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Poesie di Katia Catalano

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  • 05 ottobre 2011 alle ore 11:14
    Mondo privo

    Sicurezza non trovo,
    certezza non c'è,
    solo leggerezza importa,
    il valore arcano è,
    nessuno ti dona un talismano
    se non deve andar lontano,
    solo vedute di sè,
    che mondo privo di oro
    gioie sintetiche lì,
    non vale provare,
    il tempo di un regalo vano è.

  • 06 luglio 2011 alle ore 10:57
    Piccolezza immane

    Pochezza pare,
    leggerezza  e compostezza tale
    come una voce svolazzante
    colta per incanto
    non invade,
    ma
    idea che pervade,
    così
    non meditare,
    questa  occasione molto vale
    non afferrare è una frivolezza,
    fugge reo
    troppe lune eclissate,
    troppe stelle fissate,
    troppe paure celate,
    tiranno questo
    inganno del tempo,
    un talismano per te elementare,
    non poco conto da pesare,
    è un piccolo segno per ricambiare
    una immane piccolezza che
    per me,
    una gentilezza vela.

  • 23 giugno 2011 alle ore 10:08
    Unico anche per me

    Oh, fiorellino,
    nuova ragione trovi per partir,
    raggio che infrange
    un fresco mattutino,
    fai capolino anche se sei piccolino
    in franchezza,
    non basta il tempo non far svanir
    la tua tenerezza.

    Anche oggi puoi venir,
    il cuore di gioia suol riempir,
    lenir freddezza puoi
    flebile dì,
    lungi da tristezza,
    valore che va apprezzato,
    alimento per i sensi,
    portento vivo che unico è.Unico anche per me

    Oh, fiorellino,
    nuova ragione trovi per partir,
    raggio che infrange
    un fresco mattutino,
    fai capolino anche se sei piccolino
    in franchezza,
    non basta il tempo non far svanir
    la tua tenerezza.

    Anche oggi puoi venir,
    il cuore di gioia suol riempir,
    lenir freddezza puoi
    flebile dì,
    lungi da tristezza,
    valore che va apprezzato,
    alimento per i sensi,
    portento vivo che unico è.

  • 30 aprile 2011 alle ore 10:52
    Di grazia ascendente

    Caso non è,
    il frangente è Maggio
    forte memento è,
    segno degno d’evento,
    da molti deliziato,
    un giorno a lui dedicato,
    senza parole va giubilato,
    da tutti
    Giovanni Paolo II,
    il pio,
    il turpe, il turco,
    sarà esaltato,
    frotte senza polo
    ha trascinato sulla via,
    unione e creazione una firma ha lasciato,
    la Signora ha innalzato
    dalle sue ali protezione ha giovato,
    ora, Maggio
    a voi dedicato e
    questo lume rifulge,
    foriero e vivo
    il tuo ricordo
    di grazia trascendente.

  • 28 febbraio 2011 alle ore 15:07
    Testimone regale

    Prediletto è,
    un gioioso portento viene annunciato,
    foriero di compiacimento, che ha recato
    tutto con sè, tutto è manifestato,
    e pare un progetto incompreso,
    un pegno non degno,
    ma
    un talento atteso è,
    onere di fatica, che nel deserto trova
    rinvigorito, nuova vitalità,
    dopo arriverà sospiro e pace,
    un attimo che ha il tempo dimenticato,
    ed ora, lietamente colmato,
    sembrava un invitato
    e ci trasmetteva un cifrato,
    che era ed è la buona novella,
    quella che egli ha lanciato,
    reale testimone,
    che dal fato è stato chiamato.

  • 25 gennaio 2011 alle ore 10:06
    E…solo desolazione

    Magia e creatività
    con una figura e artificiosità
    il tutto con esemplarità,
    poetar la drammaticità
    fa pensar,
    oggi una metonimia
    Olocausto è,
    per rimembrar patto d’alleanza,
    memento degno
    perenne segno,
    tutto bruciato in verba traslato,
    ma
    genocidio cela
    non desiderati furono oppressi,
    frotte rotte,
    Shoah,
    no non cancellar,
    giusto ravvivar ingegni,
    oggi foriero è,
    tragico evento
    unico nei secoli,
    momento distrutto di lutto,
    tutto amaro frutto
    e
    l’ eco solo desolazione .

  • 25 gennaio 2011 alle ore 10:03
    Lento disarmo

    Dovevamo pur aprire le nostre menti:
    bene di tutti era, gelida intesa, sofferta
    pare, non certo chiara, ambivalente,
    perché sopra tutto aleggiava incerta
    una paura trascinata per tormentose chimere.
    Questa era la nostra scelta cosciente,
    lunga, travagliata attesa, sintesi perfetta,
    melodia di parole, fulmineo incontro,
    ma
    fragile equilibrio, come sensibilità fratta,
    cristalli fusi, staccati per incanto, giorno
    dopo giorno, come in un lento disarmo...

  • 25 gennaio 2011 alle ore 9:58
    …limiti non ha

    Realtà alata,
    una vita realizzata,
    storia di un cammino analizzata,
    da un amore legata,
    linea in te tramandata,
    frena la lancetta per carpire
    non è così,
    parole ha traslato
    era un arido anfratto,
    arte
    un tutto
    florido e colorato
    ricco ora
    bozzetto lasciato,
    solo eletti lo hanno interpretato,
    parole ha alimentato
    disegno questo dato,
    oltre la realtà è andato,
    favella tua limiti non ha.

  • 17 gennaio 2011
    E se fossi…

    ...un silenzio,
    cosa colmerebbe l’assenza?
    Il vento spira,
    scivola come goccia
    nel baratro,
    par non giungere mai
    al fondo: no non voglio,
    non così,
    non un pegno nell’abisso,
    ma
    vorrei tracciare
    una saetta nelpassato,
    volare per istante
    come un insetto
    lì, sempre intorno al muto aere.
    Vibra l’arpa,
    ha le corde del cuore,
    ma
    cosa intercetta il tuo animo?

  • 22 dicembre 2010
    Sostanza evasiva

    Passo detto ormai,
    era voce meditata la tua,
    ma cosa sei ora?
    Quello nei progetti?
    No, non puoi,
    nubi esser rischi del sereno possono,
    le ferite non passano.
    Tutto è come acqua,
    per te tutto scorre,
    non hai provato?
    No, pare vano
    Era reo quel tempo,
    tono sempre pacato,
    non ti soffermavi
    importante non il mostrare,
    ma ora,
    scelte avverse
    non siamo unisono,
    ma
    cosa importa
    sei felice ora?

  • 22 dicembre 2010
    Nei tuoi silenzi

    Interminabili frangenti,
    indefiniti spazi
    nei tuoi silenzi,
    immensità abissali
    specchiano il creato:
    sbigottimento,
    i comuni odono
    ma non t’ascoltano,
    sei glaciale,
    o così pare,
    pare che da te non si sciolga il nodo.
    Nihil?
    No, no,
    sei assorta,
    medita!
    Più saggio l’ausilio
    parole ricercate ornano,
    meditate idee, e sognano
    melodie armoniche,
    melodiche armonie,
    sinetesie eufoniche
    dolci malinconie.

  • 07 dicembre 2010
    Melodioso stile

    Grintoso il tuo tono
    lento e pacato,
    la tua favella lenisce,
    rinfranca,
    è un bisogno cuore:
    lo senti?
    Sì, sì, lo so
    pare che gli occhi interessati
    scrutino le nubi,
    finezza celi,
    abissale essenza,
    mostri limitatezze che non hai,
    gentile e nobil'animo:
    come fai a non capire!
    Interminabili tempi con te diventano,
    musica che colma le orecchie
    parole come note,
    ammalianti,
    ti servirebbe un riflesso
    nello specchio
    per capire.

  • 06 dicembre 2010
    Candido torpore

    È fallace:
    tutto il mondo tace,
    come sotto coltre
    sordida,
    manto soporifero:
    Natale,
    che celi semi e bacche,
    neri frutti, tra i rovi
    riparo per fringuelli eri,
    sei ostile ora!
    Rami gravati,
    giace silente intorno
    l'universo,
    tronchi decorano idilliache visioni
    del passato, illusioni ormai:
    restano chiusi i cuori,
    come i nostri sentimenti
    s’avvicinano per rianimare
    un candido torpore.

  • 06 dicembre 2010
    Vago sentire

    Perché o per chi
    ha senso questo?
    Mille parole per un no,
    eppure tuo il naufragio era!
    Non sai ancora,
    ma quel che hai perso,
    me
    era una parte di te,
    credevi
    non accrescesse il valore,
    ascoltar voci, suoni
    conferme silenti...
    Ma
    forse è altisonante tutto ciò,
    basti sapere che c'è
    lacerante un vuoto voluto,
    abisso infuso nel tuo cuore.
    Forse altro non lasciava
    la mia presenza,
    non era il momento aspettato,
    ma
    era quello cercato,
    non la mente guidava...
    Come nei tuoi occhi, ora,
    è vago il sentire.

  • 06 dicembre 2010
    L'iride poi

    Fragore,
    tutto questo per nulla!
    Ispido vento nei capelli,
    come questo scontro,
    pelle tesa sul tuo volto
    giù dalle profondità
    saette ascendono,
    perché non ti fermi:
    ferma l’istante!
    Non più lungo pensiero:
    serenità franta perché?
    Ti accorgi che sei fragile,
    come infrangibili mille pezzi,
    in cui ti specchi, insicura,
    mille ansie senza perché.
    Giorni infiniti questi
    I tuoi occhi fiammeggianti
    scintille incendi diventano,
    ma
    presto l’iperuranio ti darà
    idee per nuovo ordine
    e ora quiete, ovunque,
    e pensiero intorno.