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Autore

Iole Troccoli

in archivio dal 18 ott 2006

Firenze

27 novembre 2006

Che neve sia

Che neve sia, di allora e sempre
sugli occhi miei vestiti come un fiume
che già traboccano parole
e un lungo fiato andato senza fretta
a ritrovarmi quella lacrima smarrita
che non sapevo fosse mia, piccina,
di navi residuo senza sale,
pattuglia morbida di ombre giù al giardino
dove s’inganna il verso della sera.

Come una statua muovo il passo perso
tra i giochi derelitti dei miei nani,
i salti in mano a un rivolo di voci che non sono,
le gemme dure ai nodi di fontane
e quello scherzo vecchio dei ciuffi sulla fronte
che coprono un sorriso o di un inceppo a recitarmi
il gesto di un androne smantellato.

Lascio la musica a fiorire sopra le tue spalle
e una cantata magra in stecche pure
a replicarmi nel ritorno
che non c’era
e non è stato
e non è cosa a pattinarmi liscio sulle dita
questo vetriolo secco nelle tasche
come morire anche ai piccioni ed io stonata
che mi conservo ancora, sul margine in levare,
la partitura volata via sulla blunota
spenta sospirosa
mangiata oltre il recinto delle stelle prone
così accadute

lumi, su di me.

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