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Autore

Virna Pavignani

in archivio dal 11 dic 2007

19 ottobre 1978, Bologna

11 febbraio 2008

Heavy metal

Mi aggiro tra vicoli sporchi e desolati
Di periferia, i muri sgretolati
Coperti di scritte anonime e colorate
Ripenso al sapore di quelle giornate
Di estate infuocata, la scuola finita,
A come il mio cuore era colmo di vita
Tra il vino e Baudelaire e notti stellate
E mille canzoni mai dimenticate,
Di rabbia e silenzio, inquietudine pura,
E come ero fragile eppure sicura
Mentre camminavo tra la mia disperazione
E l’anima era colma di rabbia e di illusione.
Nell’orecchie vibrava una chitarra distorta
Era il grido della vita che bussava alla mia porta.
Allora come adesso nella stessa situazione
Di una vita dannata dove impera la ragione
Di quest’anima demonio che vuol vivere all’estremo
Ed è ciò per cui aspiro, perché vivo e dentro fremo
Nella musica che ascolto, è più forte dell’amore
Più del sangue nelle vene è l’estremo del dolore
Non è scelta ma destino, dolce veleno divino
Che mi libera l’essenza e fa parte del destino
Perché questa è la mia vita, amo il nero misterioso
Sono ring e sono bang, l’universo misterioso
Dolci lacrime amare, e l’oscuro, e la pazzia,
Questa musica è tutto e mi porterà via.

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