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Autore

Luca Gamberini

in archivio dal 29 apr 2008

30 maggio 1967, Bologna - Italia

segni particolari:
Ho una clessidra a inchiostro ne l'epitalamo

mi descrivo così:
Apprendista filologo

05 giugno 2015 alle ore 12:23

Prove di volo

Resta ancora un poco qui con me, puoi dormire se vuoi, ma non andare via. Rimani tra onde di lino e cespugli di legno, rimani a distrarre i sudati vetri. Resta ancora un poco qui con me, a cantare insieme le canzoni che imparammo soli, rimani a colorare lo spasmo, trattieniti per un bacio che io non possa più dimenticare, è quasi ora e devi andare, ma resta ancora un attimo, non obbligare il tempo a esistere per non dimenticare. Resta ancora un poco, pur di intrattenerti potrei fare il clown, il playboy, il cuoco; ma tu resta, proteggi questo amore e sarà sempre festa. Chiedimi di me e ti dirò chi non sono stato mai, resta ancora un poco qui con me, a stupefarti del mondo che non c'è mai stato in tutti gli anni che finora hai vissuto, resta ancora un poco qui con me, ad ascoltare il rumore degli oggetti infermi, non andare via proprio ora che in te ho trovato casa mia. Rimani nell'unico bicchiere che ci beve, nell'unica posata che ci imbocca, resta ancora un poco qui con me, rimani nei sogni che scorrono lungo le sponde di un sangue modesto, rimani nell'abito bianco che protegge le ossa dalla luna calante, resta ancora un poco qui con me, anche solo per un infinito istante, rimani a riassestare l'impalcatura dello scheletro, a rammendare l'inaffidabilità del muscolo. Resta ancora un poco qui con me, a restituirmi l'impossibilità di dimenticare, donami la magnificente imprecisione della bellezza, accordi, voce, tempo, e un'unica certezza: credevo fossi la solita canzone, invece sei un'inedita poesia.

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