Non si affama un popolo, non lo si umilia e non lo si zittisce. Il popolo va rispettato come si rispetta un padre, il popolo lo si ama come si ama un figlio.
Tra le righe di queste poesie ho provato a ritrovarmi. Ho richiamato pensieri e vecchie foto, cartoline di ieri e tramonti di domani. Un semplice tentativo di appartenenza a me stesso. Evocando memorie sempre troppo indaffarate a resistere, parlo di lacrime e sorrisi, pioggia e torride estati. Parlo di navi alla deriva, di continenti ancora da scoprire,di foglie che cadono.