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Autore

Katia Guido

in archivio dal 30 nov 2005

Bressanone - Italia

segni particolari:
Redattrice di Aphorism dal 2005. In tanti, troppi, mi dicono che sono come "Amélie"

mi descrivo così:
Una gipsy bohemien pantofolaia. Aspirante scrittrice, sognatrice a tempo pieno, lettrice irrequieta. Vorrebbe essere Belle (non per la Bestia ma per la biblioteca).

19 luglio 2010

Immagini sfocate

Intro: Un sogno reale o una realtà sognata? La mente cerca storie e situazioni che l’inconscio davvero vorrebbe vivere. Il tutto poi si dissolve, rendendo i contorni e i personaggi sfocati. Fino al prossimo sogno o ricordo.

Il racconto

Un'altra volta si ripete. Spesso accade... Succede. La mente è avvolta dalla nebbia... momenti in cui il tempo sembra fermarsi o addirittura perdersi in sè stesso. Le immagini si aprono tra la nebbia. Rumori e odori familiari in un luogo conosciuto. La luce dei lampioni disegna ombre tremolanti di case e ponti. Il grande letto del fiume che scorre silenzioso e maestoso come un vecchio serpente che guarda il mondo con gli occhi di chi ha visto tanto, forse troppo. Carrozze solitarie nel buio, personaggi che si allontanano scomparendo nel grigio e nei vicoli di una città disegnata col carboncino. I rumori si fondono filtrati nell'ovatta, gli odori si mischiano nell'umidità. Un uomo apre la porticina della carrozza e porge la mano ad una donna aiutandola a salire. La guarda con gli occhi di chi vede un miracolo compiersi. Lei è nascosta da un cappello e stringe lo scialle intorno al cappotto. Sente il freddo innaturale penetrare attraverso il suo corpo. Il suo sguardo si perde a salutare tutto ciò che ha amato e che l'ha amata. Ha paura. Ma il dolore la placa.
D'un tratto tutto intorno a lei sembra ostile, tranne lo sguardo di quell'uomo. Quello sguardo urgente incantato e protettivo.
L'uomo chiude la porta, lascia riposare la sua mano sulla finestrella. La donna la sfiora e per un istante la stringe. Si guardano senza una parola. Il loro saluto mentre la carrozza inizia a muoversi. Le mani e i loro destini si dividono. L'uomo si leva il cappello e guarda la carrozza allontanarsi, immobile. Quell'attimo prezioso è l'ultimo respiro della notte, mentre l'alba si prepara a scacciare la nebbia e a svegliare la città.
Ricordi di un tempo vissuto oppure giochi della mente...
Poi il ticchettio dell'orologio alla parente, i rumori della strada e la casa che si sveglia. Mentre gli occhi, rimasti sempre aperti, si muovono e cambiano angolazione spingendo la mente a tornare e riprendere da dove aveva lasciato prima di perdersi.
Tutto ciò che prima era sensazione viva ritorna ad essere un'immagine sfocata.

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