Tra due rive
La notte si sfa in un respiro di sale,
asciutta e tagliente sui vetri del mondo.
Restiamo sospesi in un vuoto irreale,
mentre il silenzio si fa più profondo.
E secca la notte e la nebbia che ti dondola,
culla di spettri e di sogni sbiaditi,
l'ombra del tempo che tutto arrotonda,
tra i nostri corpi ormai rimpiccioliti.
Ti stringo e ti stringo e non s'unisce la tua anima alla mia,
restiamo vicini ma persi nel buio,
come due navi costrette alla via
di un mare che nega ogni porto e rifugio.
E me ne andrò da questo amore,
spezzando il filo che ci teneva legati,
lasciando che il pianto diventi pudore,
tra i passi perduti e i giorni scordati.
Che è un vento tragico di mare,
un urlo di schiuma che spezza le rocce,
capace soltanto di farci affogare,
inghiottendo i ricordi a piccolissime gocce.
Di un'altra vita... forse un giorno, chissà,
saremo la luce che oggi ci manca,
ma adesso l'inverno negli occhi ci sta,
e l'anima, stanca, si arrende alla sera.