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in archivio dal 04 feb 2011

Enrica Miglioli

26 dicembre 1946, Pontevico (BS) - Italia
Segni particolari: a) Quando i raggi del sole
Stalattiti sono,
quando la luna si nasconde
dietro nuvole
senza sorrisi,
ed il manto notturno esala
odore di pece;
Il cuore diviene un’ enigma inesauribile!
E’ da qui che nasce la poesia.

b) CHE SIA LUNGAMENTE LUNGA LA NOTTE, COME L'AMORE CHE PORTO IN SENO!


 
Mi descrivo così: C) Dalle miei mani bianche cadono come sassi
le mie parole, pesanti
come i miei silenzi...

D) Poiché tutto ciò che scaturisce dall’anima ha un peso umano
non misure né costi, né appartenenze politiche né sociali, ma
è un dono, un ectoplasma nell’osmosi che percorre ogni passo dalle origini!
 
Mi trovi anche su:

elementi per pagina
  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:50
    UNA CAREZZA DI CORIANDOLI

    Era Carnevale, era!
    Io nella folla caotica
    spiavo maschere di ogni colore forma.
    Era il caos, eppure…
    mi giunse una eco lontana
    inquieta ma persistente!
     
    - La nebbia non diradava.-
     
    Svolazzavano coriandoli
    sfiorando le mie gote leggeri…
    Segnò il tempo
    incastonata come un diamante
    una lacrima.
    Sempre tu,
    con passo leggero
    tendesti la tua mano d’angelo
    per seguirne le orme.
    Carnevale e coriandoli
    come foglie d’autunno
    zizzagando caddero nel vento,
    incisi sul cuore
    una calda carezza
    ed un bacio che,
    scandisce le nostre ore!
     

     
  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:48
    UN CARONTE BUONO

    UN CARONTE BUONO

    ( a Matteo Salvini Lega Nord)

     

    Io t’invento Caronte buono,

    ti pongo tra la madre terra

    e l’emisfero celeste Matteo Salvini,

    tu sei terra e aria

    un traghettatore fra il credere umano

    e la forza terrena,

    di una terra vituperata, l Italia;

    da vipere striscianti

    con nel cuore veleno

    senz’ antidoto.

     

    Un folletto animato d’azione

    che non teme ostacoli

    non ha barriere nè confini.

    l’ipocrisia “rossa” ti fa un baffo…

    tuoni le tue verità

    che sono di tutti noi…

    un portavoce popolare

    in difesa del debole, sempre!

    Orrore, violenza,

    vigliaccheria da chiunque provenga

    la combatti a suon di sagacia.

    Son povere le mie parole

    In questa poesia,

    non contemplano tutto il disagio umano

    ch’è chiuso nel mio cuore!

    Ma la speranza ansiosa

    di un futuro migliore,

    l’aspettativa di un popolo che grida giustizia…

    ha un nome solo; Matteo Salvini.

    Grazie, per ogni tua goccia di sudore.

    Noi popolo italiano

    saremo in grado di renderti

    almeno in parte,

    l’orgoglio di averne fatto parte?

     

     

     

    Enrica Miglioli. 15/8/2017

     
  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:45
    SVEGLIATI MIO DIO

    Pare Tu abbia creato paradiso e inferno,
    concetto biblico a Te riservato.
    Al paradiso hai riservato
    anime pure,
    lacrime di silicio,
    angeli innocenti e vergini,
    donne uomini a tua immagine,
    nella loro verde età…
    Uomini giusti
    sfracellati nella loro età più bella
    per una manciata di denari,
    massacrati da ingordi e depravati
    uomini di mafia e di stato!
    Essi, farisei moderni, hanno l’anima
    che odora di sangue umano e
    la faccia camuffata da un vello
    color di pece.
    L’ inferno, atavico, ai blasfemi?
    A Te il giudicare,
    qual’ è il corrotto o il corruttore
    il controllato o il controllore
    l’assassino  o la vittima
    il delinquente o l’indifeso?
    Abbiamo bisogno di Te
    Dio mio, svegliati…
    il cielo non è sazio,
    di anime innocenti?
     
     
     
    Note: Biblico: grandioso solenne – della bibbia-
    Silicio: polvere di cristalli grigi – viene impiegato come disossidante –
    Farisei: seguaci della Antica setta ebraica – invettive lanciate da Gusù ai farisei –
      Atavico: carattere particolari di antichi Avi –
    Blasfemi: che pronuncia empietà, sacrilego, irreligioso etc - 24/10/2015
     

     
  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:43
    STELLA DEL POPOLO ITALIANO

    Sono orme giganti
    segnate da un becero perbenismo
    da un triste dopoguerra
    che credevamo finito…
    grida vendetta gettando strali biechi
    e grigiore, in un benessere sudato,
    segnato da profonde rughe
    rugose umane,
    come le zolle di un arido terreno
    ostile, ai più sacrifici, umani  valori.
     
    Nel suo grembo
    Innumerevoli suicidi di esseri umani,
    che uno stato dignitoso
    dovrebbe difendere…
    calpestato da un ingiustizia melensa,
    da una politica falsa e spergiura
    senza scrupoli!
    Davanti a Dio che vede ed aleggia su tutti
    ci elargisce lacrime amare
    per la codardia e
    l incapacità di ometti in loden
    da lauree bocconiali,
    usate soltanto, per eccessivo potere.
     
     Stella polare
    che hai per nome, Lega-Nord
    dove la tua flebile luce
    illumina il difficile cammino
    del popolo Italiano.
    - NON DELUDERCI ANCHE TU..! –
     

     
  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:41
    IERI COME OGGI

    ( massacro di cristiani e anziani in uno stato EUcolpevole ed incapace – Senza essere eletti dal popolo italiano; Mario Monti 2011 fino al 28 aprile 2013 è stato Pres. Consiglio dei ministri – Pres.te Repub.Ital: Giorgio Napolitano – Sergio Mattarella, 12º Presid. Repubblica Ital. dal 3 febbraio 2015. - 2013 Matteo Renzi Pres. Consig. Ministri ital. e memb. del Part. Democr. - Laura Boldrini Pres. Camera).
     
    Nel tempo andato
    più di settanta primavere fa,
    cessava una guerra
    ricca di macerie e di vittime innocenti;
    carne viva travolta
    e cadaveri maciullati
    da armi da guerra e bombe...
    Come fuochi artificiali
    indoravano il cielo,
    di morte, calpestando,
    disarmata la dignità umana!
    N’é ricca la storia che,
    oggi si ripete
    in nome del mostro-potere.
    - Senz’ armi ma,
    fende anche l’aria che respiriamo;
    con l’arma sottile
    di un crudo sorriso,
    senza scrupoli, parole violente
    celate da melense decisioni, corrotte.
    Blasfemi religiosi,
    perpetrato nel tempo
    in nome di un Dio,
    dissacrato e bestemmiato
    per coprire il misfatto,
    di un massacro umano,
    del mio tempo!  
    Da Monti a Renzi
    arbitrio personale,
    hanno dato vita ad una casta riluttante
    di sterminio popolare…
    < anche senz’ armi si può uccidere!>

     
  • 09 febbraio 2016 alle ore 20:39
    A MATTEO IL LEGHISTA DEI POPOLI

    A MATTEO IL LEGHISTA DEI POPOLI

     

    Come un guerriero temerario,

    senz’armi né scudi

    scendi in campo,

    ogni volta che il nemico

    scaglia stocchi nel cuore

    di un popolo indifeso,

    costretto a mendicare

    un tozzo di pane

    e, un po’ d’amore!

     

    Lotti senza riserve

    dentro un covo d’ipocrisia politica,

    di violenze verbali,

    camuffate da un buonismo becero

    assetato di potere, denaro

    e comodità impensabili.

    Hanno un lessico diplomatico, “loro”;

    ch’è solo una maschera idiota

    costruita d’argilla e

    senza valore alcuno.

    Sganci bombe di umana verità

    per la libertà del popolo italiano;

    onesto, indiscriminato

    vilipeso, violentato, invaso.

    Dove uno stato di serpi

    ha tolto Dignità

    Ideali, Moralità, Civiltà.

     

    Quanto sudore e lacrime fra le zolle

    della madre terra.

    Braccia robuste e stanche la sera

    ma nelle mani incallite

    un tozzo di pane non mancava.

    L’Italia era il giardino del mondo!

    Lo era, oggi è l’urinatorio del mondo orientale musulmano

    e di uno stato, mai eletto da nessuno.

    - C‘è chi le chiama “risorse”…-

     

    La rabbia e l’orgoglio,

    urlato dalla grande Oriana Fallaci;

    è anche nostro…

    lo stesso grido inascoltato

    ancora oggi ribolle Matteo,

    Siamo valchirie del trentesimo secolo

    senza sentirci eroi, ma semplici cittadini

    con un idioma popolare; Libertà!

     

    Enrica Miglioli – 15/8/2017
     

     
  • 25 marzo 2015 alle ore 14:16
    ORIENTE ISIS E GLI ALTRI

    Avanza lento,
    spietato ed incolore,
    il tempo.
    C'è chi ancora
    vuole la guerra,
    la violenza,
    armando mani
    di sangue
    senza scrupoli, né pietà!
    Una tempesta
    di fuoco
    su innocenza
    senza peccato,
    o violentata nel suo essere
    castrando  giochi d'infanzia,
    sostituendo un cavallo di legno,
    o una bambola;
    con bombe umane, kamikaser.
    Vermi umani insozzati,
    impregnati,
    di odioso sesso criminale…
    che il vento d’oriente
    sfigura ogni possibile sorriso,
    devastando già flebile,
    ogni speranza.
     

     
  • 25 marzo 2015 alle ore 14:08
    Il Toro nell’Arena

    Stasera vado ad uccidere
    Il toro nell’arena
    dell’Andalusia Gitana.
    Cantano stonate
    le corde del mio cuore
    struggente di curiosità
    e di dolore!
    - perché scrivo questi versi? –
    La mente avida m’incita
    vogliosa di conoscenza…
    l’orgoglio gitano
    di Pax Andalusa, trasfigura
    d’orgoglio vanitosa.
    E’ piccola e nubile
    come gentile bianca colomba,
    libera,
    profuma di mirto.
    Suono nel vento di nacchere vibranti  
    nervosi i tacchi del suo passo, sincronizzati!
     
    Più giù il cuore mio
    ribelle sanguina
    come una chitarra scordata
    alla quale mancano
    Le chiavi;
    per accordarla!
     

     
  • 25 marzo 2015 alle ore 13:45
    Gli specchi di Cordoba

    Filari di cipressi,
    di melograni, uva,
    di aranci dolci-amari sotto il miraggio solare,
    della Sierra Morena,
    dio di un cielo azzurro
    come il manto della Vergine Maria!
     
    Lenta e dolce melodia di specchi
    del fiume Guadalquivir,
    che riflette la Mezquita
    rimandandoti quadri di colori
    irraggianti e caldi dell Andalusia
    verso Granada!
     
    Cullano le acque del fiume
    amorosamente lente,
    e lunghe
    dissetando la pianura
    come una madre che allatta il suo bimbo
    tenuto nell’acque del suo ventre
    fertile e rigoglioso
    di un amore infinito.
    Magia di specchi Cordoba
    vanitosa e solare
    come Narciso!
     

     
  • 25 marzo 2015 alle ore 13:41
    Analisi ininterrotte

    Come stocchi di spade
    s’odono nel vento
    invisibili, in una nebbia latente
    che sconfina
    un passato remoto e presente
    togliendoti i sogni,
    un divenire senza tempo
    di realtà amara
    trucida, corrotta e violenta.
    Lunghe analisi nel dormiveglia
    di un sole malato oh,
    di vestali umane,
    grigie, sradicate e violentate…
     
    Con amore
    mi offro al mondo,
    urlando il mio sgomento
    in un susseguirsi
    di messaggi poetici,
     con pennellate di colore,
    che restano evasi,
    che nessuno ascolta.
     
    Ritorna il natale,
    come ritorna il dolore in tutto il mio essere
    come un morso di una vipera
    che innesta il suo veleno:
    solo un attimo di speranza,
    una preghiera, sempre la stessa, poi,
    sempre più nera
    avanza la nebbia con le vesti da regina!
     

     
  • 25 marzo 2015 alle ore 13:35
    UN AREM D’INDIFFERENZA

     Impallidisco tremando
    quando la fiamma dell’impotenza
    in me divampa,
    come scudisciate sulla viva carne
    avvilita e tesa,
    nella dilagante corruzione
    sociale e politica, della mia epoca!
    Lacrime di spilli
    incidono nella carne viva
    sferzando nelle ferite
    il malvagio veleno,
    nell’ indifferenza melensa!
    Nazioni denudate,
    innocenza violentata,
    dallo schifo della pedofilia!
     
    Son mani tremende, cervelli di rovo
    dentro guerre intestine
    di un sistema devastante!
     
    Tra pianure infinite rigogliose
    il dio nero domina senz’ anima e,
    l’emiro nel sole di fuoco
    ha olezzo di sangue, di morte oh!
    Con la faccia celeste,
    un mostruoso-uomo…
    vestito da prete!
     

     
  • 26 gennaio 2012 alle ore 22:47
    Buon Compleanno Aphorism

    se potessi rubare l'argento alla luna
    se potessi soffiare dentro il vento all'alba
    se potessi rubare un raggio al sole,
    se potessi essere un acquilone portarti l'infinito dei colori,
    sarei tutto questo
    per te!

     
  • 26 gennaio 2012 alle ore 22:44
    Quaranta primavere

    Le tue prime quaranta primavere
    un campo di girasoli,
    di raccolta
    n’é di tempo!
    I tuoi primi quant anni sono:
    grappoli d uva
    maturati al sole dell estate
    ogni chicco è un elisir
    d amore!
    Sono: un melo dai frutti rossi,
    non tutti hanno
    l essenza pura;
    ogni morso ha
    sapore diverso!

    La radice è, Una sola.

    Essa è radicata e tenace
    progetta l energia nel tuo futuro
    senza paure
    sfidando la vita!

    Non temo il tuo volere né
    la tua possente speranza,
    è la tua Anima Buona che,
    confrontandosi col mondo
    possa ferirsi  e divenire anemica!

    < A mio figlio Teodoro (Teo) 8 genn. 2012>

     
  • 26 gennaio 2012 alle ore 22:41
    Erano i colori di un tramonto

    Erano colori d'oro di un tramonto
    quelle comete di sogni
    tracciate nell infinito
    da mani sapienti e magiche che,
    il mare inghiottiva
    mentre la nave s'allontanava;
    inchiodava il cuore
    in un dolore sordo
    silenzioso
    pesante
    come un macigno!
    L'ebbrezza accarezzava
    una fredda marionetta statica,
    stritolata
    da una vestale emozionale
    bianca
    come la sua anima.

     
  • 26 gennaio 2012 alle ore 22:36
    Il Tempo Delle More

    Strisciando come lucertola
    cercai invano
    una spada di sole
    nascosta in uno scialle di nuvola
    stordita da un lampo
    furtivo. 
    Un pugnale
    sguainato
    trapassò le mie viscere
    li ci restò.

    Il tuo sorriso dipinto d’azzurro
    da ricordare per il resto della vita,
    le gote purpuree sfiora …ancora.
    Contemplo
    il tempo delle more,
    ed un sudario dagli occhi
    all’ombra di un pioppo,
    rimembra su ogni ramo
    i giorni da ricordare.

    Proiettata nello spazio
    sotto un ponte d’arcobaleno
    un ombra vagabonda
    lascia nel mio grembo
    una rosa bucata,
    testimone in un libro
    più volte riletto che,
    ancora scrivo!

     
  • 26 gennaio 2012 alle ore 22:08
    A SAMUELE

     

    Il tuo pugnetto ancora chiuso
    bussò alla porta
    dell’inoltrata primavera,
    ho fatto spazio al mio cuore
    inondato già
    di tanto amore.

    Siete quattro
    quattro come le Stagioni
    i punti Cardinali sono quattro
    Cristian Nicolas Denise e tu Samuele
    avete l’energia dei quattro elementi,
    quattro, come gli angoli di un quadrato.

    Quasi un anno è passato
    come una gentile carezza
    il seme incerto
    è inebriante sorriso
    che ubriaca i miei giorni
    come una coppiera degli Dei,
    generosa, coinvolgente
    colma di te,
    di voi, quattro!

    NATO IL 6 MAGGIO 2010

     
  • 18 aprile 2011 alle ore 18:53
    HO VERSATO LACRIME PER TE

     ad Alda Merini 2004

    Ho versato lacrime per te,
    mostro sacro
    sirena del mare
    nereide d’ amore e di dolore.
    Una stella di granito
    con tormento bestiale
    s’è posata sul tuo cuore…
    io m’inchino
    come una maddalena
    ai tuoi piedi duri
    alle tue mani di chiodi
    ai tuoi occhi sfavillanti
    e mostruosi,
    per un dogma primordiale.
    Ho versato lacrime per te
    scavando nel primordio dei tuoi versi!
    …Mi sono bruciata!…

     
  • 18 aprile 2011 alle ore 18:50
    LA DIGA DEL VAJONT

    E’ sgomento.
    Scheletrita, inchiodata
    il mio sguardo ripercorre quel colosso di cemento grigio,
    una diga imponente
    un mostro senz’anima;
    come una tristezza senz’alchimie.
    Mostruosa si erge
    fra due polmoni di montagne
    e fa paura anche s’è muta.
    Gigantesche ed infinite,
    da sconfinare la volta del cielo,
    la catena dei monti ombrosi
    dignitosi e silenti
    abbracciano di tenebre
    le viscere terrene
    con lamento di anime sperse.
    In quel deserto di pietra glaciale
    nell’anima sento l’arteria arenaria
    come di un morso d’aspide
    che striscia nelle mie vene!
    Lo sguardo s’allunga
    in un dolore senza misura
    nel silenzio sgomento
    dal blasfemo cemento
    aldilà della valle;
    l’eco di gemiti inconsueti
    come d’oltre tomba.

    Era il 1963, duemila anime,
    sepolte vive
    per la codardia e l’inefficienza dell’uomo…
    quarant’anni son passati
    ancora quelle montagne sono là,
    le stesse, si estendono all’infinito
    oltre la vallata del Vajont
    rigogliose e mistiche,
    ancora cantano il lamento
    a quella culla di tenebre
    a quella grande tomba
    di cemento e di morte
    che urla giustizia e verità.
    Come una madre piegata
    su di un figlio
    strappato alla vita.

     
  • 04 febbraio 2011 alle ore 20:36
    Spirito materia fra zen e yoga

    Vibra nell’aria come un’aquila reale,
    espande un dilemma mistero,
    lo sento scivolare come un fiume in piena
    tra le insenature dell’anima
    fertilizzando sponde d’energia.
    Alla velocità della luce
    disegna smeraldi viali
    rubini d’arabeschi  al passaggio del sangue
    ancora annebbiato della pura conoscenza!
    gesta da odalisca
    dolce musica di mare,
    il pensiero vaga
    nella volta dell’universo.
     

     
  • 04 febbraio 2011 alle ore 20:20
    Pontevico natio

    Pontevico, padre putativo
    discendo dalle tue radici
    ramificate e solenni;
    i rami tuoi
    sono vegeti colori
    claudicanti versi mah!
    incisi fra le insenature del cuore
    sparsi fra le tante stagioni e,
    come una dea ti faccio le fusa
    e ritorno straniera!
    Calpestato il suolo
    dopo decenni
    ero altera e silenziosa,
    madre terra non scorda
    chi da essa fu generata.
    Contaminata dal tuo sorriso
    vagai per ricordi remoti
    solidi, irremovibili, alternati!
    Ne fui soggiogata,
    mi sedetti e sognai di mille ricordi;
    nella soffitta
    estroversa e timida
    dentro una coperta di ragnatela
    assopita, c'era una bimba!

     
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