username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Iole Troccoli

in archivio dal 18 ott 2006

Firenze

24 ottobre 2006

Non è stato che un sogno

Non è stato che un sogno a vergare le ossa,
un dolore piccino che ora muove da solo e rinuncia
come petalo steso sconfitto sul ventre
dal guadagno del sole.

Non avevo nel petto altro che il desiderio
di un gemito sordo, fosse anche malato in ginocchio

o confuso

negligenza di un vivere che si piega al dolore del vento.

Ora nego quegli occhi, davvero li nego, mentre canto
al disordine il luogo dove sosta è smeriglio di onde,
mentre accendo i miei fari noiosi sul carteggio del giorno

e assomiglio a mia madre che parla di piante perenni
che non scendono mai a carezzarle le pene più bionde.

Tu sei stato, e il sogno addolora perché aveva il riflesso smaltato
di chi cerca quell’oro sulle mani vestite
che si accendono ancora a disegnare la sabbia strappata dal mare
e a rotolarmi granelli,

oro mare di parole perdute, oro vento come il punto impreciso
che ti ha visto arrivare, dritto al dolore, dritto al silenzio,
zitto dell’acqua che svelto portavi
e una goccia, una sola,
ma era per me. 

 

Marzo 2006

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento