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Autore

Luciano Tarabella

in archivio dal 20 ott 2008

10/01/19?7, Viareggio

segni particolari:
Sognatore di lungo corso, fuori dall'ingranaggio come il chicco di caffè caduto sul tavolo. Pesce fuor d'acqua e dalla boccia di vetro. Il più grande poeta di tutti i tempi. Anche quelli supplementari!

mi descrivo così:
Stupefatto dal tempo e dalla vita. Innamorato della poesia fino ad abusare di lei violentandola in tutte le posizioni meno quella del missionario.

24 ottobre 2008

Quand'ero sordato

Sonetto in vernacolo livornese immodestamente pluripremiato


Ni scrivevo tre lettere ogni giorno
perché lontana  'un ci sapeva sta'.
Quanti postini ho fatto cammina'
sulla via che da Roma va a Livorno!


Lei credeva che avessi lì d'intorno
chissà quante ragazze da bacia',
io ni scrivevo: " Cosa vai a penza' ,
aspetta con fiducia ir mi' ritorno! "


Infatti ci sposammo! Bella gara!
Si pareva du' gatti in una balla! (1)
Poi. un giorno lei mi fece, bella chiara:


"Ciò un altro, sai? Bisogna che ti mòlli! "
E nun ci fu più modo di fermàlla.
Deh, mìa per nulla, be' mi' francobolli! "


1): sacco di juta

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