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Autore

Giuseppe Gianpaolo Casarini

in archivio dal 02 lug 2012

25 aprile 1940, Milano - Italia

mi descrivo così:
Vecchio Chimico Industriale Corrosionista Pensionato Interessi per Storia-Arte-Letteratura-Viaggi-Teologia

22 agosto 2016 alle ore 18:39

Vite parallele

Non son solo sbiadite foto sull’album dei ricordi
ma forti vivide figure fisse nei ricordi della mente:
qui  nel suol degli Emirati con il suo falcon amico
davanti all’alta  nave da crociera in sosta  fiero
 alla vista dei turisti s’offre  un figlio del deserto,
nella verde Irlanda eriche in fiore,  non lontano
il mare,  sul  limitar d’una casupola dal muschioso
tetto col suo caprone di bellezza rara al gitante
sorride ed  orgogliosa quello indicar va una vecchia,
gelido Capo Nord nella oscura notte gelida radura,
tundra a punteggiar sparuti muschi e licheni verdi,
un  biondo lappone la tremolante al vento tenda
sua dal riposo al comando ecco  pigramente s’alza
a salutar gli ospiti curiosi  la dolce pigra  renna,
tre bimbe scure beduine  e lì dal vento del deserto
mosse in Tunisia tra come scivolanti dune piccole
volpi a quelle far allegra e  dispettosa compagnia,
tra i canali d’una ridente Delft una piazza un mercato
una cattedrale volta al cielo qui dallo scavato secco
 viso un mendico vecchio dalla  vecchia scura blusa
scuciti e lisi i pantaloni  una scimmietta una cassetta
e  colorati foglietti lì ove scritta sta la  futura sorte
nostra al suon suonante di un organin col musino
vispo  vispi gli  occhi la zampetta a darne uno pronta:
oh quel caro civettuol ridente borgo dei tulipan paese,
 in Giordana infin dei Re la lunga lunga assolata strada
una  sosta ai passegger viaggianti una piazzuola larga:
banchetti monili in mostra e di ricordo cianfrusaglie,
un serpente sibilante dalla scura pelle screziata al collo
di un  berbero statuario dal turbante rosso attorcigliato:
queste tra le tante qui presenti  tra i fogli dei ricordi
vite parlanti parallele vite in simbiosi con  amiche
 vite,  vite vissute  a render  un viver  men tanto crudele,
la miseria e i  morsi della fame,  lì in attesa di uno scatto:
una foto poi un sorriso per quello  spicciolo in regalo.
 

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