username o email
password

Ti piace Aphorism?
Segnalaci su Google

Inserisci la tua e-mail per ricevere gli aggiornamenti

Autore

Stefano Pietri

in archivio dal 17 ott 2011

25 maggio 1963, Roma - Italia

mi descrivo così:
Giornalista pubblicista Ho pubblicato: nel 2007 "Uozzamericanboys" con Edizioni Tracce nel 2011 "Non credevo di trovarti su facebook" con Aletti editore

05 dicembre 2011 alle ore 12:27

Non credevo di trovarti su facebook

di Stefano Pietri

editore: Aletti

pagine: 272

prezzo: 13,25 €

Acquista `Non credevo di trovarti su facebook`!Acquista!

Una forte emozione viene fuori dalle pagine di “Non credevo di trovarti su facebook” di Stefano Pietri, che è in realtà una storia semplice, diretta, spontanea. E’ narrata in prima persona e tutta d’un fiato dal protagonista, un uomo che conduce una vita tranquilla, che definiremmo “normale”, con un lavoro apprezzabile, una compagna stupenda e l’alberghetto di fiducia in riva al lago per le cicliche fughe d’amore. Ma questo ragazzo romano, che ha ormai passato i quaranta, scopre d’un tratto i richiami ammalianti del mondo di facebook, che alla sua età vive mischiando il classico atteggiamento snob di chi sembra trovarvisi per caso (e certamente solo per “postare” video presi da youtube di qualche astro musicale ormai tramontato, o versi d’autore che la nicchia di coetanei a cui velatamente si rivolge apprezzerà con identico atteggiamento…) al desiderio di emulare la leggerezza tipica degli utenti adolescenti. Questo genera un vortice di sensazioni che scaturiscono dal desiderio di ritrovare i protagonisti del proprio passato, di rivivere emozioni e situazioni che possano dimostrare l’avvenuta crescita, la maturazione, la rivincita dell’uomo completo e affermato sul ragazzetto timido e silenzioso di tanti anni prima. E così, grazie a questa qualità che ha facebook di ricostruire il passato, il vortice cresce, accelera, le amicizie virtuali diventano passioni, emozioni irrefrenabili, tessere che mancano ad una vita che certo va bene così com’è ma solo fino a che non si sente sulla pelle quel gusto del proibito, che scombussola abitudini e certezze. Motore trainante di queste dinamiche, e di tutte le storie che intorno ad esse ruotano, è ovviamente l’amore, l’unico sentimento in grado di creare errori e infinite giustificazioni, di annullare razionalità consolidate e porre domande a cui è impossibile dare sicure risposte.
Utilizzando in maniera armoniosa tutti questi elementi, l’autore riesce a descrivere come modi di vivere semplici e comuni del nostro mondo contemporaneo siano smossi dalla rete, che scava e scombussola i luoghi più profondi e spesso sopiti della nostra personalità, desideri di cui non siamo mai stati realmente consapevoli fino a che i tentacoli di facebook  non abbiano sfiorato i ripostigli in  cui li avevamo relegati. Tutto ciò produce l’emozione avvolgente che è vera protagonista del libro, e che colpisce più degli altri suoi lettori proprio la generazione degli over trentenni di oggi, che provano (tutti, prima o poi) l’approccio con il mondo dei social network, e che leggendo queste pagine sentiranno uno strano brivido sulla schiena, nello scoprire che forse quell’ingenuo e sprezzante approccio con cui utilizzano le “bacheche virtuali” nasconde  forse più pericolose tentazioni, richiami che sta a ciascuno decidere di ascoltare o meno.

recensione di Sabina Mitrano

Commenti
Accedi o registrati per lasciare un commento