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in archivio dal 25 gen 2020

Laura Bertolotti

18 gennaio 1954, Crema - Italia
Mi descrivo così: Non mi considero una poetessa, ma una donna che vuole mettere per iscritto le proprie emozioni... semplicemente

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  • 01 giugno alle ore 19:25
    Non sono io

    La luce del sole 
    cerca di entrare tra le persiane chiuse
    apro gli occhi e ti vedo accanto a me.
    Ti sveglio perché voglio sentire
    le tue labbra sulle mie
    le tue mani sul mio corpo
    e l’estasi che solo tu mi sai dare.
    In spiaggia si prende il sole
    si ride, si scherza e poi il tuffo nel mare blu
    ma io non voglio nuotare
    voglio spruzzarti
    spingerti sott’acqua
    tutte scuse per  toccarti ancora.
    Nelle prime ore del pomeriggio fa caldo
    meglio ritornare in camera al fresco
    e riprendere il discorso interrotto.
    Alla sera una passeggiata 
    mano nella mano lungo la spiaggia
    mentre il sole tramonta
    dipingendo il sole e il mare
    con meravigliosi colori
    che donano un senso di pace
    di serenità e tranquillità.
    Poi scende la notte
    il buio è rischiarato 
    dalla luce della luna e delle stelle
    si sente solo il dolce rumore delle onde
    e rimaniamo soli.
    Un uomo e una donna
    ma mentre l’uomo sei tu…
    la donna non sono io
    ... è Lei...

     
  • 17 aprile alle ore 19:52
    Lettera d’Amore

    Caro amore mio....
    quante volte mi hai accusata
    di essere parca di complimenti
    e di non amarti come mi amavi tu.
    Certo... l'ho fatto di proposito
    allora non capivi, ma sono sicura che oggi
    avrai senz’altro compreso il perchè.
    La nostra bellissima storia
    non avrebbe mai avuto un futuro
    anche se tu allora non l'hai mai voluto ammettere.
    L'ho fatto perchè ti amavo troppo per legarti a me
    Non puoi immaginare quanto mi è costato
    non manifestarti la mia gioia
    per tutte le emozioni che mi stavi regalando
    non riuscire a dirti la più bella parola del mondo
    ... "Ti amo"...
    Solo quando facevamo l'amore
    riuscivo ad essere me stessa
    a spogliarmi non solo dei vestiti
    ma anche della maschera
    perchè volevo godere ogni istante
    perchè solo in quei momenti
    riuscivo ad illudermi che saremmo
    stati insieme per sempre... nonostante tutto...
    Non è solo il primo amore che non si scorda mai.
    Anche chi ci ha regalato tanto amore
    rimarrà sempre nel nostro cuore
    all'inizio… con tante lacrime e disperazione
    ma dopo… con tenerezza e affetto
    perchè i ricordi non devono morire
    ma non devono neanche farci morire.
    Quando ti vedo... capisco che sei felice
    e se tu lo sei lo sono anche io
    perchè amare una persona
    significa volere la sua felicità anche se
    ... non sono io l'artefice... 

     
  • 30 dicembre 2020 alle ore 10:37
    Vivere nel sogno

    Ci sono alcuni momenti
    anche senza un perchè
    dove la tristezza ci invade
    e ci logora l'animo.
    E sono in questi i momenti
    che immagini e ricordi del passato
    affiorano prepotentemente
    e ci si rifugia in essi
    perchè anche solo per un istante
    possiamo dimenticare la realtà
    ... e vivere nel sogno...

     
  • 18 febbraio 2020 alle ore 14:38
    Così vicini... Così lontani

    Siamo vicini fisicamente
    ma lontani con la mente
    i pensieri si accavallano
    i perchè si accumulano.
    Si arriva al punto di pensare
    che forse abbiamo smesso di amare.
    Se però ci fermiamo a riflettere
    ci accorgiamo che non dobbiamo permettere
    che l'ansia e il tormento ci divorino
    ed ecco suona un campanellino...
    basterebbe stringersi la mano
    per evitare di andar lontano
    guardarsi negli occhi
    e dimenticare i battibecchi.
    Lottare per riuscire
    fortemente a far uscire
    i nostri pensieri e i nostri tormenti
    eliminando gli annebbiamenti.
    Ma non sempre funziona
    e il perchè non si sa
    o forse non si vuole vedere
    perchè noi siamo
    così vicini
    così lontani.

     
  • 14 febbraio 2020 alle ore 19:25
    Grigio perla

    Mi sono sdraiata sul letto
    e ho socchiuso gli occhi
    per lasciare spazio ai miei ricordi.
    Sembra ieri
    quando quella sera
    con il body grigio perla 
    che mi avevi regalato
    ero distesa sul tuo letto
    le mie labbra sorridevano
    i miei occhi erano splendenti
    e il mio corpo
    che indossava un intenso profumo
    quello delle mia pelle
    che tu tanto adoravi
    ... ti stava aspettando...

     
  • 07 febbraio 2020 alle ore 16:11
    Buonanotte a te

    Buonanotte a te...
    che stai piangendo tutte le tue lacrime
    per il tuo sogno d’amore infranto
    che ti senti morire dentro
    perché hai perduto lui
    l’aria che ti faceva respirare
    che ora senti enormemente 
    la mancanza dei suoi baci e delle sue carezze
    che stai lentamente cercando 
    di raccogliere i cocci della tua vita
    di una vita che ora ti sembrerà vuota
    ma che pian piano…
    ricomincerà a riempirsi.
     

     
  • 03 febbraio 2020 alle ore 19:55
    Il mio arcobaleno

    Ci sono momenti
    dove tutto ti sembra difficile.
    Anche una cosa banale assomiglia 
    ad una montagna da scalare.
    Ti svegli il mattino con l'angoscia
    e non vedi l'ora che arrivi sera
    quando potrai chiudere la porta
    non solo perché è finita la giornata
    ma anche per tenere fuori 
    i pensieri... i problemi e i dolori.
    Ed è soprattutto in questi momenti
    che mi manchi... che mi manca il tuo
    "stai tranquilla che ci penso io"
    ...tu che eri il mio arcobaleno...
     

     
  • 30 gennaio 2020 alle ore 20:21
    Attimi preziosi

    Quella sera tu hai fatto sesso con me
    io invece ho fatto l'amore con te.
    Mi hai baciata...
    con le tue labbra sempre infuocate
    mi hai accarezzata...
    con le tue mani dal tocco
    prima delicato e poi con passione  
    mi hai sorriso...
    quel dolce sorriso che mai dimenticherò.
    Sono stati attimi preziosi
    prima di perderti per sempre.
     

     
  • 29 gennaio 2020 alle ore 19:35
    Lei era scomparsa

    Lei se ne era andata 
    era scomparsa per sempre
    non si sentiva più amata 
    e nemmeno desiderata
    non c’erano più i suoi occhi
    che la squadravano da capo a piedi
    e guardandoli leggeva lo stesso suo desiderio
    non c’erano più le sue mani calde
    che quando l’accarezzavano
    riuscivano a farle toccare il cielo con un dito
    e le labbra infuocate come dimenticarle
    quando percorrevano il suo corpo
    prima lentamente e poi con passione
    sussurrando nell’estasi il suo nome
    era per lei impossibile vivere senza tutto questo
    per questo è scomparsa e al suo posto
    è rimasta la stessa donna 
    che continua la sua vita apatica
    solo e soltanto per poter sopravvivere.

     
  • 28 gennaio 2020 alle ore 20:04
    Il rumore che fa male

    Seduta in riva al mare ammiro il tramonto
    c'è silenzio intorno a me, ma non lo sento
    tante domande e tanti perché
    quasi sempre senza risposta
    a volte fanno molto più rumore
    del traffico caotico e delle persone
    che stanno intorno a te
    ed è il rumore che fa più male
    ...perché coinvolge il cuore...

     
  • 26 gennaio 2020 alle ore 20:39
    Dolce illusione

    E’ bastato un niente 
    e lacrime silenziose
    hanno bagnato i miei occhi.
    Adesso però basta 
    devo ritornare alla realtà
    scacciarti dalla mia mente, 
    ma soprattutto dal mio cuore
    perché mi sto accorgendo
    che sto soffrendo troppo.
    Non subito però...lo farò da domani 
    perchè questa notte voglio sognarti ancora
    voglio sentire le tue mani sul mio corpo
    voglio sentire le tue labbra sulle mie
    voglio illudermi che tu 
    ...sia ancora e solo mio..
     

     
  • 25 gennaio 2020 alle ore 16:07
    Ti lascerò andare

    Lo so che non mi ami più
    lo so che mi vorresti lasciare,
    ma lascia che almeno per questa notte
    senta ancora il calore del tuo abbraccio
    le tue labbra che mi baciano
    le tue mani che mi accarezzano
    i tuoi occhi che mi guardano
    Il tuo corpo vicino al mio
    e poi... ti lascerò andare
     

     
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  • 01 giugno alle ore 19:40
    La Stellina e il suo Fiorellino

    Come comincia: Dice il fiorellino alla sua stellina
    “Perché non possiamo stare vicini?”
    “Perché io sono nel cielo e irraggiungibile” 
    “Ma potrò sempre vederti?”
    “Certo... di notte mi vedrai sempre brillare... di giorno non mi vedi, ma ci sono.”
    Il fiorellino sente di giorno la presenza della sua stellina e cerca in ogni modo di farle sentire che le è vicino e che farebbe per lei...qualsiasi cosa.
    La notte il fiorellino ha lo sguardo sempre rivolto al cielo per contemplare l’unica stella che brilla nel suo cuore... la sua stellina.
    Un giorno il fiorellino si accorse che accanto a lui c’era una piccola e tenera violetta. 
    “Ciao come mai non ti ho mai vista prima?” 
    “Io ci son sempre stata, ma tu guardavi sempre la stellina in cielo.”
    Al fiorellino non piacciono le violette a lui piace la sua stellina, è un testardo e lo sa.
    Ha osservato spesso gli altri fiori e più li osservava, più si accorgeva che non facevano parte del suo mondo.
    La stellina prima che la sua luce si spegnesse aveva ottenuto dal Re Sole un’opportunità... 
    scendere sulla terra sotto forma di margherita per poter stare accanto....anche per poco al suo fiorellino. 
    La stellina lo desiderava tanto, ma capiva che non sarebbe stato possibile perché avrebbe sofferto immensamente  e perché voleva lasciare al suo fiorellino il ricordo di una stellina brillante e non quello di un’appassita margherita.
    "Per il tuo fiorellino sei e sarai sempre  una stellina brillante  non sei e non sarai mai una margherita appassita può essere difficile da credere e capire ma è proprio così.
    Un giorno però il fiorellino  si accorse di quanto potessero essere belli i fiori 
    e si innamorò della tenera violetta.
    Anche le stelle più luminose ad un certo punto si spengono e la stellina si accorse 
    che la sua luce si affievoliva sempre più.
    Ma non era triste perché negli ultimi momenti della sua vita aveva brillato più delle altre stelle per l’amore che le aveva donato... un dolce fiorellino.

     

     
  • 30 dicembre 2020 alle ore 14:08
    Natale Rosso Sangue

    Come comincia: E' solitaria la stazione di Crema. Non solo è molto presto, ma è anche la vigilia di  Natale. Giulia ha ricevuto una telefonata urgente e visto che la macchina ha improvvisamente deciso di non partire e di lasciarla appiedata, ha dovuto ricorrere al treno. Non possiede il biglietto ovviamente, ma spiegherà tutto al capostazione sperando di trovarne uno comprensivo. La nebbia, che per il novanta per cento del tempo "allieta" gli inverni della pianura padana, è così fitta che sembra di aver davanti un muro, non si riescono a vedere le piante al di là dell'unico binario, si sente solo il fruscio delle foglie al vento e tutto sembra irrealeGiulia, una ragazza alta, vestita in modo sportivo, si sistema la sciarpa con fare aggraziato: c'è molta umidità che sente penetrare nelle ossa e non vede l'ora che arrivi il treno per poter salire. 
    Pensa al calduccio del suo appartamentino e agli scatoloni delle decorazioni natalizie sparsi sul pavimento del soggiorno che aveva tolto dall’armadio. In un primo momento aveva deciso di non fare nulla, perché non voleva niente che le ricordasse i Natali passati con la sua famiglia. Poi chissà perché, ha cambiato idea.
    I suoi genitori erano morti in un incidente stradale esattamente una settimana prima del Natale dello scorso anno. 
    La mamma aveva preparato il presepio in un angolo del soggiorno durante la festa dell’Immacolata, come al solito.
    Prima lo preparava sul piano della credenza, ma le piaceva costruire casette nuove, che si andavano a sommare alle precedenti, per cui nel corso degli anni non ci stava più. Ricorda come si divertiva la sua mamma a segare i pezzi di legno che servivano a costruire le varie casette, e a quando intanto che le colorava cantava, lei che era stonata come una campana, e suo padre che si tappava le orecchie per non sentirla: quanto amore aveva sempre letto negli occhi dei suoi genitori e, se il dolore della loro perdita era stato immenso, ringraziava Dio che almeno se ne fossero andati insieme.
    Da lontano il fischio, i fari che penetrano la nebbia e finalmente il treno si ferma in stazione. E vuoto. Solo una ragazza, vestita molto dimessamente, si trova su un  sedile accanto al finestrino. Giulia decide di sedersi di fronte a lei. 
    La ragazza guarda fuori con un'espressione assente, è minuta, molto pallida e sembra anche spaventata. 
    - Ciao… io mi chiamo Giulia e tu? 
    - Stella… un nome luminoso come la stella cometa che si mette sulla capannina. 
    - Io mi chiamo Giulia.
    Giulia è abituata a parlare con le persone, ma questa volta si sente molto a disagio e non riesce a comprendere il perchè: il suo istinto le fa intuire che la ragazza è turbata per qualcosa.
    - Scusa se mi intrometto, ma ti senti bene? 
    - No non mi sento per niente bene… mi sento molto stanca e abbattuta.
    -Posso chiederti perché se non sono indiscreta? 
    - Ieri ho litigato con Cesare… che è l'uomo che amo. 
    - Capita anche a me di litigare con il mio compagno, ma poi tutto si chiarisce e si risolve, stai tranquilla.
    - Lui è tanto bello, sempre elegante… intelligente e sa quello che vuole… non come me… me lo dice sempre lui… vedi la mia è una situazione strana, nessuno sa della nostra relazione perchè lui è sposato e non vuole divorziare per i figli… io all'inizio avevo accettato tutto pur di averlo… adesso però comincia a pesarmi e ieri sera gliel'ho detto.
    - E lui? - Chiede Giulia e intanto pensa che la definizione più esatta per descrivere quell’uomo sia arrogante e non intelligente.
    - Come al solito si è messo a brontolare e a urlare… mi ha anche dato uno spintone… sono caduta per terra e ho picchiato la testa contro lo spigolo del cassettone.
    - Spero che tu abbia fatto la denuncia.
    - Noooooooo…  non è possibile, non posso… tutto deve rimanere segreto, figurati che non ha mai voluto farsi fotografare con me… io però di nascosto con l'autoscatto sono riuscita a fare una foto di noi due insieme mentre sul divano guardavamo la televisione… la foto è conservata in una scrivania che apparteneva alla mia nonna… il ripiano del cassetto nasconde uno scompartimento segreto ed è lì che la tengo… insieme ai soldi e ad altre cose di valore… mamma mia, se lui lo sapesse me la farebbe buttare via subito!
    E' vero che Giulia per il suo lavoro è abituata a sentirne di tutti i colori, ma questa storia le sembra tanto strana e poi perchè una ragazza deve raccontare tutto ad una sconosciuta. Addirittura svelare il segreto della scrivania, mah… e quanto gesticolare con le mani mentre parla, con la testa che si muove in continuazione come se avesse paura di vedere entrare qualcuno.
    - Hai provveduto a curare la ferita? Mi sembra di non vedere nulla.
    - La ferita sulla testa? No… no… tanto sangue… tanto... poi il bisturi l’ha messo dentro nella punta color rosso che ho messo in cima all’albero di natale. 
    - Ma che stai dicendo? Che centra il sangue, il bisturi e la punta dell’albero?
    - Scusa… non so neanche io cosa sto dicendo… forse sarà la botta.
    Ormai il treno è arrivato alla stazione e Giulia deve scendere.
    - Ascolta... mi prometti che andrai in ospedale per un controllo?
    - Si Sì… te lo prometto… e tu aiuterai me, vero? 
    - Se hai bisogno senz'altro… guarda, ti lascio il mio biglietto. Puoi metterti in contatto con me in qualsiasi momento ritieni opportuno… ok? 
    - Non avrò bisogno di mettermi in contatto io… sarai tu che mi troverai…
    Giulia la saluta, scende dal treno e si avvia verso l'uscita. Fuori ad attenderla, l’appuntato Angelo Fugazza che tira in dietro la pancia in un ultimo tentativo di abbottonare la divisa. “Dal 7 gennaio a dieta” si ripromette tra i denti, fumando una sigaretta.
    -Buongiorno Dottoressa, ma che faccia ha. Non ha dormito stanotte? Sa pol mia che an bel Magistrato cuma le, i la fa laurà a po ala vigilia da Nedal. - le dice mentre apre la portiera per farla salire mentre con il piede spegne la sigaretta.
    Giulia sorride. Tante volte gli ha detto che non deve parlare in dialetto sul luogo di lavoro, ma come al solito una battuta gli sfugge sempre.
    - Scusa Angelo, ma sono un pò frastornata per un incontro sul treno. Certo che al mondo esistono personaggi molto molto strani... comunque dimmi tutto dai.
    - Dottoressa, come le hanno già detto il fattaccio è successo in via Cavour. Non sto a descriverle lo scenario perchè lo vedrà lei, ma l'è an disastro, an rebelot!!!!
    Come al solito Giulia non fa domande, preferisce arrivare sulla scena del crimine sapendo poco o nulla perchè vuole vedere con i proprio occhi e non con quelli degli altri.
    Il condominio dove si trova l'appartamento è signorile e ben tenuto, senza però essere di lusso. Fuori la solita folla di curiosi e giornalisti di testate e di varie televisioni. L'ingresso dell'appartamento sembra in ordine; il soggiorno invece è un caos: tanto sangue sulle pareti, sui mobili, perfino sull’albero di Natale.
    La vittima giace sul pavimento e il medico legale, un uomo con la barba lunga e gli occhiali spessi, sta ultimando i suoi rilevamenti con molta scrupolosità.
    - Ciao Giulia, hai visto che disastro?
    - Ciao Massimo… vedo…  come è successo? 
    - Qui in questo punto della testa lo vedi? C’è un taglio, ma non è questa la causa della morte. 
    Massimo si alza e con il dito fa notare a Giulia lo spigolo del cassettone che è sporco di sangue.
    - Presumo che sia stata spinta, cadendo ha picchiato la testa contro lo spigolo e poi l’assassino  le ha inciso la giugulare. Praticamente è morta dissanguata… Ehi, ma mi stai ascoltando?
    Giulia è molto turbata… per terra c'è la ragazza del treno.
    - Massimo scusami… ma  la morte a quando risale? 
    - Potrò essere più  preciso dopo l'autopsia, però  posso già dirti tra le 20 e le 4 circa di stanotte.
    - Non è possibile!
    - Come non è possibile? dice Massimo fissandola con uno sguardo basito.
    Giulia non risponde, si guarda freneticamente intorno e il suo sguardo si ferma su una scrivania. Si infila i guanti di lattice, si avvicina, apre il cassetto sotto lo sguardo attonito dell'appuntato e del medico legale non abituati a vederla così: di solito sul lavoro è molto fredda, quasi glaciale, calma e precisa. 
    Come aveva detto la ragazza sul treno, il cassetto nasconde uno scompartimento segreto e Giulia vede subito la foto. 
    - Angelo, prendi immediatamente la punta rossa che è sull’albero di Natale.
    -Ma Duturesa.
    - Fai come ti dico!!!!!! 
    Mentre Angelo, sbuffando senza farsi sentire, va in cucina a prendere una sedia, Giulia cammina avanti e indietro inquieta. Ad un certo momento le sembra di avere un’allucinazione: accanto a lei c’è la ragazza del treno che le sorride e le manda un bacio. 
    Il rumore della sedia che Angelo appoggia accanto all’albero per salire ad afferrare la punta la riporta alla realtà.
    - Dammela subito.
    L’appoggia con delicatezza sul tavolo, chiede a Massimo una pinza e lentamente la introduce nella cavità.
    Sente che c’è qualcosa dentro e cerca di farlo uscire… se lo aspettava, ma rimane ugualmente senza parole.
    La pinza ha afferrato una busta di plastica che contiene un bisturi insanguinato.