composte con malinconia e tristezza.
Mi descrivo così: La mia autobiografia dal titolo "Ero un Bambino nascosto nell'Anima" narra le strazianti vicissitudini subite da me medesimo sin dalla nascita.
 

elementi per pagina
  • 18 giugno alle ore 18:49
    Le donne

    Le Donne vengono da un mondo misterioso
    vivono per dare la vita ma ancor prima
    che se ne andranno verranno dimenticate.

    Un giorno una donna rimase del tutto sola, eppure aveva partorito,
    aveva messo al mondo figli e figlie che a loro volta avevano fatto
    nascere altri figli. Ma col tempo nessuno di loro si prese cura di lei,
    la vecchiaia l'aggredi', le rughe la resero piu' bella ma i dolori alle ossa
    le tolsero la forza, d'un tratto non riusci' piu' a camminare e non riusci'
    piu' a stare in piedi, d'un tratto osservo' il letto ed ebbe paura,
    un giorno udi' un rumore fuori dalla porta, qualcuno forse impietosito
    aveva lasciato una carrozzina, nemmeno un biglietto nemmeno una parola, la Donna volse lo sguardo al letto e gli sorrise, puli' la sedia e la provo', aveva ancora un po' di forza nelle mani e guardo' in fondo alla strada, non era facile percorrerla ma si fece forza, le mani sulle ruote della carrozzina, spinta dopo spinta respiro dopo respiro e con un sospiro e uno sguardo al Cielo finalmente percorse la strada, adesso era sulla sabbia bagnata dalle onde del mare, stressata dall'immane fatica ugualmente si alzo', le onde bagnarono i suoi piedi, Lei si piegò ad accarezzarle e disse: Care onde vi prego Voi che siete libere di poter arrivare ovunque, vi prego raggiungete i miei figli che vivono lontano e bagnate i loro piedi, solo cosi' loro avranno ancora le mie carezze e si ricorderanno di me.

     
  • 18 giugno alle ore 18:43
    Occhi verdi nel mio cuore

    I suoi occhi vedevano soltanto i miei, sempre immersi dentro di lei. Un giorno appena sorto mi ridestai da un sonno profondo e credetti di impazzire perche' avevo sognato di non avere piu' alcun futuro o avvenire, mi guardai intorno a cercare il suo sguardo da quegli Occhi sempre Verdi, inutilmente vagai per la casa, sparito persino il suo profumo sempre presente nell'aria che mi dava la vita in una gioia infinita, inutilmente la cercai per le strade e forse per mare e per monti. Non la vidi piu' accanto a me, eppure piu' volte i mei passi incrociarono il suo cammino ormai sconvolto da un destino o da qualcosa che per lei aveva deciso ogni cosa, non ho mai capito perche' il suo sguardo chiuse d'un tratto le sue palpebre sul nostro grande amore, eppure accadde e a me ancora oggi non rimane altro che attendere la notte per poterle parlare e vedere quella luce eternamente verde.
    La nostra mente e' un mistero e accade che decide di ferire il nostro cuore e tormentare la nostra Anima, magari rubando tutte quelle cose a cui tenevamo tanto con vero Amore.

     
  • 18 giugno alle ore 18:24
    D'un tratto

    D'un tratto
    cambio’ tutto
    mi svegliai
    diverso,
    strana ogni cosa
    da quell’ultima volta 
    che mi addormentai, 
    prima buio
    poi luce soffusa
    come nebbia
    confusa,
    mi toccavo
    non sentivo
    ma guardavo
    il mio viso riflesso
    in uno specchio 
    del passato,
    ero io
    e i peli della barba
    iniziavano
    ad essere assenti,
    attesi un giorno
    e un altro giorno 
    ma la barba
    non crebbe piu’,
    il mio viso reso
    liscio forse 
    da quella nebbia,
    il mio viso come cera,
    mi guardai intorno 
    e mi chiesi dove
    mi trovavo 
    poi vidi altri volti
    e vidi fiori
    e udii pianti 
    e lessi nomi
    su pietre invecchiate,
    croci rotte 
    candele spente 
    abbandonate,
    intorno a me
    aria di pianto
    ogni giorno 
    e Pace infinita
    ogni notte.

     
  • 18 giugno alle ore 18:21
    Aria gelida

    Alberi dai rami rinsecchiti, di notte fantasmi e di giorno ritrovo per uccelli infreddoliti.
    Mi sveglio in una notte profonda e avverto come una presenza d'oltretomba,
    in casa solo io con la mia eterna solitudine, guardo dalla finestra per capire cosa accade
    in quel silenzio intenso e mentre la nebbia avvolge e nasconde ogni cosa,
    quell'inquietante silenzio fa apparire il tutto in un niente mentre avvolge e incanta i pensieri della mia mente. non un fruscio o un piccolo rumore mentre ho tristezza anche nel cuore, labili sprazzi di luce ancora accesi come un faro in lontananza in un bagliore di speranza, nel silenzio tutto ruota intorno a me seppur non vedo nulla se non il chiarore della nebbia che mi avvolge e mi circonda, poi d'un tratto come per magia la nebbia si dirada come in una poesia. Fantasmi di alberi rinsecchiti appaiono da un mondo sconosciuto e io che mi sento un po' sperduto guardo i gabbiani che si rincorrono e si riposano sul dorso di una chiesa antica e sconsacrata da quando la Sua Luce l'ha lasciata.
    I gabbiani in un linguaggio silenzioso, tutti in fila ad aspettare mentre un bianco nevicare porta una soffice carezza nei battiti del mio cuore che non vuol piu' aspettare.
    Ali che spariscono e ali che riappaiono, e io alzo gli occhi e vedo che son tutti li a svolazzare fra i bianchi fiocchi.
    La neve cade e imbianca ogni cosa, i miei occhi ne gioiscono e la mia anima riposa, mentre torno indietro con la mente per poter ricordar qualcosa, poi riapro gli occhi e vedo ancora una pioggia di bianchi fiocchi che volano e si rincorrono come stormi di uccelli risorti, grandiosita' della natura a volte amara ma di certo pura, come questo miracolo di neve che da gioia alla mia vita a volte un po' amara e a volte un po' svanita.

     
  • 18 giugno alle ore 18:11
    Vai oltre

    Il nostro Amore è tanto forte
    che a volte non ci credo,
    mi pensi di giorno
    e mi sogni di notte
    e a volte accade che mi stringi
    e mi tocchi,
    mi accarezzi e mi baci
    e a volte
    a volte accade che vai oltre
    vai oltre
    e io tremo
    per quel che fai
    e nel mentre tu lo fai
    vai oltre
    vai oltre
    e a me sembra di volare
    e nel mentre il sogno vuol
    continuare
    Tu vai oltre, vai oltre.

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 22:19
    UOMINI E DONNE IN UN MONDO CHE BRUCIA

    UOMINI E DONNE IN UN MONDO CHE BRUCIA
    Cerchiamo e cerchiamo attentamente e magari nel sogno e nella mente troviamo quel che ci da' godimento veramente. L'amore e il bene sembrano essere ormai un miscuglio di sensazioni piccanti e sembra che li cerchiamo e li adoperiamo per un solo fine...godere, godere e ancora godere. Il modo di vivere di noi esseri umani e' da tempo una fogna. Viviamo tutti all'interno di un labirinto colmo di illusioni purulenti dove ognuno di noi crede di aver trovato la propria ragione di vita, girovaghiamo inutilmente senza una meta con una gioia nel cuore che non e' mai un ioamore. non troveremo mai la giusta via e uno dopo l'altro ci perderemo tutti in un orizzonte privo di luce e senza speranza ne salvezza, e sara' solo il demonio a festeggiare e a far festa.
    GIANNILIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 22:12
    TESORO MIO

    TESORO MIO
    mio dolcissimo sogno, io non so ancora se in te sto trovando un sentimento vero. la mia Anima e' un mistero che non vuol soffrire e pur di non morire rifiuta di credere e di capire perche' lei prima di innamorarsi vuol sapere se sei soltanto un sogno. cerca la mia Anima Tesoro mio, cercala e fallo con la certezza del tuo cuore, convincila con il tuo dolcissimo sorriso, non abbassare gli occhi perche' lei legge dentro di te. parla con lei, convincila di quel che provi e di quel che vuoi. e se lei ti credera',non aver dubbi perche' il mio amore per te ci sara'.
    GIANNILIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 22:11
    FILOSOFIA E MERITO

    FILOSOFIA E MERITO
    vorrei potermi rivolgere a Te mia Dolce Sabrina con un saluto colmo di frasi filosofiche, ma non riesco a farlo in quanto dovrei copiarle ed io pronuncio soltanto le parole che ho nel cuore. La filosofia unica a se stessa, suona quasi come un sentimento, ma distingue e allontana le persone, mettendole spesso in una condizione minore, uccidendo in loro la vera espressione di semplici parole, di un "amore" o di una umile amicizia. Daltronde la Filosofia esiste da sempre in quanto instaurata e forgiata dai Grandi di un passato remoto e ancora di un passato "recente". Personalmente mi e' impossibile decifrare espressioni di alte Menti, e lo stesso modo in cui vengono tramandate le domande o le risposte, mi inducono a pensare che e' proprio un'altra lingua, un modo di parlare unico a se stesso, un modo con il quale i grandi Filosofi usavano esprimere le loro qualita' intellettive.

    Valica la tua paura e tornerai ad essere certa,
    Valica il confine del tuo passato e sciogliti nel presente,
    sii decisa nel cercare ma non pretendere la Luna,
    il tempo sfuma sempre piu' veloce. Allunga le braccia,
    offri le tue mani aperte, afferra quanto piu' puoi e continua
    a vivere con la gioia nel cuore. Ma ricorda e non dimenticare:
    non sono le grandi parole a dare senso e sentimento,
    ma l'espressione umile degli occhi, soltanto in essi troverai
    la risposta che cerchi, trova quelli giusti e se ti accontenti
    di semplici parole, avrai trovato l'amore.
    Altrimenti dovrai accontentarti di un libro.
    GIANNI LIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 22:09
    FOLLIE

    FOLLIE
    (AL PICCOLO LORIS)
    incessanti follie negli amori che non vivono in questa vita che non ha piu' senso. menti logorate e del tutto impazzite che agiscono con follia e finiscono in agonia. madri amorevoli per i figli sempre onnipresenti, ma accade d'un tratto che le loro menti si spengono e i loro cuori si infrangono mentre le loro mani colpiscono e i loro beni periscono. bambini che soccombono malmenati e violentati e di certo nella loro innocenza derubati e ingannati. bambini svaniti in questo mondo corrotto e impazzito dove forse l'amore non e' mai esistito. 
    GIANNILIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 22:07
    DOVE SEI

    DOVE SEI
    sono qui ad attendere un tuo cenno e un po' mi batte il cuore.
    Hai detto che non lo ami, e magari  lui ti stringera' e da me non verrai di certo.
    Guardo il tuo viso, le tue labbra, i tuoi occhi che esprimono un dolcissimo sguardo. Sento il tuo respiro e mi accosto al tuo viso. Mi inebrio di te,
    mi sento un po' ladro, una carezza sul tuo viso, le mie labbra ti sfiorano,
    sento il tuo tremore e mentre ti bacio tutta vorrei poter gridare che sei il mio amore. le parole si zittiscono, le nostre mani si intrecciano e i nostri corpi si uniscono. ti muovi dolcissimamente forte e mentre le tue mani stringono le mie,
    ti inarchi su te stessa e io sono dentro di te. i nostri corpi si uniscono
    E un fremito ti prende...gridi e gioisci e mentre godi quasi impazzisci
    ma il mio e' solo un sogno e forse tu non ci sei piu'.
    GIANNI LIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 22:05
    PENSIERI CHE VANNO E CHE VENGONO

    "PENSIERI CHE VANNO E CHE VENGONO"
    Penso alla gente, quella stessa gente che ho allontanato e che ho tanto amato, penso al mio cuore che seppur forte si e' indebolito ma non ha ceduto, penso alla mia luce che non ricorda piu' le cose importanti ma continua a dar credito alle cose piu' insignificanti, penso alla mia anima che chiede perdono perche' non ha avuto pieta' di chi l'ha tanto ferita e penso ai miei passi ancora smarriti e persi perche' non hanno saputo fermarsi. penso al mio sguardo fisso nell'Universo che guarda e osserva con una luce soffusa un dono e una speranza ormai confusa. penso alle donne, meraviglioso dono di un Dio Onnipotente e penso ai bambini e al loro futuro ormai spento perche' non diverranno mai grandi. penso alla natura, agli alberi e alle montagne, ai fiumi e ai laghi e al mare, penso agli animali e ai bambini e agli anziani...penso alle nuvole ormai vuote e spente perché prive di luce e non piu' chiare che ci osservano e soffrono e continuano a piangere lacrime amare. penso a questo mondo ormai pronto per il suo ultimo viaggio e il suo ultimo respiro, penso alla vita che se ne va', a volte con amore e con dolcezza ma senza alcuna pieta'...
    GIANNILIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 21:51
    LA VITA

    La vita e' un dono bellissimo, ma le delusioni distruggono e arrugginiscono e la ruggine non si ferma ma si espande e prende anche i pensieri piu' puliti rendendoli aridi e informi...le delusioni, sempre in agguato e pronte ad aggredirti, bastonarti e ferirti, e magari la colpa e' tua perche' non sei piaciuto...o perche' non sei nessuno...perche' soltanto loro possono dire quel che vogliono...
    GIANNI LIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 21:46
    CHI SIAMO

    CHI SIAMO,
    LA VITA E LA MORTE ACCOMUNANO IL PERCORSO DI QUESTA NOSTRA MISTERIOSA ESISTENZA, NON SAPPIAMO DA DOVE VENIAMO E NON SAPPIAMO DOVE ANDREMO MA DI CERTO CI SIAMO PER IL VOLERE DI UN DIO SUPREMO CHE CI HA PORTATO QUI PER CAPIRE COSA AVREMMO FATTO DI NOI STESSI E DEI NOSTRI SIMILI, IMPOSSIBILE COMPRENDERE IL SUO OPERATO, DI CERTO EGLI IN QUESTO NON CI HA GIOCATO MA CI HA CREDUTO E SPERATO, FORSE ALL'INIZIO IL SUO VOLEVA ESSERE UN PERIODO DI PROVA, CAPIRE DOVE SAREMMO POTUTI ARRIVARE CON IL NOSTRO MODO DI RAGIONARE, COSI' SI SUSSEGUIRONO GLI ANNI E I SECOLI E LUI SEMPRE A GUARDARE IL NOSTRO OPERATO CHE CON LO SCORRERE DEL TEMPO LO AVEVANO FATTO RICREDERE SU QUEL CHE LUI AVEVA SPERATO, INTANTO NOI MISERI ESSERI SIAMO ANCORA QUI FRA GLI SPAZI DI QUESTA NOSTRA MADRE TERRA CHE CI CONTINUA A PARTORIRE SPERANDO FORSE CHE IL TEMPO CI FACCIA RINSAVIRE...FORSE UN GIORNO LONTANO ACCADRA', QUANDO LA PARTE MARCIA DEL NOSTRO CERVELLO AVRA' SMESSO DI SPADRONEGGIARE SULLA NOSTRA ANIMA...FORSE QUANDO QUESTO ACCADRA' LA STESSA TERRA TIRERA' UN SOSPIRO DI SOLLIEVO PERCHE' SARA' SALVA DA QUESTA RINNEGATA UMANITA'...
    GIANNI LIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 16:11
    IO E TE

    IO E TE
    Mia cara poesia voglio dirti che da quando il mio cuore ha incontrato le tue parole e' sempre in festa ed e' gioioso come un bambino accanto ai suoi giocattoli...la mia vita ha ripreso a vivere e ad amare e la mia anima non e' piu' sola e ha ripreso a sperare...Mio caro poeta scrivi sempre con il cuore e fallo sempre con amore, io ti saro' sempre accanto e ti suggeriro' le mie parole. Io e te, noi due soli a percorrere le strade della tristezza e della malinconia fino a quando i nostri pensieri si trasformeranno in desideri e andranno lassu' per incontrarsi con Dio e con tutti gli Angeli veri.
    GIANNI LIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 16:09
    CATANIA CATANIA MIA

    CATANIA CATANIA MIA
    iu' ti sentu 'ndi' lu me cori di quannu nascii poviru a Sciara Curia. parru di 'ntempu ommai luntanu quannu non c'era mancu l'acqua pi lavarimi li manu, lu fangu era sempri 'nda' li potti e la genti macari ca non mangiava non faceva mai cosi stotti. 'nda' li casi ciauru di cannili addumati di ionnu e di notti e quannu si dummeva si faceva l'amuri sinceru e pulitu cu lu cori ca tuppuliava fotti fotti, poi quannu spiddeva la notti lu ionnu spalancava li finestri e li potti e c'era sempri la gintuzza ca arrirennu diceva sempri bongionnu signuruzza comu a passau stanotti. paroli duci sinceri e ginuini cu 'nsalutu sempri 'nda' locchi e 'nda' li manu e cu na palora duci ca sunava sempri chianu chianu. ma parru di 'ntempu luntanu quannu a gintuzza non sapeva mancu chi era na casa cco secunnu pianu e campava sempri a mmenzu all'acqua e cu lu fangu 'nda' li robi e 'nda' li manu. ma iu' non parru di oggi, parru d'aeri quannu li pinseri erunu saggi e sinceri e mai pi fari dannu. oggi lu munnu e' pessu e tutta la genti arrobba o non fa nenti e agghionna e scura e' sempri cu lu vili pinseri 'ndi' la menti.
    GIANNILIMOLI

     
  • 28 novembre 2015 alle ore 16:05
    CERCAMI

    LACRIME DAL CIELO, POESIE DI GIANNI LIMOLI

    CERCAMI
    Quando avrai fugato ogni tuo dubbio.
    Quando il tuo sguardo si sarà unito al mio.
    Quando il tuo cuore busserà forte nel
    pronunciare il mio nome.
    Quando tutto questo accadrà,
    di certo sarà giunto il momento di 
    venire da me.
    Entra senza bussare,
    la mia Anima riconoscerà i tuoi passi
    e il tuo sguardo
    e le tue parole
    e le tue carezze
    e tutto il Bene che
    tu provi per me.
    GIANNI LIMOLI

     
  • 02 maggio 2015 alle ore 18:22
    Luce infinita

    Guardo il cielo stellato in una sera buia ma colma di Luce Infinita, rimango incantato ad  osservare le stelle che non sono mai uguali ma che brillano tutte della stessa luce, quella più lucente e' la mia scelta da te per rendermi tuo, poi c'e' ne un'altra poco piu' in alto a destra e quasi di fronte alla mia...e' la tua, brillante più che mai e io seppur in un mondo diverso ho un nodo in gola perche' ti guardo e ti guardo ancora mio dolce amore, vorrei poter piangere di gioia ma qui il caldo dell'amore non esiste e le mie lacrime scendono ma non si vedono...fa freddo ma la tua luce mi riscalda e la mia ti da amore, tanto amore, e con il mio respiro l'aria fredda della notte si fa piu' calda...mi piace la notte, mi avvolge, misteriosa , complice, odorosa, qui siamo insieme, soli ma con milioni di occhi che ci guardano e osservano quel che facciamo, ma qui le stelle non sono pettegole e non parlano, anzi guardano e gioiscono. Quanti profumi in questo buio eterno...il profumo dell'erba bagnata dalla brina, i profumi dei fiori che respirano, Il profumo della zagara, della ginestra e tutti che inebriano i pensieri fin dentro l'anima. Dalla Terra ormai lontana si ode il canto degli uccelli notturni, il cuculo,  il gufetto, e tanti altri uccelli che cantano in coro mentre ci guardano da lontano. Come sei bella notte mia, io ti ho sempre amato sia quando vivevo in Terra e adesso ancor di piu' che mi trovo in questo Creato, tu inviti all'amore e avvolgi gli amanti in uno spettacolare abbraccio. Notte portami il mio amore ti prego per un solo attimo fa che Lei possa guardare qui insieme a me quella stellina che brilla lassu', fa che con la leggerezza di una piuma io possa scrivere li in alto nel cielo stellato il suo nome, amore mio è il suo nome. Amore mio immenso.

     
  • 02 maggio 2015 alle ore 18:11
    Gli occhi lo specchio dell'anima

    I MIEI OCCHI, FISSI NELLO SPECCHIO ALLA RICERCA DI UNA VERITA' CHE NON SAPRO' MAI, UGUALMENTE MI SOFFERMO NELLO SGUARDO E COMPRENDO DI ESSERE ANCORA ALLA RICERCA DI QUALCOSA CHE FUGGE VIA DA ME. I MIEI SFORZI SONO VANI, LE MIE MANI RESE FRAGILI DA UN TEMPO RIMASTO FERMO NEL PASSATO, IL MIO AMORE ASSOPITO IN UN CUORE QUASI SPENTO E DI CERTO FERITO E MOLTO
    INDEBOLITO.

     
  • 02 maggio 2015 alle ore 18:03
    Fuori dalla mente

    La caoticita' di questa nostra vita imperfetta ci obbliga ad uccidere seppur senza volerlo fare, eppure accade che per colpa della mente affollata da pensieri deleteri e spesso insulsi si commettono inconsapevoli omicidi che molto spesso trascinano in suicidi i pensieri della mente, questa nostra mente affolata da mille e mille cose e che molto spesso sono niente. L'aberrante confusione che ogni giorno vive in noi sconvolge il nostro Essere e ci fa ripiombare all'inizio della formazione dell'essere umano quando ancora nessuno gioiva o si prendeva per mano e quando si viveva per istinto e privi d'amore e di sguardi e di attenzione...questa assurda caoticita' di questa mostruosa tecnologia sta uccidendo ogni cosa e sembra che nessuno ormai abbia pace o riposa. Le macchine, gli aerei, le navi, le armi e miliardi di giochi di morte che insegnano tutto fuorche' l'amore per la vita, e tutto questo per rendere ogni cosa piu' facile, ma spesso, molto spesso piu' facile anche a morire. il nostro cervello e' saturo di pensieri e di impegni quotidiani e dentro la nostra mente avviene una lite continua al fine di crearsi un po' di spazio per formulare e capire e qualche volta per riuscire a  fuggire, cosi' accade che ci si dimentica di un qualcosa che a volte non ha senso perche' privo di importanza...un accendino, il telefono o le chiavi di casa o il ricordo di un qualcosa, cosi' quando entriamo in confusione non ci rendiamo conto che e' proprio la morte a prendersi gioco di noi, quasi a volerci dire che abbiamo cercato di fare e strafare e che e' giunto il momento di pagare, e lei d'un tratto ci presenta il conto fatto di lacrime amare e di pensieri che la nostra mente non potra' piu' dimenticare e questo perche' ci siamo resi colpevoli di tutto e amorevoli di niente, come rubare il respiro ad un figlio troppo piccolo e indifeso che soccombe perche' privo d'attenzione e di vero amore...

     
  • 02 maggio 2015 alle ore 17:53
    Oltre l'orizzonte io vivrò ancora

    LACRIME DAL CIELO POESIE DI GIANNILIMOLI

    Vorrei vivere un'altra vita per dare quel che non ho mai dato. Corro da quando sono nato e mi accorgo di rimanere sempre fermo nello stesso posto e di non aver visto nulla se non strade e palazzi, mari e monti, macchine e aerei, sempre le stesse cose e sempre non lontane da me. Il tempo dannatamente veloce mi ha tolto con forza la vita e soltanto adesso mi accorgo di non aver visto nulla...il resto del mondo e' fuori dall'orizzonte e io per pigrizia non sono andato mai oltre il limite dei miei pensieri e dei miei desideri, forse per stupidita' o per ipocrisia e stoltezza. Il mondo pullula di gente che vive e di gente che muore, di gente felice e di gente che soffre, di gente che va' e di gente che viene e io sempre fermo nello stesso posto senza capire ne vedere quel che accade oltre l'orizzonte. Un giorno non lontano vorrei poter dare qualcosa di me a chi e' venuto al mondo per vivere e non puo' farlo perche' destinato a morire ancor prima di gioire...avrei potuto dare a chi non ha e non l'ho fatto per colpa di una perenne assente volonta'...avrei potuto dare un sorriso e una carezza di speranza, avrei potuto dare e fare qualcosa a chi non vive ma soffre e muore in un giorno soltanto...avrei potuto se avessi voluto oltrepassare quell'orizzonte che quasi tocco con la mia mano ma nella mia mente sembra lontano...ora non mi resta che attendere e quando la mia ora sara' giunta, io ci saro' ancora perche' i miei occhi vedranno e le mie mani toccheranno e la mia voce accarezzera' chi chiede soltanto un po' di pieta'...i miei organi daranno la vita e io da qualche parte sorridero' della certezza che per qualcuno non e' ancora finita.

     
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  • 18 giugno alle ore 18:36
    Il mio pianto fra le nuvole

    Come comincia: Oggi è il mio giorno di follia e incredulo come sempre sono qui a volare fra le bianche nuvole riscaldate da un sole generoso ed amico e io come sempre e in ogni luogo scrivo in compagnia della mia malinconia e senza mai un po' di allegria, leggo e rileggo le mie poesie e i miei giorni ormai lontani e un nodo alla gola mi ha ricordato che non sono stati del tutto vani, fantastici ricordi di un mondo ormai  perduto ed io ero li da qualche parte dove qualcuno mi aveva voluto, il ricordo di tanti pianti non mi lascia e non mi da pace, guardo dal finestrino di questo aereo che vola e guardo per distrarre i miei pensieri lontani, sono triste, molto triste, quando d'un tratto fra le nuvole vedo un volto molto amico di un tempo ormai lontano e svanito, non ci crederete ma e' il mio amico Aquilone che mi sorride e mi fa ciao con la mano, io gioisco e gli dico di non andare e di non lasciarmi ancora solo e di accompagnarmi in volo, poi  piano piano lui vola via e col capo chino si volta un'ultima volta, mi sorride e mi fa l'occhiolino...

     
  • 18 giugno alle ore 18:31
    Il mio aquilone

    Come comincia: L'Orfanotrofio di Caltagirone era stato per me un'autentica prigione, e non solo per me ma anche per centinaia di altre anime in pena...fiumi di ferite hanno infierito su noi tutti e nessuno, mai nessuno ne sono certo e' mai riuscito a fuggire dall'eterna ombra di quei brutali e sofferti ricordi che attimo dopo attimo hanno depredato l'innocenza di ognuno di noi...nessuno riusciva a farsi spazio per poter giocare a palla almeno con la testa...cosi' il mio unico e vero gioco era l'illusione che almeno in quei momenti di finta liberta' quasi mi imponeva di alzare lo sguardo al cielo...mi sedevo per terra in compagnia del mio eterno singhiozzare e volgevo lo sguardo in alto proprio alla fine delle alte mura dove intravedevo un fazzoletto di cielo colmo di quella liberta' tanto desiderata...vedevo qualche uccello che molto velocemente attraversava lo spazio di quel tetto del cortile eternamente aperto e sognavo di poter volare come lui per fuggire e andar via lontano per trovare una mamma vera che mi avesse amato e mi avesse preso sempre per mano...soltanto il volo di quei passerotti dava conforto alla mia Anima illudendola che anche lei un giorno sarebbe fuggita via lontano...il mio sguardo era rimasto imprigionato in quello schifoso mondo fatto di tonache nere e di ferite amare, poi come per incanto mi ritrovai in un inferno meno sofferente fatto di tutto ma lo stesso di niente. I preti del collegio di Trecastagni sembravano diversi e meno aggressivi, ma quella mia speranza duro' quanto il battito d'ali di una farfalla...eppure riuscii a sopravvivere e quasi ad apprezzare quel mio nuovo mondo che non mi lasciava dove altro andare...il mio nuovo cortile era tutto aperto e vi era anche una pertica dove poter salire e un gigantesco albero che riusciva a far sognare...a ridosso di un muro un altro piccolo alberello dove ero solito rifugiarmi. Accadde che un giorno vidi un ragazzo intento a tagliare dei fogli di carta velina colorata e qualche canna sottile, mi avvicinai e volli capire cosa stesse facendo...seguii passo passo tutto il suo da fare e rimasi sbigottito quando alla fine mi accorsi che aveva messo insieme tante cose o forse niente ma che avevano una forma e un qualcosa che dava da pensare...era la prima volta che assistevo a qualcosa del genere...quel giorno soffiava un leggerissimo soffio di vento e il freddo intenso gelava le mani e il naso sempre rosso...vidi quel ragazzino che si mise a correre e a girare attorno al cortile e lo fece trascinando quel "coso" che aveva costruito e che aveva preso la forma di un grande uccello, ma io pensai che soltanto gli uccelli potevano volare e d'un tratto i miei occhi si illuminarono di gioia e la mia bocca rimase del tutto aperta...non so' se era lintenso freddo o la gioia di quel momento, ma io piansi per la prima volta con la gioia nel mio cuore...quell'Aquilone era in cielo e volava come gli uccelli ma ancor di piu' perche' superava anche quelli...quell'amico Aquilone era appeso ad un lunghissimo filo e tenuto stretto dalle mani di quel bambino che ne guidava i movimenti sempre attenti e gioiosi e sorridenti...da quel giorno mi scrollai di dosso ogni brutto pensiero e la mia anima prese fiato per la primissima volta, cosi' quando riuscivo ad evitare di cadere in deleterie e assurde punizioni che mi vedevano assente dalla mia ora di liberta' in quel cortile ed intento a scrivere per diecimila volte: "quando mi trovo nell'orario di studio non mi devo distrarre", correvo a prendere tutto quel che mi serviva per poter costruire il mio amico Aquilone. I tentativi si susseguivano uno dietro l'altro e io mi disperavo perche' non riuscivo a farne volare nemmeno uno. Un giorno rimasto impresso nella mia mente e nella mia Anima riuscii a costruire un bellissimo Aquilone tutto fatto con vero amore...quel giorno nelle mie mani avevo tutto il mio passato...le sofferenze e gli eterni pianti e senza mai poter fuggire e persino privato dei miei rimpianti...iniziai a correre attorno a quel cortile con il filo stretto nelle mani e io correvo a piu' non posso con il petto che mi batteva sempre piu' forte...non avevo il coraggio di liberare quel filo piano piano, avevo paura di perdere quella mia liberta' tanto agognata e sofferta...poi d'un tratto mi feci coraggio e il filo comincio' a sgusciare dalle dita...in quell'attimo i miei occhi videro la liberta', quella stessa che avevo tanto sognato...piansi tante lacrime fatte di gioia e di ricordi sommersi e il mio tormentato passato sembrava lontano, tanto lontano...ora ero fermo con quel filo in mano e guardavo il mio amico che dall'alto mi stringeva la mano...finalmente ero felice e lo fui per tutti gli altri anni a venire perche' accanto a me avevo sempre un grande Amico...il mio Aquilone, fatto di colori e di speranze e fatto d'amore...di tanto amore...
    GIANNI LIMOLI
    POETA SCRITTORE