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Autore

Luca Gamberini

in archivio dal 29 apr 2008

30 maggio 1967, Bologna - Italia

segni particolari:
Ho una clessidra a inchiostro ne l'epitalamo

mi descrivo così:
Apprendista filologo

04 maggio alle ore 12:30

Enciclopedia del far niente

di Luca Gamberini

editore: 96 rue de-La-Fontaine Edizioni

pagine: 176

prezzo: 13.00 €

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"Mi contraddistingue una smisurata passione per il disinteresse a qualsiasi forma di ambizione", scrive Luca Gamberini nell'esergo alla sua ultima opera poetica, edita da 96, rue de La Fontaine. 
In questi versi, pieni di struggimento, straniamento, amore e disamore, appare la vocazione certa dell'autore verso un 'oltre'. Un oltre che si ponga quale argine alle meschinità quotidiane, allo sgomitare per stare al mondo, contro un 'io' che consuma e che mente. Il "far niente" di Luca  è certamente resistenza, ricerca profonda di senso, proprio nell'istante in cui pare rinunciarvi.
Ma le poesie di Gamberini sono anche poesie d'amore. Verso la vita, verso la natura, verso l'essenza stessa della realtà. Realtà che, infatti, il poeta non nega, ma anzi indaga con una curiosità pura e disincantata al tempo stesso.

"Ti ho seguita ovunque
come un cane meticcio
per imparare l'estate
di una panchina vuota".

Mi chiedevo, leggendo questi versi, se esista qualcuno, in carne ed ossa, a cui siano stati realmente dedicati. Il poeta vive "con lo stesso rimpianto" di tutti. Chi sia, in definitiva, il destinatario di un sentimento che pare non avere mai "strade di casa", bagnato com'è "da inascoltabili venti sperduti".
Mi sono domandata quale essere umano possa meritare un'attenzione tanto sfinita e disperante; realmente rivolta all'altro che, invece, appare distratto e preso in una ripetuta illusione, incapace di vedere oltre le apparenze. 

"Scegliti con cura il nuovo amore
sceglilo come fosse un viaggio
con fissata la data del ritorno".

Il poeta, il vero poeta, sfugge all'omologazione, soffre di "incantesimi a scapito dell'ordine delle cose" e, questo, Luca Gamberini lo sa bene. È consapevole della scommessa che ha accettato, novello Oblomov - come sottolinea nella splendida prefazione Gian Ruggero Manzoni - protetto da un'indolenza simile alla notte e capace di "allungare la vita a chi vivere non sa". 
La vera scommessa è amare attraverso la trasfigurazione della realtà, quella stessa realtà che è stata effrazione e caduta. Amarla in modo generoso e celebrarla al di là dei canoni o delle comuni interpretazioni. 

recensione di Tullia Bartolini

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