Dorme con un orecchio aperto.
Anche adesso
che nessuno chiama il suo nome.
Nei sogni corre ancora.
Le zampe si muovono appena,
come foglie toccate dal vento.
Ha inseguito campi,
biciclette,
estati intere.
Ora conosce un'altra scienza:
quella del sole sul pavimento,
dell'acqua bevuta piano,
del tempo che non ha fretta.
Lo guardo respirare.
Quanta dignità
nelle cose che smettono di correre
senza smettere di essere vive.
1 giugno 2026
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Mi hai piantato dei chiodi nell’anima e ti stupisci se adesso, quando mi tocchi, ti sanguina la mano. Volevi un'opera d'arte sul mio dolore, ma hai solo costruito la tua trappola.
Tratto da Lacrime di Cristallo
Alma Gjini