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Autore

Andrea Camilleri

in archivio dal 12 feb 2007

06 settembre 1925, Porto Empedocle (Ag)

17 luglio 2019, Roma - Italia

segni particolari:
Nel 2004 esce "La pazienza del ragno", a marzo 2005 esce "Privo di titolo", il 23 giugno 2005 esce "La luna di carta" che vede protagonista il Commissario Montalbano. Questi romanzi diventeranno una fortunata serie televisiva con protagonista Luca Zingaretti.

mi descrivo così:
Sono uno scrittore, autore televisivo e regista italiano.

17 ottobre 2013 alle ore 21:36

La gita a Tindari

di Andrea Camilleri

editore: Sellerio

pagine: 304

prezzo: 8.50 €

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Ho scelto questo romanzo perché mi piacciono i gialli, amo i dialetti e sono appassionata di gastronomia.
Non sono mai stata in Sicilia e ho pensato di incontrare quella terra attraverso il suo dialetto e i suoi sapori.
All'inizio non si capisce nulla: il libro pare un gomitolo di lana molto intricato.
Il commissario Montalbano è alle prese con un triplice delitto: vengono trovati morti uccisi un "picciriddu" - un giovane - e due coniugi "vecchiareddri".
Fra i tre sembra non esserci alcun legame; si vedrà, invece, nel corso della narrazione, che esisteva tra loro uno stretto rapporto.
La matassa del romanzo si dipana piano piano fino a sciogliere completamente tutt i nodi e, dopo tanti colpi di scena, si giunge ad un finale inaspettato ma molto, molto logico.
Andrea Camilleri possiede la capacità di far entrare realmente il lettore nella trama: c'ero anch'io, sull'autobus per Tindari, accanto ai coniugi Griffo, quel sabato...
Ero lì al commissariato di Vigata con Montalbano, Mimì, Catarella, Fazio a condividere gli sviluppi delle indagini.
Ero anche presente ai pranzi e alle cene del commissario per assaporare le prelibatezze della gastronomia siciliana.
In un giorno e una notte ho concluso la lettura.
Sono rimasta affascinata da come il libro è stato scritto, da come sono stati ideati i personaggi le cui vite, pur tanto diverse,si incastranmo a meraviglia l'una nel'altra come un perfetto intarsio.
Ma soprattutto sono rimasta colpita dalla forza espressiva che il dialetto di Camilleri sa dare alla narrazione.

recensione di Lidia Taffurelli

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