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Poesie di Luca Gamberini

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  • 17 novembre 2011 alle ore 14:36
    Il re minore

    Mi stavo chiedendo,
    punto.
    No,
    non è che non voglio dire,
    è,
    che tutto va a morire
    dove non sono mai capace di arrivare.

    Dicevi di amarmi,
    in realtà hai giocato solo a cambiarmi,
    o almeno ci hai provato,
    perché un gioco ti riporta sempre nel passato,
    e ci ricadesti
    come le altre, forse, cento volte.

    Smobilitazione di un pensiero,
    di un chiodo fisso,
    di ciò che sembrava e non era vero,
    al conservatorio  hai studiato il tuo complesso,
    seguirti è stato il mio peggior difetto,
    che di note ne conosco solo due.

    Mi fa
    male, non poterti vivere, respirare, toccare, baciare.
    Mi fa
    bene, tenerti lontana quanto basta dalle mie e dal mio pene.

    Vivo di un complesso,
    forse il basso è troppo alto e non incide
    i tuoi fianchi funky renderebbero pratico pure Euclide,
    o forse la chitarra acustica per i tuoi gusti è troppo rustica,
    che la classica e l'elettrica ti fanno diventare violenta quanto una locusta.
    Del violino nemmeno l'ombra, figurarsi del contrabbasso,
    quasi gradivi più il suono della mia testa contro un sasso,
    e che dire della batteria, che picchia, picchia,
    mentre tutto il rumore dei tuoi fumati passi si porta via.
    La tastiera, già, lei è la fantasia,
    un buon complesso non può prescindere dalla melodia
    ma io non sono né un quarto né un ottavo,
    e per farmi assolo son troppo pudico,
    hai ragione sono unico, ma non l'unico,
    per questo mi domando, taccio e dico.
    E' lampante, tu preferisca
    la voce del coro a quella del solista
    ma l'acuto apparteneva a te
    e l'hai mancato,
    una stecca che mai hai perdonato,
    a me.

    Mi stavo chiedendo
    virgola,
    manca il sax in tutto questo,
    è che c'erano si tante parole
    ma non avevamo un testo,
    tu si l'avevi, ma era poi solo un pretesto.
    Il sax avvinghiato a noi non ci poteva stare,
    due solitudini non fanno gruppo
    e il mio pensiero, di me e te, stringeva più di un cappio.

    Mi stavo dicendo
    puntini puntini...
    Tra me e me,
    mi hai vissuto così acida
    da avermi sciolto, oltre al cuore,
    pure gli occhi,
    eppure sei tu che galleggi a stento
    e non sai se in fondo, in fondo,
    tocchi.
    Ora non riesco più a guardarti,
    ti vedo, solo,
    per come sei.

  • 10 novembre 2011 alle ore 17:54
    L'angelo biondo

    Appari come estate d'inverno,
    lasci senza respiro,
    come un bacio.
     
    Il tuo passo fa vacillare le stelle,
    lasci senza parole,
    come un abbraccio.
     
    Tu sei il momento in cui tutto si ferma,
    il tuo ritratto è eterno,
    muto, non potrei respirare l'estate d'inverno.

  • 10 novembre 2011 alle ore 17:29
    Verso sera

    Dovresti vedermi

    quando piango

    la notte.

    Il tempo

    scorre

    più lento delle lacrime.

    Ho querelato

    il tuo cespuglioso sorriso

    diffAmatore.

    Dovresti ascoltare

    i singhiozzi

    all’imbrunire.

    Quell’attimo

    in cui non capisci

    se è ancora giorno o se è già sera.

    Così è la mia vita

    chiaroscura

    dolceamara.

    Questo cielo

    blu Magritte

    è assente.

    L’arancione

    di Monet

    troppo violento.

    Non mi abito più

    non mi eccito più

    non mi impressiono più.

    Le nuvole

    mi abbandonano

    ridi e sei felice.

    Sui tetti

    un timido vento esitante si arresta improvviso.

    Non ci sei più

  • 05 ottobre 2011 alle ore 12:34
    Oggi è sbocciato un nuovo fiore

    Oggi è sbocciato un nuovo fiore
    mi ha sorriso
    se lo immagino ne sento ancora l'odore.
    Oggi si festeggia l'amore che non c'è
    per dimostrare quel che sei
    non importa ciò che fai
    il tuo silenzio è finto,
    è il rumore di un'altro cuore che piange
    maltrattato dal tuo infantile egoismo.
    Non mi hai mai amato, ti sei solo divertita,
    non ci siamo mai promessi per la vita
    ci siamo dati in un'afosa sera.
    Io, ad aspettare una luce, finta, che in realtà non c'era.
    Forse per non rimanere sola, oppure per rimanerlo di più dopo,
    poi d'un tratto mi hai allontanato
    una goffa ritirata con uno scudo indifeso e  inaspettato.
    Come sei brutta adesso che ti penso
    ti farei rileggere i tuoi pensieri, tutti uguali per tutti,
    tutti senza cognizione di causa o di tempo,
    tutti senza senso.
    Ti immagino ora in disperata ricerca
    protesa ad illuminare tutto quel che ti capita a tiro,
    sei solamente una stella fallita.
    Oggi è sbocciato un nuovo fiore
    profuma di tutto quello che ai tuoi occhi è inodore.
    Tu, hai annaffiato e poi reciso le mie illusioni,
    tornatene nel tuo mondo a piangere lacrime di rabbia
    mentre ascolti le tue canzoni.
    Oggi è sbocciato un nuovo fiore,
    mi basta sentire i suoi colori,
    così come mi bastava amarti
    senza crearmi illusioni o falsi sogni.
    Tu, hai voluto aprire la gabbia
    e quello che ti resta è un pugno di vanitosa sabbia.
    Oggi è sbocciato un nuovo fiore
    non ho ancora toccato il suo colore,
    ma son sorrisi e stelle,
    se l'immagino ne sento l'odore.
    Io, vagabondo, non voglio
    vivere di ciò che non mi appartiene,
    voglio invecchiare lontano
    da tutto quello che per la società è un bene.
    Materia, tu sei materia,
    e fai male, molto male,
    la tua dolcezza non vale la cicoria.
    Ora l'incubo è smesso, come un abito stretto
    che lacera e percuote il mio difetto.
    Oggi è sbocciato un nuovo fiore
    mi ha sorriso,
    se chiudo gli occhi e guardo
    ne sento lieve e fermo il suo odore.

  • 20 settembre 2011 alle ore 9:12
    20 Settembre

    Il tramonto cala il sipario sull’estate che fu
    lancio gli occhi all’insù, come fossero dadi,
    che già l’impronta della luna si eleva.
    Zanzare ispirate mi danzano attorno,
    attratte dall’odore di un sangue che scorre
    talmente lento, da risultare al dunque inappetibile,
    perfino a loro.
    I voloraduni non abitano più gli alberi afoni,
    intenti a spogliarsi, come una donna
    senza più voglie.
    Le luci della sera, sostenute da immobili fili,
    provano a dare un tono a una notte,
    che gli uomini soli non vedono l’ora finisca.
    La solitudine è padrona del mondo,
    che pure il sole e la luna son più soli di noi,
    li vediamo, appesi, come salami appena insaccati
    e nessuno intuisce ciò che stanno realmente a significare.
    Non chiedere al vento cosa c’entri lui in tutto questo,
    è l’eterno dannato, destinato a rincorrersi per tutta la vita dell’universo,
    e forse anche oltre.
    Il mare è lontano, troppo,
    più dell’abbaiare di un cane,
    talmente flebile da dimorare, forse,
    soltanto nei miei pensieri.

  • 14 settembre 2011 alle ore 18:33
    Lady Nuvola

    Tu sei come una nuvola,
    bianca e zingara,
    libera di andare alla deriva.
    Tu sei, dove non sai,
    nuoti nel tuo cielo
    scalza e lieve.

    Divori la vita,
    il tuo cuore è come una tavola
    apparecchiata sempre a festa,
    ed io mi godo
    l'aver avuto in dono
    briciole di attenzione.

    Tu sei come un quadro,
    cornice di sguardi ammirati
    burattini di pastello
    dipingono il tuo essere "acquasale",
    prendi forma nei colori,
    per te ogni giorno è una vita.

    Il tuo sangue pare giallo
    e azzurro e rosso,
    e bianco, come una nuvola,
    le parole che lasci
    accendono una luce mai vinta,
    dal gusto di uva appena mostata.

    Ad ogni alba che splende rinasci,
    vivi per tutti quelli a cui basta sapere
    che l'idea di una terra fatta di cielo
    ti rende vissuta comunque.
    D'improvviso un silenzio rapisce:
    ho sentito il tuo nome in una goccia caduta.

  • 19 agosto 2011 alle ore 17:21
    Il dono

    Un sorriso è tutto quello che posso donare
    rimanere ore ad ascoltare
    non che abbia niente da dire
    è che sono un uomo inutile
    come le mie parole.

    Giovane e attento
    fuggivo dal tempo
    complice il vento
    ora insormontabile ostacolo
    amplificatore
    del mio declino interiore
    ora siedo ai margini
    come una bottiglia rotta
    in attesa di essere spazzata via.

    Un frammento di vetro
    puoi coglierlo
    se desideri specchiarti nell'eterna infelicità
    o custodirlo come un piccolo segreto
    nella parte più anarchica del cuore.

    Un sorriso è quello che posso donare
    un sorriso...
    evento eccezionale
    l'eco della musica giunge lontano
    più distante dell'ombra della nera signora
    che spirito galante
    mi segue in ogni istante.

    Finisce un altro giorno
    senza vita
    senza attenzione
    non cado più in tentazione
    il silenzio della notte
    rende il mio pensiero instabile
    questo è il mio tormento
    un sorriso mi fa sentire indispensabile.

  • 19 agosto 2011 alle ore 17:02
    Il cespuglio bianco

    Inutile stare qui a pensare.
    Riaccendere nuovi conflitti,
    contare i caduti,
    e curare i pensieri superstiti.
    Un treno sai che è in ritardo
    lo sai per cultura,
    lo sai che se esci vestito di bianco
    puoi solo sporcarti,
    conosci perfettamente la legge
    e sai
    che se sei in regola
    non hai scampo.

    Riconosci il cane che ti è amico
    da quello che ti ringhia sul collo,
    sempre quando sei di spalle
    e conservi quel tuo sogno
    mai detto,
    così impossibile,
    quasi ti terrorizza l’idea di perderlo,
    di non custodirlo più.
    E quel sentirci all’improvviso estranei,
    così,
    in un attimo.
    Il tempo di un battito soffuso di petali di ciglia
    E poi via, a rincorrere la vita da uno specchio.

    Non riesci a distinguere
    il nuovo dal vecchio
    eppure sei sempre tu,
    così come un telegiornale ogni giorno
    ti racconti
    a te stesso
    e ti convinci.

    Ma, se oggi rientrando a casa
    ti fermassi un istante.
    Prova.

    Raccogli la salvia selvatica
    che in questi giorni impera,
    fai sentire il tuo fiato sul collo del tempo,
    prendilo,
    davanti o dietro non importa.
    Fallo tuo.

    Un vagabondo non sa recitare,
    eppure ogni giorno si inventa un motivo
    per continuare,
    se non c’è il sole sa
    che ci sarà comunque un domani
    e che non è lui l’indispensabile,
    ma indispensabile è tutto ciò che non vede
    e che non risponde ai suoi silenziosi richiami.

    Mi commuovo
    quando credo di aver capito,
    poi mi estraneo
    quando ho l’impressione di aver sentito.

    Che c’è dentro?
    Qual è l’eterno malcontento?

    Chi possiede certezze
    sa proteggersi dal freddo insicuro
    almeno fino a quando non si ritrova
    solo,
    con un nudo dubbio di sentito dire.
    Il mio camminare è diverso,
    la mia voce si disperde
    come una stella caduta nell’universo,
    a ogni passo
    un eco,
    non lontano
    ma
    farneticante.

    Vorrei dirti tutto adesso,
    ma sarebbe come raccontarti la fine
    e non c’è ancora l’inizio.
    Devo introdurmi,
    ma non so come,
    presentarmi.

    Mi sento inversamente proporzionale alla vita
    ho occhi che ascoltano
    orecchie che vedono
    una voce che è un suono incomprensibile
    quasi deformato,
    inciso.

    Mi sento come una selce
    sarò raccolto e studiato di nuovo,
    mangerò ancora polvere
    respirerò sale.
    Ogni tentativo è inutile
    se si vuol cambiare
    ciò che per natura non è mai uguale.

    E in quel cespuglio bianco
    dove passi le tue ore a rimembrare,
    dimentica per un attimo i profumi,
    non li mischiare.
    Sentirai quanto punge
    e
    come può far male dal godere.

    Impotabile e indispensabile,
    come un ricordo.
    Forse perché
    la realtà è peggio di me.

  • 17 agosto 2011 alle ore 18:23
    Le nuvole di Fuscaldo

    Che poi pensavo.
    Se ci fosse anche un cane mi emozionerei, di più.
    Poi faccio voci strane, gote rosse,
    e se mi vengono i piedi dispari?
    Che poi pensavo.
    Se ti guardo negli occhi,
    poi magari mi dimentico che devo morire.
    La mia stupidità non ha un capolinea.
    Chissà come lo avrei chiamato oggi questo sentire?
    Senso unico?
    I gelsi son dipartiti, prima di me,
    mangerò un gelato per festeggiarmi,
    mentre immaginerò
    che stanotte mi corteggerà una stella.
    La vedo già cadere, con tutte le sue parole.

  • 17 agosto 2011 alle ore 17:35
    Dimorfismo marcato

    Per te
    per il tuo nome completo del quale non possiedo le chiavi dicotomiche.
    Per te
    che dedichi la tua vita a chi ha più bisogno di me.
    Per te
    che ti senti sola e mi vieni a cercare appena nessuno ti cerca.
    Per te
    che non  dici nulla perchè aspetti me se lui non c'è.
    Per te
    per la tua dose di veleno dopo il caffè.
    Per te
    che vorresti  "capire"  come fai a creare il tutto con un niente.
    Per te
    per la tua riga scritta che consumo con gli occhi anche se non c’è.
    Per te
    che mi tieni vivo nei tuoi corologici pensieri.
    per te
    che nascondi un segreto dolore
    per te
    per quando accendi la luce e la luce non c’è
    Per te
    per i tuoi silenzi che mi appiccicano alle pareti di pelle e vene.
    Per te
    perchè non mi hai mai baciato come io ho baciato te.
    Per te
    perchè l’ultima volta che ti ho vista è stata la prima.
    Per te
    che ogni tuo capello è una poesia.
    Per te
    che mi fai tremare, non di freddo.
    Per te
    che trasformi la musica in silenzio e il silenzio in musica.
    Per te
    che forse ridi e sei felice del mio morire piano piano.
    Per te
    per quando piangerai credendo che nessuno crede in te.
    Per te.
    Ricorda:
     
    non farti mai raggiungere dal rumore
    nel momento in cui mediti
    su chi sei.

    Non farti mai accompagnare dal silenzio
    nel momento in cui conoscerai
    chi sei.

    Non farti mai superare da te stessa
    nel momento in cui rumore e dolore
    giocheranno con i tuoi guai.

    Allora, solo allora!
    Testa alta!
    Per far volare anche le lacrime.

  • 17 agosto 2011 alle ore 17:23
    Randagismo

    Non abbandonarmi.
    Sono uno di quei cani
    che non sanno dove andare,
    liberi
    solo di morire.

    Dove vivo io
    non c’è Dio
    ci sei tu
    e non ha senso
    perder tutto questo tempo.

    Non abbandonarmi.
    Non ti ho mai vista ridere,
    insegnami
    a cercare,
    esiste nei tuoi sogni
    un colle che scende fino al mare.

    Non abbandonarmi.
    Meno mi guardi più mi fai male
    non ti ho mai vista piangere,
    insegnami
    a raccogliere il tuo sale.

    Silente
    apri il mio sguardo
    corto come un collare,
    lungo quanto un guinzaglio
    il mio nome sei tu.

  • 14 agosto 2011 alle ore 3:34
    KarmaPlayer

    Io sono un gioco.

    Entro in una profumeria e  profumo,
    esco da una drogheria drogato.

    Io sono un gioco.

    Esibisco un sorriso colpevole,
    complice della mia volontà, apparentemente fragile.

    Io sono un gioco.

    Mi fido del sole,
    soprattutto quando forma chiazze di neve.

    Io sono un gioco.

    Teatro dal sipario chiuso,
    con spalti deserti e copioni incerti.

    Io sono un gioco.

    Troppo adulto per essere felice,
    troppo bambino per rendere felice.

    C'è sempre, qualcuno che vuole giocare con me.

    Io sono un gioco.

    Come tutti i giochi prima o poi stanco,
    dipingo le notti passate in bianco.

    Io sono un gioco.

    Rendo confortevole il silenzio,
    esplodo dentro, a chi non è.

    Io sono un gioco.

    Oscillo come un aquilone,
    trasparente come una lacrima.

    Io sono un gioco.

    Dipingo fantasmi liberi di volare,
    allevo sogni privi di colore, profumati di speranza.

    Io sono un gioco.

    Ho scelto il mio ruolo,
    guardare il cielo, al tramonto, una volta riposto.

    Io sono un gioco.

    Trovo sempre qualcuno che vuole giocare con me,
    c'è sempre qualcuno che si prende gioco di me.

  • 14 agosto 2011 alle ore 3:26
    Il giorno più triste

    Mi divora il dolore,
    trapanandomi gli occhi,
    dai quali sgorgano lacrime di sangue, soffiate da singhiozzi impazziti.
    Tu vivi come vive un sasso che si nutre del mare.
    L'acqua mischiata al sale lo lacera piano piano.
    Tu vivi come vive la terra, calpestata e generosa.
    Ti vesti di sogni che si tramutano in segni,
    fai movimenti appena accennati dei quali neanche ti accorgi,
    e per qualcuno son tutto.
    Tu sei il fuoco che tutto brucia,
    ti scrolli la cenere come un vento di fine estate che tutte le foglie si porta.
    Il mio tormento è come l'acqua di uno stagno,
    torbido e indigeribile. Mi circonda e si prende gioco di me,
    che lo nutro, come fosse tutto quello che ho.
    Danzandomi attorno forma cerchi nell'acqua,
    i quali evaporano al tuo sguardo.
    Tu sei l'incrocio tra la vita e la morte,
    finita la notte.

  • 13 maggio 2011 alle ore 22:16
    Morirò solo

    Morirò solo
    come un cane,
    con gli occhi rivolti verso il basso,
    morirò solo
    senza padrone,
    sarà un pomeriggio di agosto, o un mattino di aprile,
    oppure sarà un freddo tramonto di febbraio
    quando, tu ti siederai
    ad ammirare un sole scialbo che scompare,
    che ti ha portato solo guai..

    Morirò solo
    è il mio destino,
    morirò senza  svegliarmi,
    senza dire
    ciao è mattino.
    Perderò la strada accostandomi piano piano,
    sarà un’uscita leggera,
    ecco, lo sento,
    morirò in una fresca mattina di primavera.
    Sognare,
    sarebbe bello
    accostarmi al  tuo viso
    prima dell’ultimo respiro,
    portarmi con me il tuo sorriso,
    portarlo con me all’inferno per sentirmi in paradiso
    e godere,godere di quel che qui non mi è bastato,
    di quello che ho trovato e come un uomo solo sa fare
    ho maldestramente calpestato.
    Sarà il giudizio di chi rimarrà vivo
    a tatuarmi sotto il mento, oltre alle date,
    un epitaffio con aggettivo e sostantivo.
    Ma ciò che rimarrà di me
    è quello che ti porterai dentro solo te.
    Questo è quanto,
    quanto ti dovevo,
    lo so non è nulla se penso al male di cui ti senti ora vestita,
    ma ricorda, tu sorridi ancora,
    la tua favola non è finita.

  • 06 aprile 2011 alle ore 9:47
    MIRAGGIO

    Dipingi la mia anima
    con i colori più vivi,
    per pennello un sorriso.

    Detti al mio sapere le frasi più dolci,
    riempiendo questi inutili fogli bianchi.

    Scolpisci dentro ai miei occhi una tua impronta,
    leggero si fa il peso del mio tormento.

    Sei la voglia di solitudine,
    che ispira il mio fragile e confuso pensiero

    Tutto può accadere ora,
    perfino accorgerti della mia esistenza.

  • 16 febbraio 2011 alle ore 19:14
    corpo mente

    Il mio obiettivo è inchiodare il pensiero

    è li che i letti sono sempre appena fatti
    è li che i vestiti sono sempre appena cambiati
    è li che giace la macchina distruggidocumenti.

    Partecipare a un lutto non è mai cosa gradevole
    partecipare a un'intimità non è mai cosa semplice

    la mia fantasia immagina possa sempre succedere qualcosa di bello

    le sono grato per questo

    ma è così cinica quando si sveglia al mattino e mi obbliga a fermarmi.

    Durante i lunghi giorni di inverno avevo pensato
    molto
    a come sarebbe stato quel momento.

    Due venti che si incontrano non puoi sapere dove si vivranno.

    Insensibile a qualsiasi tipo di emozione

    ti vesti
    fai cambi
    triti

  • 10 gennaio 2009
    Spirito libero

    Ricordo tutto di te
    anche se non conosco nulla.
     
    Ti vedo
    cordiale, distratta, assorta, triste,
    così vicina
    ma deliziosamente irraggiungibile.
     
    Ho abituato i miei occhi
    a respirare il tuo profumo,
    come un ladro timido e discreto
    quasi neanche me ne accorgo.
     
    Ho imparato a chiamarti
    anche se a me è estraneo il tuo nome,
    ho scolpito nel mio ego il tuo sorriso,
    dolce e intenso,
    misurato e deciso.
     
    C’è  complicità nel tuo sguardo,
    c’è il desiderio di non soffrire
    ci sono tutti i giorni passati,
    in fila,
    uno dopo l’altro;
    c’è un’energia che cattura
    e mi fa sentire
    felice, impacciato, leggero, disperato,
    in una frazione di attimo.
     
    Non appari mai nei miei sogni
    perché  i sogni non sono belli come decantano,
    appari tutti i giorni nella mia realtà,
    sei un’onda anomala
    che sbatte contro gli scogli della mia timidezza
    e infrangendosi disperde tutti i miei confusi pensieri.
     
    Mentre ti osservo da dietro le sbarre dei miei errori
    penso...
    Vorrei fossi prigioniera,
    libera sei inarrivabile,
    sei impossibile per i miei occhi
    e non possiedo le chiavi per poter fuggire dall’inutile.
     
    Sei la tranquillità e il tormento,
    sei l’inverno che lentamente mi sorprende,
    sei la voglia di volare fino ad accarezzare il cielo,
    sei la sveglia del mattino
    che vibra e fa pulsare il cuore.
    A ogni battito una luce;
    i tuoi occhi che sorridono