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Autore

Katia Guido

in archivio dal 30 nov 2005

Bressanone - Italia

segni particolari:
Redattrice di Aphorism dal 2005. In tanti, troppi, mi dicono che sono come "Amélie"

mi descrivo così:
Una gipsy bohemien pantofolaia. Aspirante scrittrice, sognatrice a tempo pieno, lettrice irrequieta. Vorrebbe essere Belle (non per la Bestia ma per la biblioteca).

08 giugno 2010

Basterebbe aprire gli occhi.

Intro: Una serata tra amici che volge al termine ed uno scambio di idee. Impacciate e confuse, dirette verso una medesima meta se si considerasse la sostanziale differenza tra vedere e guardare.

Il racconto

Sabato mattina presto. La gente sta andando a casa. Le facce a volte esauste, altre volte sognanti oppure semplicemente illeggibili. Una cosa è certa: il divertimento è finito per stanotte e si torna a casa a sognare o semplicemente a dormire.
Marco, per rilassarsi un po’, fuma una sigaretta sulle scale che portano all’uscita. Ha la testa altrove, piena di dubbi, speranze. Sono solo amici, si ripete, ma lui non ne è mica più tanto sicuro.
Giulia cerca la giacca e le sue amiche. Trova la prima. Loro saranno fuori, da qualche parte, ad aspettare.
Giulia e Marco si conoscono poco, se non per nulla.
Passando si salutano con un sorriso.
“Va tutto bene?” a Giulia non è sfuggita l’espressione di Marco ed è più forte di lei, non riesce a non preoccuparsi anche per chi conosce appena.
“Mmmm? Si si… grazie” risponde assorto.
Giulia rimane ferma un attimo. Fa fresco. Meglio che si chiuda la giacca prima di prendersi un raffreddore.
“Posso chiederti una cosa?” Marco la guarda come se ad un tratto la speranza di trovare una risposta si concentrasse tutta lì, su quelle scale. Giulia non risponde e aspetta, calma. Sa bene che quando una persona combatte con l’insicurezza, basta una parola sbagliata o frettolosa per scoraggiarla.
“Lei è una mia grande amica e collega. Mi piace molto. Non so che fare perché se glielo confesso, ho paura di rovinare tutto.” rimangono in silenzio lui imbarazzato, lei in attesa. “Anche se deve essere proprio cieca per non averlo ancora capito.” un pizzico di sarcasmo si mescola allo sconforto nella sua voce “Tu cosa mi consiglieresti?”
Giulia lo guarda interessata, sospira e si siede vicino a lui. Si accende una sigaretta. Non deve pensare molto a questa domanda, visto che se la fa spesso anche lei.
“Stai parlando con una grande esperta nel campo.” gli risponde sorridendo.
“Tu?” sorride anche lui a quella che gli sembra una frase senza senso. “Ma se sei così carina! Lo vedo bene come ti guardano gli uomini.”
“Si…” sospira tra il rassegnato e il divertito “Ma non quelli che mi interessano veramente. Sono abbonata agli indecisi io. Oppure a quelli a cui non piaccio abbastanza.” Gli risponde con una risata. In quel momento la cosa le sembra assurdamente buffa.
Lui la guarda incuriosito.
“Non so. Banalmente ti direi di essere sincero con lei, ma in primis con te stesso. Tu hai un vantaggio enorme che sembri dimenticare.”
Sorpreso e perplesso la osserva attentamente e aspetta che continui.
“Sei un ragazzo no? E allora puoi tranquillamente corteggiarla e non arrenderti senza sembrare un disperato. Noi ragazze non ce lo possiamo permettere. Anche se siamo tutt’altro che disperate, se corteggiassimo un ragazzo fino allo sfinimento otterremmo sicuramente l’effetto contrario a quello desiderato, no?” ride Giulia.
“Già…”
Marco affonda nuovamente nei suoi pensieri.
“Bene… allora buona notte.” Giulia si alza. È veramente stanca. “E in bocca al lupo.”
“Crepi, grazie” Marco la guarda mentre si chiude la giacca. “E grazie anche per il consiglio”.
Giulia sorride e fa un cenno di saluto con la mano.
Lui la guarda andare via e pensa che quella ragazza non è solo carina e che ci sono ragazzi che proprio non capiscono nulla.
Lei cammina e sorride pensando che quel ragazzo è così carino e che ci sono ragazze che non capiscono proprio niente.

 


 

L'uomo ha due occhi per vedere, la donna due occhi per essere vista. (Proverbio cinese)

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