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in archivio dal 15 set 2006

Valeria Sartino

11 aprile 1988, Napoli
Mi descrivo così: "Ogni uomo mente, ma dategli una maschera e sarà sincero". O.Wilde

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  • 18 ottobre 2006
    Specchio...

    Cammino sugli specchi e mi volto.


    Guardo, osservo, scruto le ombre dietro me.


    Distante nel vento, un canto;


    melodia di suoni e parole,


    eco di sogni passati,


    segreti, fantasie lontene cullate dal mare.


    Un riflesso più in là e,


    sprofondo in un abisso dove neanche più le stelle


    a tenermi compagnia.


    Una rete mi avvolge,


    dieci, cento, mille mani su di me,


    toccano. Stringono il mio cuore;


    un fischio m'incanta.


    Colori, emozioni e desideri


    imbalsamati nel labirinto del tempo:


    vai avanti ma non sai se potrai tornar indietro.


    Respiri fiducioso e attendi,


    quando d'improvviso


    un fruscio lieve rapisce i tuoi sguardi.


    E' il futuro che insistente pressa...


    L'aurora è giunta,il sole sta spuntando.


    Sorge un nuovo giorno,


    nasce un nuovo sogno.

     
  • Voglio perdermi nei tuoi occhi

     

    Sprofondare nell'abisso delle tue braccia

     

    Respirarti...

     

    Solo con te esisto

     

    Solo per te vivo

     

    Solo in te muoio

     

    Amare come mai ho amato

     

    Credere come se avessi una fede immensa

     

    Voglio farti mio,averti,possederti

     

    Mangiarti il cuore,rubarti l'anima.

     

    Pelle contro pelle

     

    Mani nelle mani

     

    Labbra che si succhiano

     

    Lingue che si annodano.

     

    Contorsionisti di luoghi lontani,tu ed io

     

    Funamboli roventi

     

    In equilibrio su fili di rame intrecciati

     

    Sento il calore che ci avvolge.

     

    Il sudore scivola sulle nostre anime

     

    Le vene cristallizzate.

     

    Bagnato è il tuo viso

     

    Tremano i miei pensieri...

     

    Volo via con te questa notte.

     
  • 15 settembre 2006
    Non smettere di amare mai

    E' in momenti come questo che non vorrei più...

     

    E' in momenti come questo che non vorrei più amare così.


    Cosa mi hai fatto per rendermi così malata d'amore?


    Ho paura a piangere


    paura ad urlare


    paura ad amare.


    Mi sforzo a capire, ma infine?


    Solo dubbi, paranoie ed emozioni.


    Solitudine fuori e dentro me.


    Deserto dove cresce un fiore... un solo fiore nero.


    Concentrato di spine.


    Su di un petalo gocce di sangue che dilagheranno


    su tutto il corpo come un morbo in espansione.


    Gusci evanescenti, contengono parole sbiadite


    da un passato che non è più.


    E nella mente, una sola frase a tenermi compagnia:


    Non smettere di amare mai.

     
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  • Come comincia: Un giorno come tanti, persone come molte,vite che si intrecciano, sguardi che si incrociano. Sono solo momenti. Solo storie. O forse attimi che durano eternità, storie che come linee rette si prolungano all’infinito. Tutti sono alla ricerca della felicità, di quell’istante per il quale potresti scalare un monte o guidare ininterrottamente per cinque ore, solo perché c’è lui a portarti per mano. A renderti capace di gesti folli e inaspettati, a complicarti la vita maledettamente, a distruggere i castelli di carta fino ad allora costruiti:c’è lui. L’amore è dietro l’angolo, nascosto in un vicolo, che all’improvviso, balza fuori e ti trascina nel suo vortice,fino a toccare il fondo. Ma non ti importa, tanto…c’è lui!

     


    Distanze ci dividono, materiali e non, ma siamo disposti a tutto pur di non perdere quello per cui viviamo, il motore che ci fa respirare e sperare. Eravamo innamorati, ricordi? Una cosa sola tu ed io; la stessa vita, uguali dolori e gioie, segnati da un unico destino. Segretamente persi l’uno nell’altra, parole gridate al silenzio delle stelle: confidenti mute, avevano una risposta a tutto. Ora no, il cielo è cambiato:non più blu scintillante,ma nero opaco,freddo,mortale.


    Sabbia e maschere su di noi, circondati da un mare inquinato, dove non esiste più alcun sentimento puro. C’è del marcio qui fuori e neanche una goccia di pioggia a lavarlo via. Ho sete, la gola secca, la testa che mi scoppia, ma nonostante tutto i pensieri continuano a portarmi lontano, sempre nello stesso luogo, dove ti ho incontrato. Seduta su di un tavolo a parlare di tutto e niente.


    -Ho un figlio- mi dicesti.


    -Anch’io. Una figlia-.


    Mi rimbombano nella testa e nel cuore le tue parole, inutili forse, ma pur sempre tue. Ti ascolto, mi ascolti, ti ascolti, mi ascolto. Nego tutto, è solo un momento,non è reale, tu non sei reale. Forse mi odi, forse no, l’unica cosa che conta è che sei qui con me a discutere, ridere, giocare. Abbiamo giocato a lungo io e te, sentendoci padroni del mondo e delle nostre emozioni; capaci di poter dire basta come e quando avremmo voluto, ed ora cosa siamo? Ora chi sono? Un’ombra del tuo formidabile passato, una macchia del mio faticoso presente. Bisogna abituarsi ai calci della vita e cercare non di pararne i violenti colpi, ma di accoglierli in se,assaporarne la forza,assimilarla e poi rispondere con la stessa energia.


    Vivere è l’unico modo per poter giungere in cima.”