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Autore

Antonio Sammaritano

in archivio dal 07 dic 2005

03 aprile 1960, Mazara Del Vallo (TP) - Italia

mi descrivo così:
Amore per la pittura la letteratura e i libri. Nel 2005 ha stampato, autofinanziandola e in forma inedita, la prima raccolta di poesie curandone anche la grafica: 20 copie per gli amici. 

03 aprile 2008

La luna di J.

Intro: Una riflessione, una breve introspezione dettata da un melanconico ricordo: una passione, o forse un amore, chissà… E’ passato tanto tempo, le persone, le cose, mutano ma il testo di una canzone ridisegna un sentimento assopito.

Il racconto

Alcuni lustri fa ebbi una storia con una donna bellissima.
Per i miei occhi, si intende ma non penso solo per i miei.
Aveva una decina d’anni in più ma questa non è una regola e anche se lo fosse l’ho infranta insieme a lei e la infrangeremmo ancora, almeno in quel contesto.
Non so se sia stata una storia d’amore, di passione o di entrambe le cose. All’epoca non mi posi mai questo quesito, d’altronde non sarei stato in grado di distinguere la differenza tra questi due sentimenti che comunque hanno di sicuro le loro valenze.
Certo è che adesso, di tanto in tanto, quando faccio una capatina nel mio passato, la sua figura, che avevo quasi sfocata, mi sovviene molto più spesso e nitida come un'alba estiva.
Mi chiedo cosa significhi questo per brevi momenti ma , in apparenza tutto finisce in un “ Sarà un tantino di malinconia dovuta alla contingenza degli eventi che hanno contornato la mia vita negli ultimi sei anni e nient’altro.”
Riconosco però , alla lunga che non è cosi. In ogni caso non vi è alcuna differenza.
Non posso alterare il presente né riesumare il passato.
Ogni tanto mi succedeva di incontrarla e mi accorgevo, mentre prendevamo un caffè o un aperitivo che, nonostante il suo animo battagliero, il tempo non l’aveva risparmiata dalla sua inclemenza.
Le ricordavo, ogni volta, una canzone che canticchiava in modo superlativo e sinceramente mi addolora non poter sentirla quando la canta ancora perchè di questo sono certo.
Sono diversi mesi che non ci incontriamo per via del mio e del suo lavoro. Forse.
Non so se leggerà mai queste parole perché non è assolutamente nelle mie intenzioni farglielo sapere. In effetti non è facile che ciò avvenga, anche se i misteri della vita, in quanto tali, sono imperscrutabili.
Si tratta di “Non voglio mica la luna”di Fiordaliso di cui riporto il testo.
Effettivamente J. , nella sua vita ha avuto dei desideri molto più modesti che possedere il nostro satellite. Seppur "piccolini" e più che legittimi, nessuno di loro si è mai avverato come esattamente i miei ma questo è un altro discorso. Un fatto di solitudini, per molti versi simili dovute a sbagliate scelte più o meno imposte e soprattutto alla mancanza di coraggio da parte sua a porvi rimedio.

 

Vorrei due ali d’aliante
Per volare sempre più distante
E una baracca sul fiume
Per pulirmi in pace le mie piume
Un grande letto sai
Di quelli che non si usan più
Un giradischi rotto
Che funzioni però
Quando sono giù un po’.
Non voglio mica la luna
Chiedo soltanto di stare
Stare in disparte a sognare
E non stare a pensare più a te
Non voglio mica la luna
Chiedo soltanto un momento
Per riscaldarmi la pelle
Guardare le stelle
E avere più tempo più tempo per me.
Con gli occhi pieni di vento
Non ci si accorge dov’è il sentimento
Tra i nostri rami intrecciati
Troppi inverni sono già passati
Io vorrei defilarmi per i fatti miei
Io saprei riposarmi ma tu
Non cercarmi mai più.
Non voglio mica la luna
Chiedo soltanto di andare
Di andare a fare l’amore
Ma senza aspettarlo da te
Non voglio mica la luna
Chiedo soltanto un momento
Per riscaldarmi la pelle guardare le stelle
E avere più tempo più tempo per me.

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