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Autore

Iole Troccoli

in archivio dal 18 ott 2006

Firenze

28 ottobre 2006

Svestizione d'ingresso (autunno)

Svaligiate le stanze
non è che polvere di limatura rossa
a sconsacrare anche la luna alla sua terra,
a restituire odore sulla caduta delle foglie

- i miei vestiti verdi abitano l’ombra
e un’anta di giornali –

e si ripara il vento
dietro promesse come note
dietro l’impalcatura di un giorno di canzoni.

Sotto la neve ho già dimenticato gli stivali
e tutta quanta la sua voce di brillante
che mi scheggiava dall’inguine alla gola,
che non mi dava aria da sporcare
né un viottolo di rane perse a naufragare un grido.

Mentita e sola, io, seduta nell’occhio del ciclone.

Scoperchiati i mobili
resta l’impronta al dito e un’onda di salmastro già venduta
la porta che non cede prostrata sulla soglia
ad accampare scuse per tutto il suo chiarore,
l’androne sventolato dalla rapina azzurra
di un fermo immagine filtrato sopra il mare

e io che cerco tra il letto e le rovine
un gatto avvolto in solitudini stellari.

Sparite queste case in una danza,
dentro il confine è sabbia
che si solleva e preme
a rivestire, periodica, il bordo di una riva amara.

E brilla, ai pescatori smemorati d’isole,
che vanno.

12 agosto 2006

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